Reportage dello spettacolo Tilt

Vibra, Ascolta e Spalanca gli occhi: tu sei il passato ed il futuro!
Reportage dello spettacolo Tilt presso il Teatro della Luna di Milano il 21 dicembre 2019
La prima cosa che ho fatto alla fine delle quasi due ore di show performativo di strabiliante bellezza visiva e sonora, è recarmi nel foyer del teatro e cercare lo stand dei gadget dello spettacolo e chiedere se vi era in vendita la sua colonna sonora. Mi è stato risposto che devono capire che riscontro avrà lo show per pubblicarla. Spero vivamente di sì, gli ho risposto, perché è una musica che ti rimane dentro insieme alla sensazione di aver assistito a qualcosa di seriamente vibrante, scuotente e folgorante! Parlo del meraviglioso spettacolo inedito da noi, Tilt, presentato da Le Cirque World’s Top Performers (una mescolanza di stratosferici e stupefacenti artisti circensi e atleti che provengono dal Nouveau Cirque e dal famosissimo Cirque du Soleil), andato in scena nel Teatro della Luna di Assago, Milano, per regalare un Natale funambolicamente e musicalmente incredibile a grandi e piccini, da rimanere letteralmente a bocca aperta.
Vibrano, si scuotono e folgorano, come una scossa tettonica interminabile, mix spettacolare e compiuto di emozioni allo stato puro e ‘Sense of Wonder’ all’ennesima potenza, le poltrone del teatro lombardo cadenzate dai ritmi pop e rock anni ’80, impastati a sintetismi zimmeriani, che strizzano in più di un’occasione l’occhio alle musiche di Tron Legacy dei Daft Punk – che, non a caso, ringraziavano nel libretto del CD, tra gli altri Hans Zimmer e gli amici di merende, John Powell ed Harry Gregson-Williams –, a soprannaturali pagine per violoncello e violino solisti su movimenti synth ammalianti, ad una canzone celestiale in lingua russa, interpretata live dalla bella e brava, nonché acrobata, Karina Kravchenko, e canzoni celebri anni ’80 quali “Maniac” di Michael Sembello da Flashdance (1983), nominata all’Oscar per la migliore canzone nel 1984, “Jump” dei Van Halen del 1983 e, fuori periodo, “Bang Bang (My Baby Shot Me Down)” di Nancy Sinatra, scritta da Sonny Bono nel 1966, e usata da Quentin Tarantino nel film Kill Bill, tutte remixate e modernizzate per renderle ancora più d’impatto e adrenaliniche di quanto fossero già in origine.


Le coinvolgenti e cardiache musiche originali che sono state curate da La Femme Piège (alias Mattia Donna e Andrea Toso, autori delle OST delle serie I misteri di Laura, La strada di casa e Nero Wolfe – da noi intervistati) e Igor Antonov, si mescolano con grande arguzia e ottima simbiosi ai brani preesistenti appena menzionati ed altri celati con maestria (vedi Stranger Things di Kyle Dixon & Michael Stein) all’interno di questo magmatico succedersi di acrobazie circensi che, ve lo posso garantire, vi faranno sudare, causa tensione emotiva da compartecipazione quasi imitativa, com’è accaduto al sottoscritto, a tal punto che vi sembrerà di aver voi stessi eseguito quelle performance strabilianti: performances tipiche del circo del passato ma rivedute e aggiornate ad un circo acrobatico attuale 2.0, pregio principale da molti anni a questa parte del fantasmagorico Cirque du Soleil, di cui una fetta di artisti si ritrovano in questo show.

L’imperdibile Tilt è firmato dal direttore artistico e star mondiale, anche del Cirque du Soleil in oltre mille spettacoli, Anatoliy Zalevskyy, che si è esibito per ultimo, prima dei salti acrobatici al ritmo forsennato di “Jump” dei Van Halen, nel suo famoso balletto a corpo libero, sinuosamente sfolgorante, intitolato “White Act”, per il quale è stato gratificato, tra gli altri, dall’autorevole premio Clown d’Oro al Festival del Circo di Monte Carlo. Un’ora e mezza di esaltanti acrobazie in terra e in aria ad opera di 24 eccezionali artisti provenienti da molte parti del mondo, tra cui Italia, Brasile, Russia (funamboli, equilibristi, giocolieri, pattinatori, ballerini e chi più ne ha più ne metta) che sarebbe doveroso citare tutti, perché proprio tutti sono stati grandissimi, guidati dal Maestro di Cerimonie, simil Gandalf de Il Signore degli Anelli, Riccardo Forte, il quale, in un gioco perenne tra virtuale e reale, due mondi a confronto che dapprima si sfiorano, si punzecchiano e infine si abbracciano, liberamente ispirato dalle atmosfere del gioiello fantascientifico distopico di Steven Spielberg, Ready Player One, del 2018, con musiche di Alan Silvestri che qui non vengono lontanamente e giustamente menzionate, ci conduce verso una fine che non può che indurre, dopo già innumerevoli volte, ad applausi scroscianti emozionalità e godimento estremi e urla da stadio con standing ovation strameritata. Non perdetevi Tilt perché saprete cosa vuol dire Vibrare, Ascoltare e Spalancare gli occhi fino ad essere passato e futuro nel medesimo luogo, tempo e spazio! E con una Musica da capogiro!

