The World of Hans Zimmer - A Symphonic Celebration (Live)
Hans Zimmer
The World of Hans Zimmer - A Symphonic Celebration (Live) (2019)
Sony Classical 19075899052
22 brani – durata: 60’57”

Tre anni fa circa discutevo con un mio grande amico e mentore circa il modo di suonare di un chitarrista e frontman di una band rock inglese ormai da diversi anni sulla cresta dell’onda e nelle orecchie di tutti (non rivelerò il suo nome né quello del gruppo, lascio a voi l’intuizione…). Il mio interlocutore metteva in luce un certo atteggiamento narcisistico nel dimostrare le proprie capacità tecnico-strumentali ed io, da grande fan quale sono, insistevo nel sostenere che se ci fossero più musicisti di questo calibro (ci sono, eccome, mi riferisco al fatto che purtroppo non tutti hanno l’attenzione mediatica e il successo che questo “trio”, ecco un altro piccolo indizio, ha conquistato) tutti noi, e soprattutto le nuove generazioni, ne guadagneremmo in qualità dei contenuti musicali e livello interpretativo. Ma…il mondo è bello perché è vario e varie e diversificate sono le sensibilità in fatto di musica. Mi è tornato alla mente questo episodio autobiografico perché ho associato quella chiacchierata con il mio amico al musicista di cui mi occuperò: spavaldo, vanitoso e al tempo stesso glorioso. A nessuno di questi sostantivi voglio dare accezione negativa; il punto è che, come si suol dire, “c’è chi può e chi non può”, e…lui può, eccome se può. Sto parlando di Hans Florian Zimmer, compositore di fama mondiale e uno dei musicisti più ricercati ed influenti nel panorama cine-musicale. E’ quasi inutile citare o riportare alcuni suoi lavori perché la lista è infinita (pensate che ci sono annate in cui nelle sale sono usciti in media 4 o 5, e in certi casi anche 6, film che portano la sua firma) e per forza di cose si escluderebbero partiture magari non memorabili per il grande pubblico, ma indimenticabili per l’orecchio esperto e più attento. Devo ammettere che la scelta di recensire “The World of Hans Zimmer - A Symphonic Celebration (Live)” mi ha dato la possibilità di riscoprire quel materiale che non avevo inserito nel mio bagaglio di “sbarbato” che alternava la musica classica al punk-rock internazionale, all’epoca ancora troppo giovane e inesperto in materia (la maggior parte dei lavori presenti in questo doppio CD Live sono dei primi anni 2000). La sorpresa è stata grande: poche note melodiche di chitarra flamenca ruvida e malinconica e l’incantevole ma dolorosa voce femminile della score di Mission: Impossible 2; la dolcezza di un violoncello sospeso tra il belcanto, accompagnato dalle morbide corde dell’arpa, e la drammaticità inquietante presente in un film come Hannibal; un ukulele, base armonica ad una melodia scanzonata, e uno spensierato e frizzante basso elettrico utilizzati per la composizione delle musiche del film d’animazione Madagascar; tutto ciò scaturito dalla sua geniale penna. Insomma un mix di certezze, ricordi e rivelazioni. Un’esperienza di ascolto unica, potente e dolce al tempo stesso, musicisti solisti che spiccano per bravura e unicità (credo siano proprio loro le vere perle di questa bellissima collana) e un’orchestra, un coro e un direttore fusi in un solo ed eccezionale corpo musicale.
In questa recensione non mi soffermerò sull’analisi delle singole partiture, se continuerete a seguirci sulle pagine di Colonne Sonore potrete leggere un mio commento al concerto live che si è tenuto presso il Forum d’Assago lo scorso 6 novembre, ma mi concentrerò proprio sullo stile, ormai iconico, che il compositore tedesco ha elaborato nel corso della sua carriera quasi trentennale.
Il carattere centrale, il fulcro che rende uniche ed inimitabili le composizioni di Zimmer è l’epicità: tutto è permeato da un forte senso eroico e solenne, la volontà di rendere ogni singola partitura memorabile. Non dimentichiamo che si aggiudicò con Il re leone l’ambita statuetta d’oro hollywoodiana e…chi di noi non è in grado di canticchiare quei temi che hanno reso senza tempo gli abitanti umanizzati della foresta africana?
Spesso mi è capitato, prima dell’arrivo dei titoli di coda di un film, di anticipare la didascalia “musiche di…” pensando che ci fosse il compositore tedesco dietro quelle sonorità così potenti e coinvolgenti e quella capacità di imprimersi immediatamente nella memoria dei temi o della strumentazione utilizzata, caratterizzata dall’utilizzo massiccio di ottoni e archi amalgamati con suoni ed effetti di stampo elettronico. Un altro aspetto che trovo particolarmente singolare e che mette in luce ulteriormente la sua abilità compositiva è che la sua musica prende forma, sempre e comunque all’interno di una storia intensa diretta a regola d’arte, da una scintilla capace di generare un’architettura sonora con una sua vita propria. Zimmer è riuscito a creare un’identità così forte e uno stile così originale da essere sempre più richiesto da parte di importanti registi e studi cinematografici diventando anche fonte di ispirazione per le nuove leve nel campo della produzione di musica da film.
Chiudendo il cerchio, e non quello della vita (lì il compositore è un altro!), ricordo che sempre tre anni fa Zimmer rilasciò un’intervista dichiarando che si sarebbe allontanato dal mondo dei cinecomic: dopo quasi 10 anni passati a lavorare alla trilogia del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan (ovviamente non consecutivi, ma sappiamo benissimo quanto tempo occorre per la produzione intera di un solo film) e le più recenti pellicole sempre tratte dall’universo DC, il compositore fece intendere che diventava sempre più complicato trovare nuove idee e spunti innovativi per accompagnare le gesta dei grandi supereroi. Caro Hans, con all’attivo 140 pellicole e tanti altri lavori per la televisione e il mondo dei videogiochi, la tua è stata una “beautiful lie” (cit.) e infatti…aspettando Giugno 2020, non aggiungo altro.
