Il mio incontro con Ang Lee: Woodstock e altro
Intervista esclusiva al regista premio Oscar de La tigre e il dragone, I segreti di Brokeback Mountain, Lussuria e Woodstock
Si dice che la pelle, quale organo deputato a stare all’esterno, a contatto con il mondo e con gli altri, racconti tanto della persona. Ang Lee, in barba ai suoi 54 anni, ha una pelle splendida, luminosa, da persona serena. Gli occhi e il sorriso sono dolci e gentili, e mentre parla china leggermente la testa accompagnando le parole con un leggero sfarfallio delle mani. Quando si muove o sorseggia un bicchiere d’acqua, si intravede una timidezza figlia di un garbo d’altri tempi. I moti del viso poi, si limitano ad un leggero cipiglio o un’impercettibile contrazione delle labbra che spesso si sciolgono in un sorriso.

Magia in scena: la musica senza frontiere di Tablò
Quando l'eclettismo si fa musica: intervista al compositore de Il Divo
Il compositore barese racconta il suo approccio olistico al film 
Paolo Fresu è tra i musicisti più completi ed interessanti all’interno del panorama jazzistico non solo italiano. La sua musica ha un carattere ed una identità precise, riconoscibili. Così anche il suono della sua tromba, caldo, ricco di sfumature e dettagli. Il suo mondo sonoro è cresciuto e si è arricchito, negli ultimi dieci anni, anche attraverso il contatto e il confronto con il cinema. Molti progetti che lo vedono impegnato in diversi concerti, in Italia e all’estero, sono riconducibili, in modo più o meno diretto, ad esperienze, percorsi compositivi, legati al cinema. Scores! ad esempio, o il suo disco più recente, Think, in cui suona con Uri Caine e che contiene un brano scritto per il film di Ermanno Olmi, Centochiodi, ed uno dei pezzi di Scores! , “Ossi” .
Il discepolo di Rota si racconta: l'occasione mancata per la musica da film italiana
Ritratto/intervista al prolifico e noto compositore cinematografico Mychael Danna