I cacciatori del cielo
Pasquale Catalano & Antonio Fresa
I cacciatori del cielo (2024)
Edizioni Curci
15 brani – Durata: 24’23”

Il docu-film con Giuseppe Fiorello, I cacciatori del cielo, diretto da Mario Vitale e andato in onda lo scorso marzo su Rai1 in occasione del Centenario della Costituzione dell’Aeronautica Militare italiana, porta le musiche originali di Pasquale Catalano e Antonio Fresa, due nomi di spicco del panorama cine-televisivo-musicale nostrano. Il loro score si è aggiudicato il “SIAE Music Awards 2024” come Miglior colonna sonora - Film TV ed è per questo che prendiamo al volo lo spunto per recensire questa OST.
Catalano (Mine Vaganti, La Dea Fortuna, La Doppia Ora, Romanzo Criminale - la Serie, La Siciliana Ribelle, La Versione di Barney) e Fresa (La Gatta Cenerentola, L’arte della felicità, I Giganti del Quirinale, Donne di Campania) realizzano insieme questa partitura dopo aver collaborato a quella di Arnoldo Mondadori. I libri per cambiare il mondo, altro docu-film con Michele Placido del 2022, sempre prodotto da Gloria Giorgianni, che nei due eccellenti compositori ci ha visto lungo, difatti confermandoli per questa storia sull’asso dell’aviazione Francesco Baracca interpretato intensamente da Giuseppe Fiorello. Come intensa è tutta la colonna musicale dei due autori campani, i quali hanno disseminato la partitura di leitmotiv giocati su di una delicatezza intimista, in cui predomina il pianoforte, quasi sempre sorretto dagli archi, fin dall’iniziale “I Cacciatori del cielo”: un tema circolare sul fil di lana, parecchio mediterraneo nella sostanza, con increspature synth moderne e batteria militaresca sullo sfondo a sottolineare l’appartenenza soldatesca del protagonista. Un piano sentitamente accorato su archi sospiranti nel tema che appare nel timidamente breve “Francesco incontra i genitori”. “Bartolomeo” è un secondo tema ritmicamente spensierato per chitarra acustica, piano, spazzole e archi. Muta la quiete gioiosa fin d’ora sentita con la trazione guerresca per percussioni, archi, fiati e ritmiche synth moderne in “In battaglia”, tutto patriotticamente in levare, solo attenuato ad un tratto dal piano, per poi risollevarsi ancora più agguerrito. “Cara mamma” affida agli archi sottesi il compito di raffigurare un continuum melodico sofferente che viene lambito dall’introduzione del piano, che accenna ad un tema, su archi accarezzanti, affranto e molto toccante. Un terzo leitmotiv sorge in “Tema di Norina” sempre associato ad un pianoforte ed archi delicatissimi, verso la metà tramutandosi in un valzer meravigliosamente avvolgente e armonioso (una delle pagine più belle della OST). Archi che vanno e vengono piroettanti su chitarra acustica e piano ondulatorio li si ascoltano nel brano dal titolo “In volo con Bartolomeo”. Dolcemente aereo è “Caporetto”, seppur con un sottinteso tensivo ad accompagnarne la melodia che via via si fa sempre più oscura. “Bravi ragazzi” si appoggia su chitarre, piano e archi in crescendo, col controcanto di una chitarra elettrica distorta. “Chi resta” risulta felicemente tenue, tuttavia, come nel precedente pezzo “Caporetto”, cosparso di tensione emotiva. “Amarezza” è un sintetico e abbattuto passo drammaturgico. Una nenia cantilenante si fa strada nel turbinante incedere arrovellante di “Se permette”. “In teatro con Norina” conferma la grande bellezza di questo tema, ancora una volta soave nella sua andatura valzeristica. “Ritrovamento Baracca” è pura tensione synth, mentre il conclusivo “Frecce tricolori” echeggia pianisticamente diradato solo in partenza per volare poi gloriosamente alto.
