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18 Lug2019

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Quartet Records

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Quartet Records

A iniziare da oggi, Colonne Sonore – Immagini tra le note inaugura una nuova rubrica dedicata alle recensioni di score di una sola etichetta in particolare, specializzatasi logicamente in Soundtracks. Di volta in volta la prendiamo in esame con le sue nuove o meno recenti pubblicazioni ma che secondo la nostra redazione sono di rilevante interesse per voi bramosi lettori, sempre alla ricerca di nuove chicche cine-musicali che, nella vastità di uscite settimanali e mensili di varie etichette nostrane e internazionali, potrebbero sfuggire (e sarebbe davvero un gran peccato), così non scoprendo tesori sonori nascosti.

La rubrica prende il nome semplicistico ma diretto di ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile, e che in questa nuova veste saranno brevissime, data anche la mole di partiture vagliate, con all’interno i fondamentali dati del CD, il voto in chiave di violino (nostro unico e ancora non imitato metodo di valutazione, anziché le classiche stelline o palline iper abusate), il titolo del pezzo esemplare (uno o due al massimo) della score analizzata e due annotazioni sul film o telefilm e il suo compositore. La lista dei CD è stabilita in maniera casuale e non di importanza della partitura o di data di uscita del film o serie.  

E questo mese il là lo diamo con l’etichetta spagnola Quartet Records che tra l’altro sul proprio sito sta facendo sconti strepitosi alle sue pubblicazioni, quindi approfittatene:



Henrik Skram
Snøfall (Inedita – 2016)
Quartet Records QR292
CD 1: 21 brani – Durata: 46’34
CD 2: 26 brani – Durata: 57’42”



Il quarantaseienne compositore norvegese Henrik Skram compone e orchestra un’incantevole score sinfonicamente magniloquente e intimista insieme, eseguita dalla Norwegian Radio Orchestra in maniera impeccabile. Scritta per una serie per famiglie, da noi inedita, incentrata sulla ragazzina Selma che vive con la sua rigida madre adottiva, avendo perso la sua vera famiglia. Triste e sconsolata scopre un nuovo mondo che cambia la sua vita. Una serie d’impronta natalizia che nel brano del primo CD, “Christmas Eve”, esprime tutta la sua essenza affettuosamente gioiosa e festosa con una strizzatina d’occhio e tanta gratitudine alle musiche similari di John Williams, Bruce Broughton e James Horner che Skram ringrazia nel libretto.


Bruno Coulais & Gast Waltzing
Zanna bianca (White Fang, 2018)
Quartet Records QR320
18 brani – Durata: 47’14”



La classica novella di Jack London, Zanna Bianca, trasposta sul grande e piccolo schermo una miriade di volte, si ripresenta in formato animato al Cinema in un film musicato dal pluripremiato compositore francese Bruno Coulais (Classe 1954) con alle spalle più di 200 colonne sonore, tra cui le più note Les Chorites, I fiumi di porpora, Coraline e la porta magica. Quest’ultimo coadiuvato in cinque pezzi di musica addizionale, presenti nella OST, dal compositore di Lussemburgo Gast Waltzing che dirige ovviamente la Luxembourg Philharmonic Orchestra. Il pezzo che contiene reminiscenze delle partiture per gli spaghetti western di Morricone e De Masi e che calza a pennello alla trama e ambientazione del film avventuroso d’animazione è “La Bête Majestueuse”; citazione d’obbligo per il bellissimo brano “Alpha”. 


 
Bruno Coulais
Drôles de petites bêtes (Inedito - 2017)
Quartet Records QR305
16 brani – Durata: 33’44”



L’inedito film d’animazione Drôles de petites bêtes racconta di Apollo, un grillo saltimbanco dal cuore grande, che giunge in un regno di piccoli animali, sconvolgendone la vita sempre uguale e monotona, alla vigilia del giubileo della loro Regina. Ne succederanno delle belle! Coulais, vero esperto nella sua sterminata filmografia, di opere animate (vedi il recensito Zanna Bianca o Coraline, La canzone del mare, Mune), scrive una partitura frizzante, briosa, dalle gradazioni parigine per melodie e uso del carillon come strumento poeticamente magico, rimembrante e cullante. Una sensibilità quella del compositore francese tutta particolareggiata e originale che viene fuori in maniera eccellente e unica in questa score dove spiccano le tracce “Prélude” e “Vive la Reine!!!”.


 
Nino Rota
La dolce vita (1960)
Quartet Records QR300
CD 1: 40 brani – Durata: 77’15”
CD 2: 30 brani – Durata: 78’42”

Nino Rota
Il gattopardo (1963)
Quartet Records QR327
CD 1: 33 brani – Durata: 66’03”
CD 2: 22 brani – Durata: 64’50”



Nino Rota
Amarcord (1973)
Quartet Records QR310
CD 1: 29 brani – Durata: 50’16”
CD 2: 30 brani – Durata: 62’35”



Solo per la pubblicazione in edizione integrale e definitiva, dopo anni, anni e anni di attesa spasmodica, dei tre capolavori di Nino Rota – e altri ve ne sarebbero da stampare in versioni deluxe simili di questo grandissimo Compositore – per il sodale Federico Fellini, La dolce vita e Amarcord, e per Luchino Visconti, Il Gattopardo, ci sarebbe da premiare la Quartet Records con laurea cum laude per la ricerca archeologica cine-musicale e la divulgazione finale di Opere senza pari e da troppo tempo lasciate inspiegabilmente nell’oblio del collezionismo di nicchia e dei soli possessori dei vinili originali o CD ristampati dall’Lp con pochi brani scelti all’epoca per il mercato discografico. A 40 anni dalla scomparsa del compositore milanese, riscoprire o ascoltare per la prima volta queste tre meravigliose e pregne di quella padronanza dell’Arte musicale che solo uno come Nino Rota possedeva, da bambino prodigio delle note quale fu, è qualcosa che rasenta la sublimazione vera e propria. E poi in questi 4 CD tra La dolce vita e Amarcord c’è da ben sentire ogni singola nota per comprendere come diceva Fellini di Rota e della loro collaborazione: “Un convergere di due temperamenti, di due nature, di due creature che dovevano necessariamente, nei limiti dei loro risultati, coabitare l’espressione di un film”. Idem per lo splendore dei due CD tratti da Il Gattopardo viscontiano. Non si discute e le parole non servono: trattasi di tre album, sia aventi tracce in mono che stereo, contenenti edizioni complete, album originali e bonus tracks a non finire, da acquistare ad occhi chiusi, e come dico spesso, ed orecchie ben protese. Anche perché le partiture di Nino Rota sono Sinfonie che divengono Cinema che a sua volta si tramuta in sinfoniche sequenze in movimento di una meraviglia abbacinante. E non dimentichiamo che la cura dei libretti dell’etichetta spagnola e la loro scrupolosità e rilevanza storico-musicale sono qualcosa di saltuario e non sempre così scontato nel panorama editoriale discografico delle colonne sonore!   

cover amant double
        
Philippe Rombi
Doppio amore (L’amant double, 2017)
Quartet Records QR290
14 brani – Durata: 30’47”



Per il thriller psicologico e scabroso di François Ozon, Doppio amore, l’apprezzabile compositore francese Philippe Rombi (Giù al nord, Asterix e il segreto della pozione magica), già alla sua undicesima collaborazione con il succitato regista, crea una score metallica e disturbante come la mente disturbata della protagonista femminile, in cui prevale un tema che si sente nel brano “Le baiser de Paul” di nostalgica leggerezza melodica e cupa reminiscenza, con archi e ritmiche synth in evidenza, che contrasta tutta la tensione ossessiva e traumatizzante del resto della partitura.  



Alberto Iglesias
Dolor y gloria (Id. - 2019)
Quartet Records QR376
30 brani – Durata: 65’57”



Aggiudicatosi il Premio per la miglior colonna sonora all’ultimo Festival di Cannes con questa nuova pellicola di Pedro Almodóvar, Dolor y gloria, il pregevole compositore Alberto Iglesias, nominato tre volte all’Oscar (The Constant Gardener, Il cacciatore di aquiloni e La talpa), torna a scrivere per il sodale amico e regista spagnolo una score che è colma di sfumature jazz, tanghesche e memorie herrmanniane (classiche nel repertorio cine-musicale di Iglesias) di notevole spessore compositivo. Quindi premio meritatissimo e partitura raffigurata alla perfezione dal brano finale del CD “Geografia y anatomìa”. Undicesima collaborazione tra compositore e regista ispanici e undicesima perla cinematico sonora del loro incredibile legame artistico. Da possedere nella propria collezione! 

cover la cordillera  
 
Alberto Iglesias
Il presidente (La Cordillera - 2017)
Quartet Records QR284
4 brani – Durata: 52’14”



Un dramma ricco di tensione sul presidente dell’Argentina, Hernán Blanco, che deve prendere una decisione molto importante, mentre partecipa a un incontro tra diversi leader dello stato, che si svolge a La Cordillera. Qui Iglesias mostra i denti e tira fuori dal suo pentagramma una partitura tensiva, adrenalinica, furiosamente accesa e sospesa tra morriconismi anni ’70 per pellicole del medesimo tipo, di carattere socio-politico e poliziesche, nonché quei sinfonismi oscuri marcatamente alla Alex North e Jerry Goldsmith per film dello stesso genere. 4 suite che nell’ultima intitolata “¿Usted cree en el mal, presidente?” trovano il loro climax definitivo.

cover the bobo

Francis Lai
Il magnifico Bobo (The Bobo - 1967)
Quartet Records QR329
11 brani – Durata: 30’33”



Il compianto Francis Lai (Un uomo, una donna, Love Story), scomparso il 7 novembre 2018, compose per questa commedia romantica con Peter Sellers, Britt Ekland, Adolfo Celi e Rossano Brazzi, The Bobo in originale, una partitura dalle ritmiche bossa nova e leitmotiv di matrice spagnola, con nuance manciniane sparse qui e là; d’altronde si parla del torero Juan che deve incastrare una donna affascinante di nome Olimpia che senza sforzo colleziona appartamenti e auto sportive Maserati lasciando una scia di cuori infranti dietro di lei. Questa è la seconda partitura cinematografica di Lai dopo l’esordio con la bellissima Un uomo, una donna del 1966. Liriche delle canzoni di Sammy Cahn e brano scelto per fascinazione e delicatezza, “Olimpia’s Theme” e il cantato corale di “Imagine”.



Victor Reyes
Dark Hall (Down a Dark Hall - 2018)
Quartet Records QR342
22 brani – Durata: 43’01”



Il talentuoso compositore spagnolo Victor Reyes (classe 1962), autore delle colonne sonore di Buried - sepolto, Il ricatto e The Night Manager, compone una partitura dai classici stilemi horror (glissandi e stridii degli archi) dove risalta il tema valzeristico per piano e archi di “Welcome to Blackwood/This is Where You’ll Be Sleeping” e il pezzo folk soavemente quieto di “I Think It’s A Work of Art”. Una trama in cui un adolescente tormentato è costretto a unirsi all’esclusivo Blackwood Boarding School, solo per ritrovarsi intrappolato dalle forze oscure dominate dalla misteriosa preside, Madame Duret, servita egregiamente dalla score di Reyes.  


 
Victor Reyes
Cold Skin – La creatura di Atlantide (Cold Skin - 2017)
Quartet Records QR289
14 brani – Durata: 37’42”



Questo horror fantascientifico con le musiche di Reyes narra che nel 1914, un giovane giunge in un’isola remota vicino al Circolo Antartico e si ritrova intrappolato in una torre di avvistamento assediata da creature mortali che vivono nascoste da tempo immemore. Una trama così sollazza alquanto un compositore dell’Ottava Arte e Reyes si diverte a innescare i consolidati cliché della musica applicata a questo tipo di pellicole, e al contempo invertendoli quando meno te lo aspetti, come nel caso della traccia “War” dove la Chamber Orchestra of London delinea un tema ondivago e solo a tratti rassicurante a differenza del titolo del pezzo che induce a pensare tutt’altro. Una score tellurica e addolcita insieme.  



Diego Navarro
Mike sulla Luna (Capture the Flag - 2015)
Quartet Records QR213
44 brani – Durata: 76’26”



Un film d’animazione ambientalista in cui un ragazzino surfista raduna i suoi amici per impedire a un miliardario disonesto di riscrivere il futuro dell’umanità accumulando un tipo di energia pulita in maniera illegale. Il compositore spagnolo Diego Navarro, con 15 partiture all’attivo (Mimesis, Il fotografo di Mauthausen), scrive una score adrenalinica e in stile williamsiano alla Star Wars e con qualche rievocazione di Bruce Broughton, con un leitmotiv araldico davvero entusiasmante che si palesa in “Capture the Flag (Main Theme)” e che deflagra in “Fighting for the Flag”. Godibilissima!



Bernardo Bonezzi
Donne sull’orlo di una crisi di nervi (Mujeres al borde de un ataque de “nervios” - 1988)
Quartet Records QR345
13 brani – Durata: 29’11”



Donne sull’orlo di una crisi di nervi è il quarto film con il sodale regista Pedro Almodóvar dopo Labirinto di passioni, Che ho fatto io per meritare questo?, Matador per il compositore madrileno Bernardo Bonezzi, scomparso il 30 Agosto 2012. Una score, la sua, di elevata drammaticità, a discapito di una trama comica ed eccentrica sfociante nel dramma grottesco, di uno dei film più famosi di Almodóvar, nella quale il tema principale che appare in “Mujeres al borde de un ataque de nervios” è il fulcro dell’intera partitura: un tango appassionato e struggente che lacrima emanazioni dolorose. La musica tipica e migliore di un film almodovariano di quel fecondo periodo creativo del regista madrileno. E un giusto omaggio discografico ad un compositore seriamente interessante e per lo più sottovalutato e dimenticato.



Stephen Oliver
Lady Jane (Id. - 1986)
Quartet Records QR285
CD 1: 25 brani – Durata: 52’40”
CD 2: 16 brani – Durata: 37’47”



La trama: la morte di re Enrico VIII getta il suo regno nel caos a causa delle dispute di successione. Il figlio legittimo Edward è malato e quasi sul letto di morte. L’astuto ministro fedele alle riforme della nuova Inghilterra, John Dudley, sposa suo figlio Guildford con Lady Jane Grey, che colloca sul trono dopo la morte di Edward. I due inizialmente ostili, si innamoreranno. Ma il potere li condurrà alla rovina definitiva. Lo score, tanto desiderato da molteplici fan della Film Music, finalmente vede la luce in un’edizione integrale, con anche la versione dell’album mai realizzato all’epoca dell’uscita del film nelle sale. Una partitura considerevole e magniloquente come si addice ad una storia del genere, dove si fa strada un tema portante di elgariana memoria, “The Hunt” che, variato, svetta su tutta la durata del doppio album. La pregevole Royal Philharmonic Orchestra diretta da Harry Rabinowitz (1916 – 2016) esegue stupendamente una score scritta dal britannico Stephen Oliver (1950 – 1992), con 20 partiture nel curriculum per serie e film da noi sconosciuti per lo più, ma che viene certamente ricordato per questa magnifica OST composta in stato di grazia. Tra impressionismi colti cine-musicali e classici di Miklos Ròzsa, Dimitri Tiomkin, Wolfgang Amadeus Mozart, Dmitrij Šostakovič e Edward Elgar. Presumo che John Williams nel comporre la sua partitura magnifica per Amistad di Steven Spielberg abbia avuto presente questa score di Oliver: i punti accomunanti del suo tema con questo leitmotiv sono percettibili.



Fernando Velázquez
Marrowbone (Inedito - 2017)
Quartet Records QR294
32 brani – Durata: 76’11”



Un giovane uomo e i suoi tre fratelli più piccoli, che hanno tenuto segreta la morte della loro amata madre per rimanere insieme, sono tormentati da una presenza sinistra nel vasto maniero in cui vivono. Fernando Velázquez ha l’horror nel sangue, e non soltanto nel suo carnet di compositore per il cinema, nel quale ha dimostrato ampiamente di sapersi muovere a proprio agio con una bravura e un’attitudine che ha fatto scuola nella musica per film iberica. Il suo enorme talento lo si riscontra nuovamente in questa sinuosa, fascinosa, perturbante e vibrante partitura da scary movie per eccellenza, sulla quale si eleva il brano “A Chance of Happiness” che raffigura il tema portante di una magnificenza che incanta.



Eric Neveux/Mat Bastard
Zombillénium (Inedito - 2017)
Quartet Records QR288
26 brani – Durata: 54’20”



Il pezzo “Zombillénium (Ouverture)” apre in modo strepitoso questa colonna sonora davvero colma di colpi di scena musicali, composta dal quarantasettenne autore francese Eric Neveux (120 score in curriculum) e con le canzoni originali rockettare e svalvolate di Mat Bastard. Il film d’animazione Zombillénium narra del parco a tema Halloween che prende il nome dal titolo del film, che rappresenta l’unico posto sulla terra dove i veri mostri possono nascondersi in bella vista. Vi ricorda Hotel Transilvania vero? Non sbagliate! Lo score di Neveux è un omaggio ragionato a tutta la musica horror dell’epoca d’oro hollywoodiana e britannica, con qualche accento sonoro moderno, ballabile e in stile zimmeriano che appare di tanto in tanto ma che non guasta.

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Daniela Bocconi

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