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03 Set2019

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Silva Screen Records

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Silva Screen Records

Colonne Sonore – Immagini tra le note procede con la nuova rubrica, avviata due mesi fa, dedicata alle recensioni di score di una sola etichetta in particolare, specializzatasi ovviamente in Soundtracks. Di volta in volta la prendiamo in esame con le sue nuove o meno recenti pubblicazioni ma che secondo la nostra redazione sono di rilevante interesse per voi bramosi lettori, sempre alla ricerca di nuove chicche cine-musicali che, nella vastità di uscite settimanali e mensili di varie etichette nostrane e internazionali, potrebbero sfuggire (e sarebbe davvero un gran peccato), così non scoprendo tesori sonori nascosti.
La rubrica prende il nome semplicistico ma diretto di ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.

E questo mese analizziamo l’etichetta britannica Silva Screen Records (http://www.silvascreen.com/):



Debbie Wiseman
Wolf Hall (Id. – 2015)
Silva Screen Records SILCD1472
18 brani – Durata: 55’08”



Debbie Wiseman
Edie (Id. – 2017)
Silva Screen Records SILCD1565
13 brani – Durata: 45’37”

La pluripremiata e candidata compositrice londinese (da noi intervistata più volte in passato) Debbie Wiseman (classe 1963), grazie all’etichetta inglese in esame, che le ha prodotto e pubblicato diverse colonne sonore importanti, vede stamparsi due considerevoli OST, Wolf Hall e Edie a distanza di due anni una dall’altra. La prima score è tratta da una miniserie drammatico-storica biografica incentrata sulla figura del segretario Thomas Cromwell, che alla corte del re Enrico VIII, presto ne diventa il consigliere privato, assumendo un ruolo non privo di pericoli; la seconda partitura racconta la storia ricca di dramma della 83enne Edie che si lascia la vita alle spalle, oramai consumata dalla routine, intraprendendo un’avventura che non ha mai ipotizzato di fare: scalare l’imponente Monte Suilven in Scozia. La Wiseman ha sempre posseduto uno stile neoclassico con leggere tonalità moderne, sapendo abilmente amalgamare sinfonismi e sintetismi qualora ve ne fosse bisogno, a seconda il genere di film o serie da commentare. In queste due colonne sonore mostra però solo il versante compositivo orchestrale, con la prevalsa per la miniserie Wolf Hall di pagine classico-minimali di una straziante liricità e sotteso melodramma (le ipnotiche “Anna Regina” e “Entirely Beloved”), coadiuvata dalla performance autorevole della Locrian Ensemble of London (archi, mandolino, arpa, clavicembalo e tiorba), e per Edie traccia un melanconico lirismo che al suo interno ingrandisce un afflato di desiderio che rispecchia l’impresa quasi impossibile dell’anziana protagonista (ad esempio “Edie” e “Training Day”), con il contributo della National Symphony Orchestra e della chitarra acustica solista di John Parricelli. Il tema portante di questa pellicola, ad un ascolto attento in cuffia, sembra rammentare il leitmotiv ‘rallentato’ di Christophe Beck per il supereroico marveliano Ant-Man.   

Ben Foster & Nick Foster
Thunderbirds Are Go – Volume 2 (Id. – 2015)
Silva Screen Records SILCD1538
52 brani – Durata: 78’04”

Thunderbirds Are Go! altro non è che il remake in animazione digitale dell’omonima serie televisiva originale anni ‘60. Questa trasposizione non più a pupazzi animati (marionette) è andata in onda nel 2015 in concomitanza con il 50° anniversario della serie classica. Ed oltre a ripresentare l’iconico tema portante di Barry Gray della versione originaria, possiede nella partitura dei fratelli britannici Foster, Ben & Nick, una robusta, eroica, dinamica e policroma serie di incisi, leitmotiv e pagine d’azione che in più punti ricordano le poderose soundtracks di David Arnold per i film di 007 (“Max the Hero”) e quella di Michael Giacchino per Gli Incredibili (“Prepare for Lazer Quest!/It’s My Home”), nonché Doctor Who di Murray Gold (“Three Six”), che tuttavia nulla tolgono all’entertainment sfrenato e piacevolmente citazionista cine-musicale dei vari episodi. D’altronde Ben Foster, qui in veste anche di pregevole direttore della City of Prague Philharmonic Orchestra, è stato arrangiatore, orchestratore e direttore d’orchestra delle strepitose colonne sonore proprio del telefilm Doctor Who. Ben si è anche aggiudicato il premio Bafta componendo lo score per lo spin-off Torchwood dell’appena summenzionata serie sci-fi. 

 

Alan Silvestri
Film Fest Ghent and Brussels Philharmonic Present Alan Silvestri (2015)
Silva Screen Records SILCD1500
10 brani – Durata: 57’01”


Ryuichi Sakamoto
Ryuichi Sakamoto – Music for Film (2016)
Silva Screen Records SILCD1524
13 brani – Durata: 68’56”



Terence Blanchard
Terence Blanchard – Music for Film (2017)
Silva Screen Records SILCD1556
16 brani – Durata: 63’24”



Carter Burwell
Carter Burwell – Music for Film (2018)
Silva Screen Records SILCD1587
19 brani – Durata: 57’00”

L’influente manifestazione olandese di cinematica e di colonne sonore, anteriormente nota come Flanders International Film Festival Ghent (International Film Festival van Vlaanderen - Gent), oggi conosciuta popolarmente con il titolo di Film Fest Gent, è un grosso evento cinematografico internazionale annuale con sede a Gand in Belgio. Fondato nel 1974, negli anni è stato riconosciuto dalla FIAPF come un festival concorrenziale qualificato nel dare lustro al binomio musica/immagine. In concomitanza alla sezione del concorso cinematografico sono apparsi i World Soundtrack Awards che vengono assegnati ai compositori di Film Music dal 2001. Premi degni e ambiti dagli autori di musica applicata che si trovano a gareggiare nelle varie categorie cine-musicali del festival e dove, di anno in anno, vengono inoltre omaggiati per la loro illustre carriera nell’Ottava Arte grandi nomi della musica per immagini. E a questi importanti compositori vengono anche dedicati dei concerti di loro colonne sonore che finiscono quasi sempre su CD con esecuzioni straordinarie, ed il più delle volte molto rispettose delle versioni originali per quel che riguarda gli arrangiamenti e le orchestrazioni, dirette dal bravissimo Dirk Brossé sul podio dell’eccezionale Brussels Philharmonic. E parlo di nomi titolati tra i quali Alan Silvestri, Ryuichi Sakamoto, Terence Blanchard, Cliff Martinez, Carter Burwell, ovvero quelli di cui la Silva Screen ha stampato le compilazioni qui recensite e tratte proprio dai suddetti concerti – in verità quella di Martinez è stata messa sul mercato discografico dalla Milan Records, seppur rientrante nella stessa tipologia ideativa e distributiva del Festival, quindi non presa in considerazione in questo frangente – che annoverano il loro ‘Very Best Of’, che per alcuni scova anche soundtracks meno famose ma di altrettanta nobiltà compositiva. Suono perfetto, performance smagliante e selezione dei brani davvero intelligente e colta, quindi si possono, attraverso suite o singoli temi, ascoltare, citando random tra le straordinarie tracce scelte, di Silvestri Avengers, Ritorno al futuro, Pronti a morire e Cosmos, di Blanchard La 25^ ora, Lei mi odia, Malcom X, di Sakamoto Furyo, Piccolo Buddha, Femme Fatale e di Burwell Fargo, Demoni e dei, Ave, Cesare!. Quattro raccolte da non perdere assolutamente, perché tra rinnovati piaceri d’ascolto dei vostri temi preferiti di questi stupefacenti compositori, scoverete anche delle nuance interpretative della Brussels Philharmonic e del suo immaginativo direttore d’orchestra Brossé che vi lasceranno a bocca aperta!


 
AA.VV.
Hammer Horror – Classic Themes 1958-1974 (2017)
Silva Screen Records SILCD1521
18 brani – Durata: 42’47”

Se vi menziono gli anni cinquanta e la Hammer? E se vi elenco questi nomi, Laurie Johnson, Harry Robinson, James Bernard, Franz Reizenstein, Tristram Cary, John Cacavas, Roy Phillips, Michael Vickers, David Whitaker e Christopher Gunning? Cosa vi viene subito in mente da esperti cinefili e appassionati di colonne sonore quali siete? Logicamente le pellicole horror che dagli anni ’50 agli anni ’70 hanno impaurito, anzi atterrito, e fatto urlare a squarcia gola, tra presenze sataniche, vampiresche, mostruose di varia natura ed entità, il pubblico delle sale cinematografiche di allora, anche e soprattutto grazie, in alcune occorrenze, alle composizioni eccellenti dei succitati compositori che sia con modesti budget che con grandi possibilità economiche a disposizione hanno saputo tirar fuori dal loro pentagramma partiture di sorprendente genialità realizzativa che tutt’oggi risultano innovative e colme di spunti da analizzare. Una raccolta di 19 temi tratti da altrettanti film che commentano le gesta sanguinolente e iperviolente di Dracula e consorti o vergini vampirizzate varie, Frankenstein, alieni, Mummie, Satana e Dr. Jekyll & Co. Il meglio del meglio per comprendere che menti compositive vi erano dietro queste opere di genere che hanno fatto leva, come ribadito prima, il più delle volte sulla possenza dei loro compositori assunti per creare atmosfere torbide, tensive, surreali, orrorifiche, a tratti romantiche o melodrammatiche, adrenaliniche e ipnoticamente alienanti. Una compilazione di leitmotiv originali in cui spiccano le musiche di James Bernard, vero capostipite della scary music. Di lui il compianto critico Ermanno Comuzio scrisse nel suo ‘Musicisti per lo Schermo’: “Predilesse i film spettacolari, per i quali compose partiture efficienti, scattanti, piene di effetti vivaci, in cui entra lo sfruttamento di rumori e di suoni sintetici. I migliori risultati si trovano nei film fantastici del terrore di produzione Hammer, genere rinnovato proprio dalle musiche di Bernard, dalle atmosfere sottili e di potente sensualità”. Anche questa compilation da non lasciarsi sfuggire come uscita discografica.  

Thomas Newman
The Essential Thomas Newman Performed by the City of Prague Philharmonic Orchestra (2017)
Silva Screen Records SILCD1532
CD 1: 15 brani – Durata: 54’49”
CD 2: 14 brani – Durata: 58’10”



12 nomination agli Oscar, 3 candidature ai Golden Globes e molteplici altre nomine e vittorie, come quelle ai Bafta per lo score di American Beauty e Skyfall: parliamo di Thomas Newman (classe 1955), figlio del grandissimo Alfred e fratello di David, nonché nipote di Lionel ed Emil e cugino di Randy. La famiglia Newman è una delle più qualificate e prolifiche compositivamente nella storia dell’Ottava Arte. E Thomas con la sua partitura per il succitato American Beauty ha mutato il modo di scrivere musica per immagini dalla fine degli anni ’90 in poi – la sua scrittura e il suo stile, combinazione perfetta di paesaggi sonori astratti, trame emotive precise e armonie aggraziate, nonché sinfonismi accessi misti a sintetismi dall’architettura complessa, hanno cambiato il volto cine-televisivo-musicale e hanno creato tantissimi emuli, ancora oggi – e proprio l’etichetta inglese lo omaggia con un doppio CD di oltre 2 ore di musica con il meglio delle sue più note o meno celebrate composizioni per il Cinema e la TV. La sempre eminente Orchestra Filarmonica della Città di Praga, sotto la direzione scrupolosa di Evan Jolly e James Fitzpatrck, tranne due temi eseguiti dalla London Music Works, sfodera una performance di ogni leitmotiv o suite di temi che in alcuni frangenti si fa fatica a carpirne le differenze rispetto alle incisioni originarie. Davvero una grande compilazione che spazia dalla summenzionata partitura del film di Sam Mendes a Il miglio verde, Vi presento Joe Black, Piccole donne, Le ali della libertà, Il ponte delle spie, Wall-E, Alla ricerca di Nemo e sequel, Saving Mr. Banks, etc. etc.

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Daniela Bocconi

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