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15 Ago2020

Movie Stars… anzi Movie Music Stars!

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Reportage

Movie Stars… anzi Movie Music Stars!
Reportage del concerto di colonne sonore famose tenutosi il 14 agosto al Castello Sforzesco di Milano

Come ogni Estate milanese che si rispetti – anche se questa del 2020 è un po' particolare, ovvia conseguenza post Lockdown Covid-19 e tutto quello che ben sappiamo riguardo i provvedimenti mondiali nell’ambito concertistico e artistico in generale – nell’ambientazione magicamente austera del Castello Sforzesco, pur colma di quel fascino intramontabile che la rende magnifica ad ogni ripetuta visione e frequentazione, all’interno del programma di concerti ed eventi culturali del “2020EstateSforzesca”, si è svolto il ‘Movie Stars Concert’. Anzi, meglio sarebbe stato nominarlo ‘Movie Music Stars Concert’, ovvero un concerto sulle colonne sonore celebri del Cinema, tanto frequentate da molti anni a questa parte (per fortuna) nei programmi non solo esclusivamente classici degli auditorium, arene, stadi, palazzetti, teatri e location delle più svariate ed eventuali.

Perché (finalmente) si è compreso che i concerti non possono unicamente vivere e rivivere di musica colta o classica, come dir si voglia, ma anche della quintessenza memorabile e altrettanto considerevole della ‘Sorella minore’, la musica applicata alle immagini, tanto bistrattata o emarginata, con disprezzo accademico e puzza sotto al naso di ottusa incompetenza, da critici e musicisti assoluti e titolati, che deo gratias stanno sempre più scomparendo. Un concerto curato dai Solisti di Milano Classica (con sede nella nota Palazzina Liberty situata all’interno del Parco Vittorio Formentano) – in questo frangente una formazione di nove elementi tra archi, fiati e un’arpa – che hanno spaziato tra grandi classiconi intramontabili della Settima e Ottava Arte e qualche titolo più conosciuto tra i cultori della Film Music e meno dal popolo ordinario. Il programma concertistico ha visto dipanarsi, dinnanzi ad un pubblico nutrito e rispettoso, pur distanziato dalle norme anti coronavirus, ben rispettate sia dalla gente che dagli organizzatori, una serie di esecuzioni di temi parecchio popolari – a dire il vero non sempre empaticamente coinvolgenti, con qualche imprecisione qui e là (anzitutto caratterizzate da problemi di audio, che sembrano essere una costante nei concerti notturni all’aperto del Castello Sforzesco, dato che non è la prima volta che vi partecipo), arrangiamenti non sempre propriamente fervidi e una coesione esecutiva in taluni casi non perfetta (cosa che non ho mai riscontrato nelle meritevoli loro performance in Palazzina Liberty), in particolare nella prima parte, che un po' mi hanno distratto dalla fruizione di alcuni leitmotiv da me analizzati e ammirati da tempo, che conosco a menadito –.



La selezione ha presentato, con introduzione da parte di alcuni dei musicisti, prime parti solistiche dell’Orchestra Sinfonica Milano Classica, di aneddoti sulle singole proposte tematiche e relativi loro compositori (più qualche divertente e divertita battutina fuori contesto, ogni tanto, dell’ensemble cameristica, a smorzare l’accademismo tipico o inflazionato delle loro figure professionali), l’esecuzione, assai ipotizzabile in molte occorrenze, di temi singoli o medley (suite) di soundtracks entrati prepotentemente (e giustamente) nell’immaginario collettivo (alcune premiate con l’Oscar) e certuni, forse stupidamente, dimenticati o meno bazzicati nelle sale da concerto – e un plauso di cuore va ai Solisti di Milano Classica per la scelta, per nulla scontata, di inserire un medley di OST della prima compositrice donna, nella storia del grande schermo, vincitrice dell’Oscar per la miglior colonna sonora nel 1997 per Emma, ossia la britannica Rachel Portman, con leitmotiv da Chocolat, il film appena citato aggiudicatosi l’Academy Award, e non solo –. Pezzi da novanta quali Il Padrino di Nino Rota; un omaggio sentito e dovuto al recentemente scomparso Ennio Morricone con una suite dai western leoniani (Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta il West, Per un pugno di dollari), il main theme da La leggenda del pianista sull’oceano e il rievocativo e glorificato “Gabriel’s Oboe” da Mission; una suite da La vita è bella di Nicola Piovani; il tema portante de Il postino di Luis Bacalov; quello straziante di John Williams per Schindler’s List (una delle performance più toccanti dell’intero concerto); "Moon River" da Colazione da Tiffany di Henry Mancini; "Over the Rainbow" da Il mago di Oz di Harold Arlen ed Herbert Stothart; due medley disneyani, trascinanti ed degnamente arrangiati, da Mary Poppins dei fratelli Sherman e da Aladdin di Alan Menken per le musiche, Howard Ashman e Tim Rice per le liriche – che non vengono purtroppo menzionati, autori dei fantastici testi delle canzoni (vi consiglio vivamente di vedere su Disney+ il documentario struggente ed emozionante sul compianto Ashman dal titolo Howard: la vita, le parole) –; “Now We Are Free” da Il gladiatore di Hans Zimmer e Lisa Gerrard – al quale viene attribuito nella serata, dai Solisti, l’Oscar per le migliori musiche che però non ha mai vinto, bensì solo la nomination: invece aggiudicandosi il Golden Globe –; e in apertura del concerto il pezzo preesistente “Por una cabeza”, un tango del 1935 composto da Carlos Gardel e usato in tantissimi film, tra cui Scent of a Woman – Profumo di Donna del 1992 con Al Pacino, remake di quello italico diretto da Dino Risi con Vittorio Gassman del 1974. Infine, un concerto che non mi ha particolarmente colpito ma che, ad ogni modo, elogio sia per la simpatia degli interpreti cameristici, sia per l’atmosfera tra il fiabesco e l’emozionale indotta dal contesto ambientale e dalla serata fresca e ventilata, inaspettata in questa Estate lombarda ardente e mortificante per l’esagerato caldo, che per le colonne sonore della Nostra Vita che sempre e comunque ci strappano una lacrima sincera e un gridolino emotivo dal profondo del cuore: e questo basta e avanza!   

  

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Daniela Bocconi

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