23 Mag2012
Golden ‘70’s
Franco Micalizzi & The Light Symphony Orchestra
Golden ‘70’s (2009)
NEW TEAM MUSIC 0015173CD
21 brani (19 di commento + 2 canzoni) – durata: 68’00”
Dopo la raccolta “Cult & Colt” dove sviscerava ancora una volta il suo repertorio western, crime e horror, questa volta Micalizzi sceglie il versante legato a drammi e commedie (nel quale è stato altrettanto attivo), anche questa volta scegliendo di ri-incidere i suoi temi più celebri degli anni ’70 (in realtà il cd tradisce il proprio titolo, visto che contiene due brani incisi nei primi anni ’80, ma tant’è!) ed anche stavolta invitando una serie di ospiti d’eccezione su diverse tracce. In “L'ultima neve di Primavera” (uno dei due film diretti da Raimondo Del Balzo e musicati dal Micalizzi nel 1974) il flicorno di Fabrizio Bosso fa esattamente ciò che ti aspetti: una struggente interpretazione. La scrittura della parte di tromba ed il contrappunto drammatico degli archi lo hanno portato alla sua uscita in cima all’hit parade italiana. Ormai, un classico.
Segue una delle più amate sigle di cartoon della nostra generazione, Lupin (RCA, 1982), parole di Franco Migliacci, cantata originariamente da Irene Vioni, con l'accompagnamento dell'Orchestra Castellina-Pasi: quel liscio da festa paesana e dal vago gusto parisienne, funziona anche qui nell’interpretazione da balera di Orietta Berti.
“Il piatto piange” (tema del film omonimo del 1974) è sleazy lounge all’ennesima potenza: splendida atmosfera creata dai synth e dal clavinet, con la ritmica solo abbozzata e bossa dei fratelli Micalizzi per raccontare la Luino degli anni 30 tra scherzi, amori, fascisti, prostitute e personaggi vari. “Agostina” (sempre dal film L'ultima neve di Primavera) è pura lounge orchestrale, con il tema di tromba di Bosso e la splendida orchestrazione degli archi in stile Philly Sound.
Con “Caribbean Women” (dal film Nati con la camicia del 1983) emerge lo stile giocoso del Maestro per le avventure di Bud Spencer e Terence Hill: dominano i synth gommosi e le atmosfere giamaicane/caraibiche; notevole il solo di trombone di Luca Giustozzi.
“Roma Parlaje Tu” (dal film Storia de' Fratelli e de' Cortelli del 1973) mette la canzone romana, lo stornello romanesco e “Aggiungi un posto a tavola” in perfetto equilibrio. Edoardo Vianello è ottimo per la parte.
In “Trinity Suite” Micalizzi riparte proprio da quel primo tema commissionatogli nel 1970: “Lo chiamavano Trinità” vede all’armonica la straordinaria partecipazione di Bruno De Filippi (chitarrista, armonicista e suonatore di sitar, noto in Italia nell’ambiente del jazz e come autore di musica leggera) per oltre 4 minuti in cui ripercorrere le evoluzioni di uno dei temi più celebri ed apprezzati del Maestro, guidato dal celebre fischio del Maestro Alessandro Alessandroni.
In “Da Corleone a Brooklyn” l’orchestrazione big band style sostiene il tema eseguito alla chitarra da Alfredo Bochicchio ed al sax da Donato Sensini; gli imperiosi archi portano con se grande enfasi tricolore!
Ed è il sax alto di Eric Daniel a dominare “Passioni” (tema dell'omonimo sceneggiato RAI) con un’esecuzione lacrime e sangue per una serie che dichiara tutto sin dal titolo, mentre “In The Middle Of All That Trouble Again” (ancora dal film Nati con la camicia) è un numero country style à l’italiana, cantato da Albert D. Meakin, molto simile al lavoro degli Oliver Onions con Bud & Terence.
“Il cielo negli occhi” (dal film Sei jellato amico hai incontrato Sabata del 1972) è un momento in stile Bacharach, memore del sean sean morriconiano, con splendidi vocalizzi di Cristina Polegri e con l’armonica di Bruno De Filippi. Ancora lounge pop da jet privato in “Una stagione breve” (da L'ultima neve di Primavera), la filastrocca adagiata su vaudeville musicale con la voce della Polegri in evidenza su “Alla Mia Cara Mamma..”, tema del film Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno, cult grottesco diretto da Luciano Salce nel 1974.
In “Incantesimo” e “Giovannino” (tratti dal film omonimo del 1976 ispirato all'omonimo romanzo di Ercole Patti del 1954) siamo in piena commedia grottesca: la musica viaggia sul versante drammatico ma più popolaresco, con la fisarmonica di Franco De Bellis e qualche omaggio a Nino Rota. Il dialogo tra pianoforte e primo violino (Antonio Pellegrino) raggiunge il picco emozionale dell’album. “Family's Theme” (dal film Chi sei? del 1974, uno dei due lavori “americani” del Maestro, insieme a Stridulum) è un esercizio pop funk eseguito dalla famiglia con grande sentimento e perizia, grazie alla preziosa armonica di De Filippi.
“Bianchi cavalli d'Agosto” (tema del film omonimo diretto nel 1975 da Raimondo Del Balzo) si muove sullo stesso filone musicale di L’ultima neve di Primavera, come se il Maestro dividesse nettamente la sua produzione musicale anche a seconda dei “generi” che commentava; in “Sacramento” la tromba di Sergio Vitale e l’armonica di Bruno De Filippi si uniscono per un classico tema western ’70, mentre in “Laure” (tema del film omonimo del 1975) è la salsa cheesy pop del tema ad essere messa al servizio della storia di una diciassettenne che scopre il sesso in un’avventura esotica/erotica.
Chiudono la raccolta “Il lato romantico” (dal film I due volti della paura del 1972), numero lounge jazz, con annesso dialogo tra sax e piano e “Amusement” (ancora dal film Storia de' Fratelli e de' Cortelli) uno splendido esempio di moog music che esplode in una marcia grottesca e felliniana.
In conclusione: un bel cd, consigliato soprattutto ai neofiti o a coloro che hanno conosciuto il Maestro grazie alle sue apparizioni televisive da Panariello, dove Micalizzi è riuscito quasi sempre a riproporre l’atmosfera ed il suono dei suoi lavori originali, suonato con grande competenza e passione dai figli e dagli svariati ospiti ed amici presenti, con l‘unica pecca di un art work un po’ rozzo.
