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15 Lug2019

Il Magistero di Star Wars

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Reportage

Il Magistero di Star Wars: un’avventura di note senza eguali!
Reportage del concerto tenutosi presso l’Auditorium laVerdi di Milano il 14 Luglio 2019

Su John Williams, il Genio della Musica Applicata alle Immagini, il Maestro del Contrappunto, colui il quale ha composto una miriade di perle cine-musicali che pochi altri autori di Film Music posseggono nel proprio curriculum, abbiamo in numerosissimi articoli detto tutto. O quasi, visto che di un compositore del genere, studiandolo e analizzandolo approfonditamente, si scoprono di continuo architetture e segreti compositivi di enorme spessore, restando sempre a bocca aperta. Ed oggi la cosa che ci stupisce ancora è come alcuni dediti e appassionati direttori d’orchestra riescano a tirare fuori dalle loro interpretazioni esecutive delle sue colonne sonore alcune sfumature preziose e inaspettate che forse (scusate la bestemmia!) nemmeno Williams stesso ha mai considerato si potessero restituire in concerto o in nuove re-incisioni discografiche.

Tutto questo panegirico soltanto per dire, anzi evidenziare, che il concerto tributo alle musiche della saga di Star Wars, diretto magistralmente (è proprio il caso di dirlo senza se e senza ma!) dal pianista e direttore d’orchestra, rinomato internazionalmente – e del quale avete letto cospicui reportage e recensioni nel nostro sito – Simone Pedroni, la sera del 14 Luglio nell’Auditorium de laVerdi di Milano, è stato qualcosa di incredibilmente incredibile (perdonate il gioco di parole assai aggettivamente, ma quando ci vuole, ci vuole!). Pur non essendo la prima volta che il Maestro Pedroni si raffronta con il Magistero compositivo di Guerre Stellari raggruppato in otto pellicole – il nono e ultimo film facente parte della saga originaria lo vedremo il prossimo Dicembre, scoprendo cos’altro di unico e irripetibile avrà composto, a chiusura di una vita dedicata alla creatura sci-fi di George Lucas, il nostro Williams –, avendo diretto sempre la magnifica e reattiva, oltre ogni dire, Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, che possiamo ben asserire, possedere nel proprio DNA le note williamsiane come poche altre orchestre al mondo, dopo altre due performance nel 2015 e nel 2016 (ampiamente recensite nel nostro sito). Già nei precedenti concerti starwarsiani Pedroni, che proprio nel 2015 aveva esordito come direttore d’orchestra, essendo in origine un noto e virtuoso pianista, aveva dimostrato d’essere estremamente dotato di un multiforme e mimetico (difatti sembra di vedere John Williams mentre dirige) tocco nel dirigere con piglio energico e coinvolgente l’orchestra. Questo perché? Perché in Pedroni, che non dimentichiamolo essere un grande fan sfegatato williamsiano, studiato e ristudiato come dio comanda, palpitano in modo pirotecnico ed intimista al contempo le composizioni del padre pentagrammato di capolavori quali Lo squalo, la saga di Indiana Jones, Superman, Schindler’s List, E.T., Harry Potter e via elencando.

Però, e non so come spiegarlo pienamente a dire il vero, nel concerto del 14 Luglio, chiamato Star Wars Adventures!, ha tirato fuori dalla succitata orchestra ancor più di quel ‘qualcosa’ che nelle volte passate era sì trapelato con irruenza e abilità, ma che stavolta, e lo espongo alla mia maniera personale, con tanta enfasi spropositata e giustificata a pieno diritto da fan ‘estremo’ quale sono di Williams fin dalla tenera età, mi ha letteralmente fatto ascoltare e ‘vivere’ ogni brano con la pelle d’oca e conseguente applauso torrenziale e ululato da stadio a fine esecuzione – modalità di applausi e urla condivisi dal nutrito ed infervorato pubblico convenuto –.
Le pagine che più hanno entusiasmato il sottoscritto e, senza problemi di smentita, il pubblico numeroso, sono state quelle più corposamente d’azione e concitate del repertorio williamsiano legato all’universo di Star Wars, ossia i brani, nella prima e seconda parte delle due ore di concerto, intitolati “Duel of the Fates”, “The Forest Battle”, “The Asteroid Filed”, “The Jedi Steps and Finale” ed anche gli intimismi profusi di “Across the Stars”, “Luke & Leia” e “Princess Leia’s Theme”, perché, come accennato sopra, i fortissimi e pianissimi di Williams sono in entrambi i fronti delle composizioni che sanno accendere gli animi e sussultare i cuori come pochi altri nomi blasonati dell’Ottava Arte riescono a fare genialmente. In prima esecuzione assoluta italiana, Pedroni ha regalato al pubblico milanese le chicche di “The Adventures of Han”, tema araldico e picaresco tratto dallo spin-off Solo del 2018, con musiche originali e ispirate dai temi di Williams scritte da John Powell, “The Rebellion is Reborn” da Gli ultimi Jedi e la commovente e malinconica versione del 2018 del celeberrimo “Han Solo and the Princess” da L’impero colpisce ancora che così viene descritta dal Dr. Emilio Audissino dell’Università di Southampton, autore del libro ‘John Williams’s Film Music (2014) e curatore del volume ‘John Williams: Music for Films, Television, and Concert Stage’ (2018), nelle note del programma di sala: “La versione eseguita questa sera è invece il nuovo arrangiamento del 2018 ad opera del compositore stesso. Se la versione precedente raccontava la passione dei giovani Han e Leia, questa invece esprime l’affetto velato di nostalgia dei due eroi ormai maturi e segnati dalla vita, che vediamo rincontrarsi in Episodio VII, dopo tanti anni.”.



Momenti di giubilo, a dirla in completa sincerità, si sono avuti anche con tutti i classici restanti pezzi finora non citati, quelli che sempre e comunque strappano sorrisi, entusiasmo e applausi a fiotti: “Anakin’s Theme”, “Cantina Band”, “The Imperial March (Darth Vader’s Theme)” che è stato il bis finale con tanto di cosplayer della saga fantascientifica come contorno folclorico concertistico che aizzano sempre il pubblico a scattare foto e fare video a iosa, “Yoda’s Theme”, “Here They Come”, “The Throne Room and End Title” e logicamente gli imprescindibili “Main Title”. E concludendo, citando stralci dell’esaustivo libretto di sala: “Tim Grieving ha scritto che la saga di Star Wars senza John Williams sarebbe come la famiglia Skywalker senza la Forza: privata di gran parte del suo potere.” E, aggiungerei, senza la bacchetta fibrillante e passionale di Simone Pedroni e della performance funambolica dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi che ci hanno fatto volare alto tra le note della Space Opera più importante e definitiva della Storia della Settima e Ottava Arte.

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Daniela Bocconi

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