Due opere di Marco Betta e Lucio Gregoretti per ricordare il Prof. Bruno Cagli

Due opere di Marco Betta e Lucio Gregoretti per ricordare il Prof. Bruno Cagli
In collaborazione con l’Università degli studi di Roma Tor Vergata e l’Orchestra Roma Sinfonietta, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia lo scorso 21 Aprile ha proposto una coinvolgente serata, con due opere composte da Marco Betta e Lucio Gregoretti, dedicate alla memoria del Prof. Bruno Cagli che ha guidato l’Istituzione romana dal 1990 al 1999 e dal 2003 al 2015. Marco Betta (classe 1964) è insieme a Salvatore Sciarrino (1947) e a Giovanni Sollima (1962) un’esponente dello straordinario panorama artistico e musicale che caratterizza la Sicilia e che onora l’Italia a livello internazionale. Lo scorso gennaio è stato nominato Sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo. Nella sua prolifica attività compone partiture sinfoniche, da camera, opera e musica applicata al teatro e al cinema. Di grande rilievo la sua collaborazione con i registi Roberto Andò – ricordiamo Il manifesto del principe (2000) e Una storia senza nome (2018) – e Gianluca Maria Tavarelli. Il suo universo musi-cale è caratterizzato da un tessuto armonico denso ed espressivo percorso da incisivo fervore introspettivo ed elegante spigolosità timbrica che richiamano compositori nordeuropei quali Arvo Pärt (1935), Lepo Sumera (1950 – 2000) o Peteris Vasks (1946). Figure musicali che evocano la storia e l’arte della Sicilia vengono coniugati in modo superlativo con suggestioni architettoniche moderniste. Membro dell’European Film Academy, Lucio Gregoretti (classe 1961), figlio del noto regista Ugo, si è formato al Conservatorio di Santa Cecilia dove è stato allievo di Bruno Cagli. Successivamente ha partecipato anche a seminari di composizione tenuti da Sylvano Bussotti, Luciano Berio ed Ennio Morricone. Ha studiato direzione d’orchestra con Franco Ferrara. Molto attivo nell’ambito del teatro musicale: molte sue opere sono state commissionate da importanti istituzioni fra cui il Teatro dell’Opera di Roma, lo Stadttheater Muenster e il Salzburger Landestheater. Ha composto numerose partiture sinfoniche, da camera e colonne sonore in collaborazione con ragguardevoli registi fra cui Henryk Baranowski, Pupi Avati, Lina Wertmüller, Margarethe von Trotta, Gigi Proietti e Carlo Lizzani.
Le due opere da camera presentate nel concerto sono basate su libretti preparati dal Prof. Bruno Cagli e condividono il beckettiano assurdo del vuoto confronto di due personaggi che le lega in un solo drammatico filo conduttore artistico e musicale.
Afferma Marco Betta a proposito di Dimenticanza al Ministero delle Colonie: “Uno sfondo sonoro basato su poche note incornicia tutto il processo compositivo come un orizzonte, variazioni successive ripresentano le figure dell’inizio dell’opera, come un battito cardiaco che cresce e si spegne, blocchi accordali ritmici che si spostano e si modificano come una sorta di architettura in mo-vimento. […] In questo lavoro ho impiegato il canto e la recitazione che si in-tegrano e si mescolano, l’insieme di queste due dimensioni mi ha dato la possibilità di esaltare le caratteristiche e l’energia del libretto. […] Ho colorato i personaggi con suoni sospesi a specchio con le parole, linee e figure che emergono dal mare dei ricordi di tradizioni musicali antiche, nel tentativo di sintonizzarmi con le emozioni dei ricordi e con l’idea di dedicare con questo lavoro a Bruno Cagli il senso profondo del cammino e della ricerca che i musicisti compiono ogni giorno”.
Ne L’ultimo avventore si confrontano un cameriere di un ristorante e un sinistro cliente che arriva all’ora di chiusura e che si adatta a mangiare gli avanzi. Il tempo scandisce lo scontro verbale che si conclude in un farsesco e tragico climax. La musica composta da Lucio Gregoretti conferisce all’opera di Cagli una coinvolgente interiore forza narrativa con la sua carica ritmica associata a suggestivi glissandi e arpeggi, microtoni e brevi figure melodiche.
In ambedue le opere i personaggi più che con il canto si confrontano con un modus di Sprechgesang (stile vocale nel quale si fondono le caratteristiche proprie del parlato e del canto) magnificamente sostenuto dai solisti coinvolti, il soprano Lavinia Bini, il tenore Didier Pieri e il baritono Bruno Taddia. Le voci recitanti erano affidate a Dalal Suleiman e Francesco Trifilio.
Con grande impegno intellettuale e fervore espressivo il Maestro Francesco Lanzillotta ha guidato l’Orchestra Roma Sinfonietta in una prova di straordinario spessore artistico nella sua capacità di penetrare e rappresentare l’architettura drammatica dei due lavori e l’universo musicale dei due eminenti compositori.

