Reportage del concerto con Martha Argerich all’Elba Festival 2026

Il “trio n. 2 op. 67” con Martha Argerich all’Elba Festival 2026
27 gennaio 1944. A Leningrado é la fine di un drammatico e sanguinoso assedio da parte delle forze naziste durato 872 giorni. La città è fortemente provata ma la gente è desiderosa di ritrovare la pace e di contribuire alla sua ricostruzione.
Il 5 febbraio dello stesso anno viene eseguita a Novosibirsk l’”Ottava Sinfonia in Do minore op. 65” di Dmitrij Dimitrevich Shostakovich preceduta da una conferenza introduttiva tenuta da Ivan Sollertinskij (1902 – 1944). Trascorsi tre giorni un grave infarto interrompe il cammino terreno di questo raffinato musicologo e suo grandissimo amico al quale decide di dedicare il “Trio n. 2 in Mi minore op.67”. In questa pagina Shostakovich fa ricorso all’impiego di temi ‘Klezmer’ della tradizione giudaica che esprimono allo stesso tempo dolore e gioiosa festività. Temi Klezmer si ritrovano anche in successive partiture del compositore russo fra cui l’amatissimo “Concerto per violino e orchestra in La minore op. 99”. Il “Trio n. 2” risente del clima tormentato e angosciato generato dagli eventi bellici e dalla regnante spietata dittatura stalinista e allo stesso tempo esprime in modo intimo anche ammirazione e vicinanza per il mondo ebraico spesso colpito da forti sentimenti antisemiti non solo nella Germania nazista ma anche nella stessa Unione Sovietica. Suddivisa in quattro movimenti la scrittura si apre con “Andante – Moderato – Poco più mosso” dove il violoncello espone armonici atmosferici in un contesto spettrale mentre il materiale sonoro procede in costante metamorfosi con violino e pianoforte che si accordano su toni cupi e smorzati. Il carattere elegiaco del movimento raggiunge un coinvolgente climax per poi venire brutalmente disintegrato. Compatto nella sua stringente ritmica e conciso e ben definito nella sua melodica il secondo movimento “Allegro con brio”, mentre solenne e monumentale si profila il susseguente “Largo” in forma di una funerea passacaglia, figura musicale molto cara al compositore. Una serie di otto accordi viene inizialmente esposta dal piano per svilupparsi successivamente in cinque variazioni. Nel finale “Allegretto” il tema principale si propone in leggere figure in pizzicato del violino poggiante sull’ostinato ritmico ove si inserisce un motivo Klezmer che si dispiega in una violenta danza macabra con archi in fortissimo e profonde ottave del pianoforte. Lo scorso 13 settembre il “Trio n. 2” ha coronato il concerto di chiusura della 30^ edizione del Festival Elba Isola Musicale d’Europa guidato con straordinaria maestria dal Maestro George Edelman che ha visto protagonisti tre solisti stellari come la pianista Martha Argerich, la violoncellista Jing Zaho e il violinista Michael Guttman. I tre musicisti fraseggiano con eloquente pathos, slancio visionario e profondità espressiva, in un’esecuzione intensamente coinvolgente dal punto di vista virtuosistico e interpretativo, per una toccante rappresentazione dell’interiore forza narrativa e lacerante tensione emotiva della partitura. Il programma del concerto è stato completato da brani di Ravel, Debussy e Schubert. Ci preme qui ricordare l’intenso rapporto del compositore Shostakovich con il Cinema e in particolare le sue dieci collaborazioni con il grande regista Grigorij Michajlovič Kozincev (1905 – 1973). Si rimane ovviamente incantati di fronte al fenomeno della amatissima Martha Argerich che con i suoi ottantacinque anni è capace di mantenere in modo sbalorditivo le sue fenomenali doti tecniche e interpretative. Trionfali applausi da parte di un pubblico in delirio assiepato in ogni angolo dello splendido Teatro dei Viglilanti “Renato Cioni” di Portoferraio.

Il Festival elbano conferma la sua qualità artistica eccelsa e la sua presenza nelle più suggestive location dell’isola, Portoferrario, Marciana, Rio, Capoliveri e Porto Azzurro. Fra le innumerevoli interessanti proposte vissute sull’isola toscana dal 28 agosto al 13 settembre segnaliamo anche ‘Astor e la ombre del Tango’, serata dedicata al suggestivo ballo argentino condotta dal leggendario violinista lettone Gidon Kremer, la prima esecuzione assoluta di “Quattro Temperamenti” per pianoforte della giovane pianista e compositrice francese Arielle Beck – allieva di Martha Argerich - il cine concerto Go West di Buster Keaton (1925) musicato dal vivo con l’Ensemble improCinema guidato dallo specialista della ottava arte Guenther Buchwald e il violoncellista Mario Brunello impegnato in due concerti comprendenti fra l’altro brani di Arvo Paert e Valentin Silvestrov.
