Librerie Musicali
Gianmarco Diana/Andrea Schirru/Danilo Salis
Dancefloor Stompers
Librerie Musicali (2018)
Four Flies Records/Solidmusic.it FLIES 34
Lato A: 5 brani
Lato B: 5 brani
Gianmarco Diana al basso, Andrea Schirru alle tastiere, Danilo Salis alle chitarre e Frank Stara alla batteria sono l’anima sonora del gruppo noto come Dancefloor Stompers (trad. ‘piano di calpestio’), che amano in modo viscerale e puro le colonne sonore anni ’60 – ’70 italiane e tutto quel sound favoloso e imprescindibile, per di più indimenticabile, di quegli anni d’oro della musica tout court, non soltanto applicata alle immagini. Questo vinile 33 giri, contenente 10 perle compositive scritte da Diana, Schirru e Salis, si poggia su, per parafrasare il nome del gruppo di musicisti e compositori di origine sarda, un ‘piano’ solido dove sono incise le note di compositori della Golden & Silver Age cine-musicale italica (e non solo), ovvero Franco Micalizzi, Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Stelvio Cipriani, Riz Ortolani, Goblin, Piero Umiliani, Guido & Maurizio De Angelis, Lalo Schifrin, Jerry Fielding, tutti agitati e non mescolati (come James Bond sa bene!) ossia rivisti ma non plagiati, perché di temi originali trattasi, che attraverso i solchi del vinile stesso fanno sentire il ‘calpestio’ dinamico e passionale di ogni singolo musicista, vocalist e cantante interpellato nell’album. Tutti coloro che hanno preso parte alla realizzazione di questo splendido e, torno a ribadire, originalissimo Lp dal titolo più che mai esemplificativo del suo respiro sonoro, “Librerie Musicali”, sono musicisti e interpreti fenomenali che fanno venir fuori dal vinile un suono a dir poco perfetto e vintage oltre ogni immaginazione, dieci leitmotiv della caratura compositiva dei nomi blasonati dell’Ottava Arte succitati, con la gravante di assuefazione continua, visto che non si vorrebbe togliere il 33 giri dal giradischi né ora né mai. Questa esaltazione da parte di chi scrive non è dovuta soltanto dal fatto d’essere un fan delle colonne sonore poliziesche, horror/thriller, western e spionistiche di quegli anni, dove il nostro Cinema di Genere superava di gran lunga, e in buona parte, quello di Genere d’oltreoceano così ossequiato e decantato, bensì dal fatto che questo album suona come dovrebbero suonare oggi la stragrande maggioranza dei dischi in cui vengono spacciati strumenti reali (che non sono) da performer e compositori originali (che non sono) che millantano realizzazione di album con impegno e fatica e idee, ma che in verità vengono scritti (?) e messi in piedi in una settimana se va bene: ora non voglio fare di tutta un’erba un fascio ma è oltremodo vero (e vergognoso) che la discografia attuale ‘cotta e mangiata’ per una gran fetta è fuffa – e non mi riferisco solo e soltanto alla musica per immagini ma parlo in generale – e quando ti capita sotto mano e ad un orecchio attento una produzione discografica di questo tipo, in cui gli strumenti sono reali e coloro che li suonano sono altrettanto reali e sanno, soprattutto, come farli vibrare ed emozionare chi sa ascoltarli, allora c’è da gridare, come minimo, al capolavoro. E poi l’applauso è scrosciante perché sono tutti tra la trentina e la quarantina d’anni questi autori e alcuni dei collaboratori all’album – che non sto qui a menzionare in toto perché numerosi e ognuno nel suo settore musicale competente e virtuoso come di dovere – a dimostrazione del fatto che se si posseggono delle idee e si sa comporre seriamente, i risultati si sentono, eccome. Le dieci tracce, cinque per lato, del 33 giri con relative descrizioni sonore e menzione allo stile e all’organico messo in campo, sono un magmatico e amorevole percorso cine-musicale che può essere vendibile, come da titolo del vinile, per sonorizzazioni variegate e librerie televisive e cinematiche, con atmosfere sonore che spaziano dal funky al soul, dal beat al jazz, dal progressive al rhythm ‘n blues, toccando differenti generi non soltanto musicali ma in primis del piccolo e grande schermo: dalla commedia all’horror, dal poliziesco al western, dal thriller al comico, in cui un cocktail ben preparato e studiato a tavolino con cognizione di causa e molteplici punti di vista che altro non sono che dei paesaggi musicali di grande autorialità e perizia compositiva, fanno scaturire un album che sul serio non si smette di ascoltare a volume ben sparato così da coinvolgersi sempre di più. I titoli dei pezzi sono anch’essi delle citazioni cinefile e appassionatamente omaggianti i compositori di cui sopra: “4 dita e una pistola”, “A Man of Justice”, “Pop! Shake! Beat!”, “Armando in incognito”, “Rapina alla Brinks”, “Double Pimp”, “Car 28”, “Country Ride & Boat Chase”, “Armando’s Walk” e “Romance”. “Librerie Musicali” che palpitano, sussurrano, spaventano, ammaliano, aggrediscono, avvezzano, divertono e incantano: cosa volere di più? Solo questo album, quindi accorrete a comprarlo!
