Hans Zimmer Live The New Experience Europe Tour 2022: il reportage

“Valanga di note, cascate di suoni: i mille colori Live di Hans Zimmer”
Resoconto del concerto del Maestro premio Oscar presso il Mediolanum Forum di Assago del 30 marzo 2022
S.P.E.T.T.A.C.O.L.O.!!! E bisogna urlarlo a gran voce… come le urla entusiastiche di un pubblico elettrizzato a dir poco, accorso numerosissimo ad occupare la quasi totalità dei posti del Mediolanum Forum di Assago – che contiene nella sua intera capienza 12.700 persone – a causa delle ancora vigenti ristrettezze anticovid; che ad ogni modo non hanno impedito un sold out annunciato (dopo il rinvio della data del medesimo concerto previsto per il 18 marzo 2021 nello stesso luogo milanese), che a vista d’occhio, se non il numero sopra riportato, ha sicuramente potuto contare, su per giù, sulle 11.000 presenze.
Le quali festanti, impressionate, scalpitanti e inneggianti hanno applaudito continuativamente tutte le performance di questo “Hans Zimmer Live The New Experience Europe Tour 2022”, una vera e propria esperienza sinfo-pop-rock-metal da restare letteralmente a bocca aperta per il suo sbalordimento sonoro e per la sua fascinazione visiva abbagliante… o come descritta egregiamente da una mia amica giornalista, Giuliana Molteni, sulla sua pagina Facebook, fan zimmeriana da sempre, “un’onda d’urto sonora emozionante”.



Scordate l’esperienza vissuta, per chi ha avuto la fortuna di presenziare dal vivo o ha recuperato il concerto ascoltandolo/vedendolo su CD o DVD/Blu-ray, tramite “Hans Zimmer Live in Prague” o “The World of Hans Zimmer – A Symphonic Celebration” con grande orchestra, coro e una band di amici e colleghi storici del Maestro tedesco, perché questa nuovissima performance delle colonne sonore del compositore due volte premio Oscar (Il Re Leone e Dune) è un’altra cosa: la sua Film Music scandagliata attraverso una visione meno sinfo-elettronica, nello stile classico dello Zimmer che conosciamo grazie alle musiche per i suoi titoli più celebri in carnet (oltre 200 colonne sonore) – vedi Il gladiatore, Pearl Harbor, Pirati dei Caraibi e il succitato film disneyano – bensì una rivisitazione molto metal-rock-pop, con sprazzi di sinfonismo ridotto quasi all’osso, e più in linea con gli esordi musicali del giovane Zimmer: ad esempio il tastierista nero vestito della band synthpop Buggles, alias Trevor Horn e Geoff Downes, nella famosissima canzone “Video Killed the Radio Star” o l’autore delle score pop-rock-tribal dance Un mondo a parte, Rain Man, Thelma & Louise, Black Rain – partitura seminale – e Giorni di tuono.



Un concerto che ha mostrato ancor di più quanto a prevalere siano state l’anima da spassoso showman (la battuta rivolta ad alcuni ‘ritardatari’ tra il pubblico, facendo riferimento allo sproporzionato problema del traffico milanese, che ha ricordato il medesimo annoso problema di quello palermitano citato in Johnny Stecchino di benigniana memoria), l’acume da ottimo perfomer rockettaro visibilmente euforico e divertito emozionalmente (a tratti sinceramente commosso, come d’altronde tutta la crew di straordinari musicisti e ballerini al seguito) – pensate che dopo un fermo di due anni Zimmer & Co. sono tornati finalmente dal vivo proprio in questa occasione (quale grande onore per il nostro Bel Paese) a mostrar le loro doti virtuosistiche con una grinta paurosamente ed eccitatamente coinvolgente, come una droga che può far sol del bene, perché Questa si chiama Musica (e per giunta Live) – e lo sbalorditivo e ineguagliabile spirito da ‘imprenditore della musica applicata alle immagini’ in tutti i suoi aspetti.




Zimmer, insieme al compianto Ennio Morricone (di cui Hans è ammiratore sfegatato della prima ora) e a John Williams e in minima parte anche Danny Elfman, seppur loro con una forma contenutistica e stilistica ovviamente lontana mille miglia dal compositore de Il Codice Da Vinci, Madagascar, Mission: Impossible II, L’amore non va in vacanza e A spasso con Daisy, sono i reali divulgatori delle colonne sonore in concerto – coloro che hanno saputo sdoganare più e meglio di qualunque altro una musica ritenuta erroneamente e da sempre di nicchia –, facendo ancora più proseliti e riempiendo stadi come i più grandi gruppi rock e pop della Storia della Musica.



Difatti il Mediolanum Forum ha propriamente vissuto un esperimento concertistico alla AC/DC, Iron Maiden, Guns ‘N Roses o Dream Theater con boccate sonore tribali danzanti mediterranee/asiatiche fin nel midollo, sviscerate con una franchezza frastornante e ipnoticamente avvezzante, sapendo far zampillare qui e là, nella moltitudine di eccellenti performance al calor bianco ed evoluzioni visivo-sonore tellurico-invasive sin dentro le viscere del proprio corpo da spettatore/uditore inerme ma godente, rarefazioni sintetiche alla Vangelis, estenuanti trascendenze magmatiche alla Popol Vuh e Tangerine Dream, arie melodiche struggenti alla Morricone e vibranti perorazioni timbriche, ritmiche e canore fino all’esasperazione dei sensi (ma in senso positivo!) tutte farina del sacco zimmeriano, che tanti emuli e caricature dell’Originale ha creato dagli anni novanta ad oggi.


Descrivere l’impatto del suono/musica e delle immagini/luci che da un palco gigante hanno inondato senza scrupoli alcuni la mole di pubblico al Forum di Assago ha qualcosa d’incredibile, soprattutto allorquando le note di capisaldi della filmografia di Zimmer hanno assalito l’uditorio con quella carica esplosiva che solo la sua musica possiede sin dal principio: le score, non in questo ordine di scaletta, di Dune, L’uomo d’acciaio, Inception (uno dei bis), Pirati dei Caraibi (suite dalla trilogia originaria), Interstellar, Sherlock Holmes e Sherlock Holmes: gioco di ombre, No Time To Die (altro bis), Il re leone (però la versione live action del 2019), Il gladiatore, Il cavaliere oscuro (la trilogia nolaniana), L’ultimo samurai, Dunkirk, Rango, Wonder Woman 1984, Batman V Superman: Dawn of Justice e X-Men: Dark Phoenix in un marasma di esecuzioni che sono state, ancor di più rispetto alle performance dei concerti degli anni precedenti summenzionati, trasfigurate, rimaneggiate e convertite in altro a uso e consumo dei virtuosismi eccelsi di una fantastica e goliardica band proveniente da tutte le parti del mondo (con un parterre di presenze femminili da infarto) e di una piccola ma poderosa compagine orchestrale, di cui è doveroso citare – così come riportato nello splendido libro-programma di sala grafico-iconografico giallo/nero dal titolo “Hans Zimmer Live” – il mitico cantante sudafricano Lebo M solo in The Lion King, le stupefacenti vocalist Loire Cotler e Refi, il poliedrico flautista Pedro Eustache, il percussionista e tastierista Andrew Kawczynski, le affascinanti e bravissime violiniste Rusanda Panfili, Leah Zeges e Molly Rogers e la sensualissima violoncellista Tina Guo, la percussionista Aleksandra Šuklar, le batteriste Holly Madge e Aicha Djidjelli, il bassista Andy Pask, il percussionista e tastierista Steven Doar, il bassista Juan Garcia-Herreros, il chitarrista Nile Marr (figlio del grande Johnny), il chitarrista elettrico e acustico Guthrie Govan e il direttore musicale, tastierista e pianista Nick Glennie-Smith (compositore delle score per The Rock, La maschera di ferro, We Were Soldiers e Un anno da ricordare), tutti sotto la supervisione del Maestro Zimmer ai synth, chitarra acustica, elettrica e pianoforte; mancava all’appello, purtroppo, Lisa Gerrard, voce e anima de Il gladiatore, degnamente sostituita dall’incredibile vocalismo quasi inumano e ancestrale della Cotler, da brivido lungo la pelle.


Nota simpatica a latere: durante le tanto affabili ciarliere narrazioni di Zimmer tra un brano e l’altro, un ragazzone tra il pubblico gli ha regalato un mini Oscar (quelli da souvenir nei negozi di gadget) mentre il Maestro tedesco accennava alla sua recente vittoria agli Academy Awards per Dune, facendosi fotografare spensieratamente in accappatoio bianco con un medesimo mini Oscar in tasca il giorno dopo la premiazione. A dimostrazione della grande goliardia e sfacciataggine che da sempre contraddistinguono la figura di questo compositore, che nel bene e nel male ha mutato il volto della musica applicata alle immagini e che ancora per molto sarà artefice di ulteriori mutamenti, per buona pace di puristi e oltranzisti della Colonna Sonora tradizionale.
Un ringraziamento particolare ad Elena Vassena di Vivo Concerti per la cortese disponibilità e alla carissima collega e amica Giuliana Molteni per alcune sue foto scattate durante il concerto e donateci in amicizia.
Altre foto di Massimo Privitera
