Lang Lang - Piano Book 2
AA.VV.
Lang Lang - Piano Book 2 (2025)
Lang Lang, piano solo
Deutsche Grammophon 487 8193
CD 1: 15 brani – Durata: 52’39”
CD 2: 17 brani – Durata: 54’06”

Nel 2022 uscii il suo “Lang Lang – The Disney Book”, sempre su etichetta Deutsche Grammophon, che recensimmo con impeto (leggete qui), omaggiante le colonne sonore della Walt Disney in cover per pianoforte e orchestra di gran lusso performativo. Nel 2019 sul mercato discografico apparse “Lang Lang - Piano Book”, che ottenne un enorme successo di vendite e critiche. Dopo sei anni il famosissimo pianista cinese si ripresenta con il secondo volume di “Piano Book” che così ha descritto: <<Con Piano Book 2 desidero presentare più musica per tutti coloro che amano il pianoforte, sia che siano alle prime armi, che riprendano dopo molti anni o che suonino semplicemente per il piacere di farlo>>. In noi questo secondo ciclo pianistico in solitaria ha suscitato un certo interesse per la presenza, tra pezzi evergreen di musica classica di Chopin, Mendelssohn, Liszt, Mozart, Beethoven, Satie, Schubert, Rachmaninoff, Burgmüller, Sibelius, Handel, Bach, Schumann, Debussy e qualche altro brano di altra tradizione musicale, anche più attuale (alcuni nati su internet) – vedi (visto che tra poco festeggeremo il Natale) “O Holy Night” di Adolphe Adam e David Hamilton, “Brejeiro - Tango brasileiro” di Ernesto Nazareth, “Icarus” di Tony Ann, “Rush E” di Andrew Wrangell, “I’m Confession (That I Love You)” di Chris Smith e “Fly” di Ludovico Einaudi –, di tracce tratte da colonne sonore per videogiochi, serie TV animate e cinema di nomi quali Ennio e Andrea Morricone, Justin Hurwitz, Jinyan Zhai, Nobuo Uematsu, Yann Tiersen, Yu-Peng Chen, Joe Hisaishi e Musashi Project.
Ci concentriamo sull’ambito che ci contrassegna, non tralasciando il fatto che tutte le performance di questo doppio CD sono di altissimo livello qualitativo e dalla ripresa sonora nitida e brillante, quasi come un cullante e perpetuo divenire pentagrammato che distende l’ascoltatore e (magari) lo fa riappropriare della bellezza pianistica di grandi classici di oggi e di ieri, e qualche brano meno noto ai più, della Musica tout court; d’altronde lo stesso pianista definisce i 32 brani del suo nuovo album come “capolavori in miniatura”. Dall’universo delle colonne sonore appaiono quindi il “Main Theme” di Zhai dal videogame Black Myth: Wukong che possiede una progressione in levare dagli stilemi melodici tipicamente occidentali, tra un Sakamoto d’annata e un Hisaishi dei film d’animazione; “To Zanarkand” dal videogioco Final Fantasy X composto da Uematsu conferma quella ariosa soavità tematica di questo grandissimo compositore che per questo famosissimo videogame ha scritto una moltitudine di temi originali da pelle d’oca emozionale, uno di questi, altamente armonioso e struggente, riportato con la giusta enfasi, tra pianissimi e fortissimi, da Lang Lang; “Comptine d’un autre été: L’après-midi” di Tiersen da Il favoloso mondo di Amélie può apparire routinario nella sua esecuzione, invero sottintendente una delicatissima melancolica performance che (pressoché) commuove; come non si può non versare qualche lacrima di mesta rimembranza di una vita serena che fu quando si ascoltano le note dolcemente tristi e amorose del “Main Title/Love Theme” da Nuovo Cinema Paradiso di Morricone, padre e figlio; “Lover’s Oath” di Chen dal videogioco Genshin Impact è un adagio puntillistico di grazia ancestrale, con sentori pucciniani; di Hisaishi viene eseguito un brano extra cinematico ma molto cinematografico, il gradevole “Spring”, una brezza primaverile che addolcisce anche gli animi più scossi e nervosi, che nella performance in punta di fioretto di Lang Lang acquisisce dei colori occidentali ancora più marcati, tenui e calmanti; “Sadness and Sorrow” del Musashi Project dal cartone animato Naruto sa immergere l’ascoltatore in un mulinello intimistico che confonde e intenerisce, tendendo la mano tra i tasti bianchi e neri per non perdersi; “Mia & Sebastian’s Theme” dal musical cult La La Land composto da Hurwitz chiude il mondo delle soundtracks con una commossa e solare al contempo esecuzione danzante come l’amore incerto dapprima e appassionato dopo dei due protagonisti della pellicola, una di quelle storie d’amore non propriamente a lieto fine che Lang Lang riesce a farci rivivere con un pianismo saltellante, levitante e nostalgicamente romantico.
