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17 Mag2021

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Universal Music

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Universal Music

Colonne Sonore ripropone la rubrica, di cui siete largamente avvisati sulle sue peculiarità, riservata alle recensioni di partiture o compilazioni di una sola etichetta in particolare, dedita per lo più alle Soundtracks. Di volta in volta la prendiamo in esame con le sue nuove o meno recenti pubblicazioni ma che secondo la nostra opinione sono di smisurato interesse per voi amici lettori, sempre in cerca di chicche cine-musicali succulente.
La rubrica prende il nome semplicistico ma diretto di ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.


E questo mese rianalizziamo l’etichetta internazionale Universal Music e sue ramificazioni (Walt Disney Records, Decca, Polydor): (https://www.universalmusic.it/popular-music/):

cover zappa frank

AA.VV./Frank Zappa/John Frizzell/Nick Cimity/David Stal
Zappa (Id. - 2020)
Universal Music/Zappa Records ZR20035-2/00600753933527
CD 1: 21 brani – Durata: 67’11”
CD 2: 16 brani – Durata: 63’03”
CD 3: 31 brani – Durata: 64’14”



Cosa accomuna una delle leggende del XX° secolo quale Frank Zappa a un prolifico compositore di colonne sonore come John Frizzell? La precipua passione per la Musica come arte invisibile tra le più misteriose e affascinanti del nostro pianeta chiamato Terra? Non solo! Il fatto che il secondo si è trovato a commentare la vita e la musica del primo in un documentario-tributo diretto da Alex Winter, con correlate edizioni in 3 CD, due box set di 5 LP in versione limitata e un box doppio vinile, oltre agli album digitali. Tutto questo battage promozionale per celebrare Frank Vincent Zappa (Baltimora, 21 dicembre 1940 – Los Angeles, 4 dicembre 1993), compositore, chitarrista, cantante e polistrumentista statunitense non ascrivibile ad un genere musicale specifico, perché in lui coabitanti rock, progressive, blues, jazz, fusion, soul, avanguardia, musica classica, satira, cabaret e molto altro ancora. Tutte le edizioni deluxe della colonna sonora di questo eccezionale documentario biografico con diverse nomination in carnet – costituito da immagini d’archivio e interviste a Gail Zappa, vedova di Frank, e ai collaboratori musicali di sempre quali Mike Keneally, Ian Underwood, Steve Vai, Pamela Des Barres, Bunk Gardner, David Harrington, Scott Thunes, Ruth Underwood, Ray White, etc. etc. – presentano la quasi totalità delle canzoni sentite al suo interno, riproducenti 12 registrazioni inedite tratte dagli archivi privati del musicista, incluse le esibizioni al Whiskey A Go-Go nel 1968, al Fillmore West nel 1970 e la sua celeberrima esibizione nel programma Saturday Night Live nel 1978 con la canzone “Dancin’ Fool”. La OST nei primi due CD ricapitola la vastità del repertorio musicale di Zappa, includendo 25 canzoni selezionate dalla sua sterminata carriera, tra cui il doppio album di esordio del 1966 “The Mothers of Invention, Freak Out!”, finendo con l’ultimo “The Yellow Shark” del 1993, album orchestrale dal vivo con musiche eseguite dall’Ensemble Modern nel 1992. Un repertorio di canzoni e brani strumentali dove si possono scovare brani prodotti e distribuiti dalle prime etichette discografiche di Zappa, la Straight e la Bizarre Records, con canzoni di artisti vari, quali Alice Cooper, le GTO’s, e composizioni di musica classica derivanti dai suoi maestri ispiratori, ossia Edgard Varese e Igor Stravinsky, e tante interviste dell’epoca.
Le musiche originali, presenti nel terzo CD, scritte da John Frizzell (Alien – La clonazione, I segni del male, Legion, Non aprite quella porta 3D), in collaborazione con Nick Cimity e David Stal, giocano su atmosfere meditabonde, quiete, dilatate e psicologicamente profonde, con uso di pochi strumenti acustici, percussivi e ad arco, con movenze per lo più minimaliste tra Desplat e Thomas Newman, per intenderci meglio (“Studio Z” e “Musically Difficult”).
Se non siete a conoscenza del genio e sregolatezza in musica di Frank Zappa andate immediatamente a colmare questa lacuna enorme con la visione del documentario e l’ascolto di questo triplo CD, nonché, non ultimo e meno importante, l’andare a sentire tutti i suoi album integralmente: scoprirete che con Lui la Musica ha cambiato volto e non è stata più la stessa.  

cover nomandland
   
AA.VV./Ludovico Einaudi
Nomadland (2021)
Decca 3596321
11 brani – Durata: 48’30”



Tre premi Oscar, due Golden Globe, quattro Bafta e molteplici altri premi (in tutti il miglior film in testa), tra cui il prestigioso Leone d’Oro assegnatogli alla 77ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia sempre per la migliore pellicola, Nomadland trova il suo perfetto alveo sonoro nelle musiche originali di Ludovico Einaudi (recensito in questa rubrica l’ottobre dello scorso anno per il suo album-raccolta “Einaudi Undiscovered”), presente con quattro composizioni di stampo prettamente pianistico – suo strumento d’elezione – con sobri interventi degli archi (violino e violoncello solisti in primis). Il brano che primeggia, tra canzoni di Nat King Cole, Donnie Miller, Paul Winer, Cat Clifford, Tay Strathairn e l’etereo bel pezzo strumentale di Ólafur Arnalds (“Epilogue (From The Invisible Front)”), è il lunghissimo “Oltremare”, disseminato com’è di rimembranze nymaniane nel suo reiterativo incedere drammatico e incombente e da un ispirato motivo portante (variato nei successivi “Petricor”, “Golden Butterflies” e “Low Mist”) che sprofonda in ricordi mai assopiti e laceranti ma pur sempre ricordi formativi e chiarificatori, come il viaggio nomade on the road della protagonista straordinaria Frances McDormand, baciata giustamente dall’Oscar per questa sua performance trattenuta e selvaggia al contempo, di straziante anticonvenzionalità.   

cover cinema ludovico einaudi

Ludovico Einaudi
Cinema (2021)
Decca 485 5912
CD 1: 14 brani – Durata: 66’42”
CD 2: 14 brani – Durata: 78’11”



Il summenzionato brano “Oltremare” si ritrova, insieme ai restanti pezzi della OST di Nomadland, anche all’interno del secondo CD di questo doppio album-raccolta, in uscita ai primi di giugno, contenente le migliori colonne sonore per la TV e per il Cinema della lunga carriera artistica di Einaudi, tra i più ascoltati nei canali musicali in streaming. Questa compilazione si destreggia tra brani appositamente composti per il piccolo e grande schermo ed altri estrapolati dagli album extracinematici di Einaudi riusati in serial e film musicati da altri colleghi del compositore torinese (classe 1955), che da sempre dichiara, riguardo l’utilizzo di sue composizioni su sequenze di vari generi cine-televisivi: “Dicono che la mia musica sia cinematografica... è sempre interessante per me vedere la mia musica combinata con le immagini; è come riscoprire la lettura della mia musica con una prospettiva diversa”.
Autore di matrice classico-minimalista, con intercessioni stilistiche nel pop, nella world music e nel rock, qui raduna una sequela di tracce tratte dal film premio Oscar sopra recensito, dalla pellicola che ha fatto aggiudicare ad Anthony Hopkins il suo meritatissimo secondo Oscar come miglior attore protagonista, dopo Il silenzio degli innocenti, ossia The Father – Nulla è come sembra (brano “The Journey”), dal film e serie di Shane Meadows This is England, dal film Samba, il cult francofono Quasi amici e il suo remake americano Sempre amici, Il terzo omicidio, The Water Diviner, Fuori dal mondo, Insidious, Joaquin Phoenix – Io sono qui!, il documentario Listen to Me Marlon, Sotto falso nome, Il grande spirito, Mommy, Riparare i venti, Aprile, All Three of Us, oltre ai telefilm e fiction Dottor Zivago, Sense8, 9-1-1 e Doctor Foster.
Consigliatissimo per chi desidera immergersi in paesaggi sonori intimisti, raccolti, percettivi, cullanti e intrigati come il ritrovarsi all’interno di un labirinto senza via d’uscita che solo l’esprimere realmente tutto se stesso, con grande sincerità, può farne rintracciare la via verso la libertà non solo corporale ma principalmente spirituale.    

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Daniela Bocconi

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