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11 Set2025

Aemilia 220 – La mafia sulle rive del Po

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in TV

cover aemiliaMassimiliano Lazzaretti
Aemilia 220 – La mafia sulle rive del Po (2025)
Rai Com
16 brani – Durata: 33’22”

Il docufilm AEMILIA 220 - La Mafia sulle rive del Po con la regia di Claudio Canepari e Giuseppe Ghinami, messo in onda su RAIDUE durante la Giornata della legalità, analizza il più grande processo di Mafia mai decantato nel Nord Italia con 220 arresti e un’aula bunker costruita apposta. Con l’ausilio delle carte processuali, documenti d’archivio inediti, intercettazioni e testimonianze dirette, il docufilm diviene a tutti gli effetti un “thriller sociale” dai toni elevati e scuotenti tutta l’opinione pubblica. Le musiche originali sono scritte da Massimiliano Lazzaretti (Il traduttore, I Love Mum, Il vuoto, L’anima in pace), il quale afferma di aver impiegato tre mesi per la lavorazione di uno score << che potesse accompagnare un progetto così complesso da una parte e dall’altra, al tempo stesso, così ampiamente trattato e sviscerato nella letteratura cinematografica e televisiva: il tema della ‘MAFIA’>>. Il compositore romano (classe 1977) ricrea un suono che dà rilievo ai timbri, come fa solitamente lo scultore di pentagrammi Thomas Newman (ammirevole in tal senso “Movimenti segreti”), nel quale coesistono strati ritmici cardiaci, incisi tensivamente violenti e crescendo synth-orchestrali cupi (“300 telefonate”, “Ti mangio il cuore”); soluzioni jazzistiche noir alla Miles Davis (“Aemilia”), con archi indagatori e un levare degli ottoni da poliziesco anni ’70 d’oltreoceano o un crescendo orchestrale quasi atonale alla Alexandre Desplat dei suoi thriller (vedi L’uomo nell’ombra) (“Politica e corruzione”, “Pedinamenti” con una fisarmonica combattiva in primo piano); il Morricone parafrasato di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto si mostra in “Imprese e affari loschi”; un sintetismo electro-pop anni ’80 si insinua in “Villirillo”; sospensioni mediorientali in “E’ stato ucciso”.

Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2025   

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Daniela Bocconi

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