Chiacchierando con l'Acmf!

Chiacchierando con l'Acmf!
Incontro durante la presentazione delle candidature ai David di Donatello 2022 per il miglior compositore e la miglior canzone originale
La serata del 20 aprile è stata quella dell’incontro con i nominati per il miglior compositore e per la miglior canzone orginale. Esattamente un incontro perchè quelle opere sono venute incontro al pubblico, si sono prestate non solo ad una presentazione, ma si sono messe al servizio di un’attenta analisi dei presenti. A guidare la serata nell’angolo del cinema di Villa Borghese a Roma, la Casa del Cinema, sono stati i membri dell’Acmf, tra gli altri Alessandro Molinari, Stefano Reali, Pasquale Catalano, Riccardo Giagni, Stefano Mainetti e Fabrizio Fornaci, alla presenza anche della presidentessa dell’Accademia del cinema italiano - David di Donatello, Piera Detassis. I discorsi della serata si tengono su un filo rosso di argomenti che fa da collante a tutti i nominati e che tornano come un leitmotiv che dà la tonalità all’ambiente, il parallelismo e la sovrapponibilità della figura del regista e del compositore, il valore musicologica di una musica per film e la diversità di generi.


La serata è ricca di nomi eccellenti del panorama dei compositori di musica per film italiani e non solo, come ad esempio il duo con cui si apre la medesima, Dan Romer e Ben Zeitlin, che con un videomessaggio raccontano la loro lavorazione su A Chiara di Jonas Carpignano. Il discorso sicuramente che ha colpito di più i presenti è stato quello della loro ricerca di un organo in piena pandemia; essendo loro statunitensi non è così scontato trovare uno strumento di quel tipo, quando invece qui in Italia abbiamo una chiesa in ogni incrocio di strade.

Il viaggio continua con i Verdena e la loro musica per America Latina dei fratelli D’innocenzo. Ci regalano una clip a colmare la loro assenza, che ci catapulta nell’inquietante mondo del film e del suo spazio sonoro, innescandoci la curiosità di vivere tutta la loro musica ispirata al film.
In seguito è arrivato l’interessantissimo discorso di Pasquale Scialò sulle due vie di composizione della colonna sonora del film di Leonardo Di Costanzo Ariaferma. La prima via è quella dell’intersezione con il sound design: gran parte degli elementi sonori sono stati registrati nello stesso carcere di Sassari in cui è stato girato il film, per poi essere manipolati ed inseriti in un contesto diverso, proprio per rappresentare la chiusura di quegli ambienti. Regista e compositore hanno spinto forte sull’accelleratore della tensione per non lasciare scampo neanche allo spettatore. La seconda via è quella della musicologia, terreno di comfort per il compositore essendo anch’esso musicologo, con la quale hanno portato in scena i canti penitenziari della settimana santa dell’ambiente napoletano, definendola la via “della passione e della compassione”.
L’arrivo di Diabolik comporta le parole di Pivio a rappresentanza del duo compositivo, formato con l'assente Aldo De Scalzi. Pivio pronuncia da subito la sua passione sin dall’infanzia per il mondo del fumetto delle sorelle Giussani e racconta la scelta, concordata con i fratelli Manetti di dare a Diabolik una timbrica orchestrale potente, “poichè la meritava”. Non nasconde le difficoltà di registrare però un'orchestra nel periodo del primo lockdown e del lavoro di mix e di sincronizzazione in post-produzione.
Michele Braga e Gabriele Mainetti si accompagnano assieme per raccontare Freaks Out, proseguendo il racconto del rapporto tra compositore e regista, nonché compositore che è anche regista (Mainetti). La parabola e le differenze a partire da Lo chiamavano Jeeg Robot non sono indifferenti, “da una stanza senza una lira fino all’orchestra di Praga”, arrivando allo studio di uno strumento per ogni singolo personaggio. La colonna sonora dunque qui racconta il film ed i personaggi stessi, ammettendo lo stesso Michele Braga che questo film, come anche il precedente, è stato un motivo di crescita personale e non nascondendo l’affetto speciale che nutre per la giovanissima protagonista Matilde ed il teremin a lei associato.
I fratelli De Filippo, data l’assenza del maestro Premio Oscar Nicola Piovani, appare come un sentito omaggio al compositore de La vita è bella.
La serata prosegue e si continua con le candidature per la migliore canzone originale, studiando la poliedricità del cantautore e musicista Manuel Agnelli, anch’esso assente, candidato per la canzone "La profondità degli abissi" presente nella pellicola dei Manetti Bros. Diabolik. Pivio porta con sé i saluti del cantante e ricorda come Manuele Agnelli non abbia cantato Diabolik, ma sia diventato Diabolik.
Il momento più frizzante della serata arriva con l’ingresso di Anna Ferraioli Ravel attrice e interprete della canzone "Faccio ‘a polka" ne I fratelli De Filippo. Ha raccontato la sue emozioni nel lavorare con Piovani, qui anche autore del testo, l’onomatopea e la musicalità delle stesse parole, non nascondendo anche le modalità e le controversie nella registrazione del brano tra presa diretta e studio.
L’emozione arriva anche con il duo Giuliano Taviani e Carmelo Travia a rivelare la soddisfazione nel vedere i propri nomi canditati, come anche quello della figlia di Travia, Marianna Travia appunto. "Just you" per L’arminuta è un brano di apertura e risoluzione, frutto di un percorso sonoro durante tutto il film, un organico sottile e leggero che raggiunge finalmente anche le frequenze più basse. Le sonorità di questo film ricercano un profilo che si distacchi dalle tipiche espressioni musicali moderne della musica per film.
"Nei tuoi occhi" di Francesca Michelin e Andrea Farri per Marilyn ha gli occhi neri portano un vento pop nella serata, senza però riuscire ad approfondire la composizione e l’esecuzione data l'assenza di entrambi.
Piccolo corpo infine probabilmente è il film più outsider della cinquina, la friulana Laura Samani, regista del film, ci racconta la costruzione del brano omonimo composto da Fredrika Stahl e interpretato da Celeste Cescutti e Coro Popolare. Laura Samani era alla ricerca di una ninna nanna a cui è giunta dopo una serie di provini; Fredrika Stahl le mandò un vocale semplice a cappella e questo le fece vibrare le corde giuste. In serata la regista ha raccontato con un siparietto ironico dei compositori presenti che voleva realizzare il proprio film senza alcuna presenza musicale, col tempo però, e con lo straordinario contributo di Fredrika Stahl, la regista tornò sui suoi passi.
La serata dunque è stata un fruttuoso punto di incontro tra colleghi e collaboratori nel mondo della musica per film, dove ognuno ha aperto le porte del proprio studio e delle proprie idee.
