Wicked: For Good
Stephen Schwartz, John Powell
Wicked – Parte 2 (Wicked: For Good, 2025)
Universal Studios/Republic Records/Verve Label Group
11 brani – Durata: 44’52”

Wicked: For Good arriva nelle sale come il capitolo conclusivo di una delle trasposizioni cinematografiche più attese del musical contemporaneo. Diretto da Jon M. Chu, il film prende le fila narrative del primo Wicked (2024) e le sviluppa in una storia più ampia, ricca di conflitti morali, relazioni intense e temi socio politici nascosti sotto l’apparenza di un immaginario fiabesco e senza tempo. A differenza del primo episodio, che si reggeva in buona parte sull’effetto sorpresa e la spettacolarità delle prime interpretazioni dei protagonisti, For Good affronta le conseguenze più dark di quell’inizio esplosivo. La narrazione si concentra su Elphaba (Cynthia Erivo) e Glinda (Ariana Grande): le loro scelte, le loro lotte interiori e la graduale trasformazione da amiche a figure emblematiche del bene e del male nel mondo di Oz. La parte visiva è sontuosa, con una palette che va dai verdi intensi di Elphaba ai rosa perlati di Glinda, passando per i toni cupi di Emerald City in tumulto — un’estetica che si riflette profondamente anche nelle scelte musicali e nell’uso dei vari leitmotiv sonori.
La colonna sonora di Wicked: For Good è il vero baricentro emotivo del film e si distingue per la fusione di brani tratti dal musical originale con nuove composizioni pensate appositamente per questa versione cinematografica. La score, firmata dal duo Stephen Schwartz (autore delle musiche originali del musical) e John Powell, mira a coniugare la tradizione del teatro musicale con le esigenze narrative e stilistiche del film moderno. Al suo interno vengono ripresi molti dei brani più significativi del secondo atto del musical originale di Broadway, ma a questi aggiunge due brani originali creati da Schwartz insieme al cast che si intrecciano con il tessuto narrativo e permettono allo spettatore di comprendere più a fondo le azioni e le scelte delle protagoniste:
● “No Place Like Home” – interpretata da Cynthia Erivo: questa nuova ballata è un momento di forte introspezione per Elphaba; un’espressione intensa del suo amore per Oz nonostante l’odio che le si scaglia contro. La canzone si lega tematicamente alla tensione sociale e politica del film, offrendo un parallelo con conflitti reali e contemporanei.
● “The Girl in the Bubble” – affidata alla voce di Ariana Grande, è un brano di svolta per Glinda, dove la leggerezza iniziale lascia spazio ad una sincera riflessione sul privilegio e sulla responsabilità personale. Questa scelta musicale, più contenuta e intima rispetto alle altre, rispecchia il suo viaggio interiore verso una maturità più autentica.
Tra le nuove tracce, invece, ritroviamo alcuni dei brani originali più amati dai fan del musical:
● “As Long As You’re Mine”, che coglie una rara intensità romantica e qui risulta ulteriormente valorizzata dalla chimica fra i personaggi sullo schermo.
● “No Good Deed”, intensa e tormentata, gioca con dissonanze e ritmi serrati per esprimere il caos interiore di Elphaba.
● “For Good”, la title track che rappresenta il vertice emotivo di tutto il film: un duetto che celebra la trasformazione reciproca di Elphaba e Glinda, avvolto da un arrangiamento cinematografico che enfatizza la profondità del loro legame in maniera sorprendente.
L’estetica musicale di questo film non è mai fine a sé stessa: ogni scelta sonora dialoga con ciò che vediamo sullo schermo. La fotografia e il design dei costumi lavorano in tandem con la colonna sonora per definire gli spazi emotivi. Ad esempio, le armonie luminose e brillanti nei momenti di speranza contrastano con orchestrazioni più tetre e minacciose durante le scene di conflitto. Le orchestrazioni ricche, a volte corali, altre spoglie e intime, creano un contrasto stilistico che riflette i paradossi del film — come la divisione tra bene e male, giustizia e pregiudizio, leggerezza e peso delle scelte. In questo senso, l’approccio registico di Jon M. Chu privilegia l’integrazione della musica con la narrazione visiva: le sequenze musicali non sono semplici “blocchi” di canto, ma momenti coreografici pensati per avanzare la trama e approfondire i personaggi. Anche le scelte di montaggio e inquadrature durante i numeri riflettono questa sinergia, trasformando la colonna sonora da semplice accompagnamento a vero motore narrativo.
Wicked: For Good non è solo la conclusione di una saga, ma un’esperienza cinematografica che vibra sul piano emotivo e visivo. La partitura, vero cuore pulsante del film, accompagna ogni battito del racconto, trasformando le canzoni in veri e propri strumenti di introspezione e liberazione dei personaggi. Ogni nota, ogni armonia e ogni arrangiamento orchestrale diventano un ponte tra lo spettatore e il mondo di Oz, rendendo tangibile la complessità dei conflitti interiori di Elphaba e Glinda. “For Good” non è semplicemente un addio: è un’esplosione di emozione, un inno alla trasformazione personale, all’amicizia e alla resilienza. Questo film trascende il semplice musical cinematografico: è una celebrazione del potere della musica di raccontare storie profonde, di evocare empatia e di illuminare i luoghi più oscuri dell’animo umano. Uscire dalla sala significa portarsi dietro un’emozione viva, un senso di meraviglia e una convinzione incrollabile: a volte, la magia più potente è quella che nasce dai legami, dai ricordi e dalle canzoni che ci cambiano per sempre.
Nota a margine: come per la prima OST esiste anche la versione ufficiale della score di John Powell con le melodie originarie di Stephen Schwartz in un album di 28 brani orchestrali della durata di oltre un’ora e mezza.
