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07 Giu2022

Oliver Onions, due voci, tanti temi e un’infinità di ricordi!

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Reportage

Oliver Onions, due voci, tanti temi e un’infinità di ricordi!
Reportage del concerto dei fratelli Guido & Maurizio De Angelis presso il TAM – Teatro degli Arcimboldi di Milano il 6 giugno 2022

Sulle note durevoli – come d’altronde tutti i temi che hanno scritto in una carriera costellata di grandi successi che sono entrati a pieno diritto nell’immaginario collettivo – di “Trinity Stand Tall” da …continuavano a chiamarlo Trinità si apre il concerto degli Oliver Onions, alias i fratelli Guido & Maurizio De Angelis: tutto luci abbaglianti, immagini e animazioni in scorrimento veloce sul grande schermo alle spalle della band, special guest inaspettata e soprattutto (ma ci mancherebbe altro) temi canori che hanno letteralmente inondato la nostra infanzia e adolescenza – almeno di quelli che oggi hanno dai 40 ai 60 anni suonati (anche di più o poco meno, perché col passaparola si tramanda comunque alle generazioni successive sia la visione che l’ascolto di certi capisaldi del nostro Cinema e Tv dall’intrattenimento assicurato).

Un concerto senza intervallo, un vero e proprio piacevolissimo e nostalgico (ma di quella Nostalgia risanante!) tour de force di ritmi, suggestioni sonore, liriche sbarazzine e poeticamente fanciullesche, leitmotiv memorabili dai due fratelli armonizzate e cantate con passione, che subito aprono la ragione verso quelle sequenze, quei personaggi, quei mondi che ci hanno accompagnato per mano, fischiettandoli o intonandoli dal primo istante in cui li abbiamo sentiti come sigla di testa di un telefilm, di un cartone animato o di un film quando fummo, ribadisco, con la mente, gli occhi e le orecchie scevre da ogni ‘condizionamento adulto’ che tarpa le ali alla fantasia e a quella innocenza ingenua che tutto ci fa amare senza se e senza ma, perché veramente Liberi e Sani, pronti a incamerare l’essenza dell’Arte in tutte le sue semplici ma oneste, chiare e non artefatte bellezze naturali e primigenie ancora non contaminate dallo stress, dalla tecnologia e dalla serietà di una vita che, ora come ora ancor di più, ci procura solo impedimenti e infelicità. E ci rende ipercritici verso ciò che in età infantile e adolescenziale abbiamo giudicato con quel tipo di entusiasmo emozionale che da adulti abbiamo chiuso in un cassetto buttando la chiave nel gabinetto e tirando subito lo sciacquone.



Il concerto degli Oliver Onions ha resuscitato e scosso con brio, dolcezza e quell’emozione bambinesca che non bisognerebbe mai dimenticare, tutta la gamma di sensazioni e ricordi di cui sopra in un folto pubblico entusiasta (alcuni a dir poco esaltati com’è giusto che sia), anche se, nella totalità, sin troppo ingessato, convenuto da molte parti d’Europa – in un evento concertistico del genere è inevitabile agitarsi, ballare, urlare, cantare a squarciagola, muovere le mani e seguire euforicamente il ritmo delle varie performance col battito delle mani (caspiterina, sono pur sempre i Leitmotiv della nostra Vita di cinefili e seriofili di un cinema e di una televisione che non ci sono più, ahimé!). Tutto ciò per merito di quei loro cavalli di battaglia intramontabili (vedi Altrimenti ci arrabbiamo, Orzowei, Zorro, Uno sceriffo extra terrestre… poco extra e molto terrestre, Banana Joe, Piedone lo sbirro etc. etc. etc.) e qualche sorpresa inaspettata – il sopraggiungere sul palco, con gran stupore di un pubblico assai radioso, del mitico Kabir Bedi alias Sandokan la tigre di Mompracem a inneggiare il suo leggendario tema eroico scritto da due fratelli romani per lo sceneggiato cult Sandokan che lo vide protagonista assoluto negli anni ’70 sulla Rai –; un concerto ispirato dal loro ultimo album “Future Memorabilia” (leggi recensione e vedi intervista su Soundtrack City), una sorta di compilazione ‘Very Best’ con nuovi arrangiamenti a cura di Ricky Quagliato che, come da comunicato stampa dell’evento: “è riuscito nell’impresa di mantenere il forte impatto e la freschezza delle canzoni originali, nella nuova veste moderna e raffinata”.
La band che accompagna i due De Angelis è di quelle coi fiocchi, tra musicisti giovani e veterani nonché due vocalist molto brave e belle (Federico Paulovich alla batteria, Riccardo Di Vinci al basso, Filippo Piva alle chitarre, Andrea Garbo alle chitarre e steel guitar, Francesco Signorini alle tastiere, Giovanni Forestan al sax e percussioni e Rosanna Carraro ed Elena Sbalchiero alle parti vocali), con performance sia solistiche che complessive molto grintose, virtuose e partecipativamente avvolgenti; peccato soltanto, cosa non trascurabile e indicibile in un evento musicale coinvolgente come questo, la non sempre perfetta definizione dell’audio in teatro che in alcuni frangenti ha reso la ripresa sonora alquanto compressa, distraente e confusa, senza però togliere il piacere del Live e privare di quella partecipazione calorosa un pubblico numeroso e soprattutto i moltissimi fan della prima ora.



Al centro della foto i fratelli Guido e Maurizio De Angelis e accanto con il poster del concerto il direttore Massimo Privitera 

I momenti che hanno catturato al massimo l’attenzione emotiva (almeno nel sottoscritto per ovvi motivi di affezione e rimembranze) sono riconducibili all’esecuzione del tema portante ultra famoso da Piedone lo sbirro, alla canzone dei titoli di Bomber (“Fantasy”), sigla successivamente col titolo “Galaxy” inserita nel cartone animato Galaxy Express 999 andato in onda nel 1982 sulla RAI, divenendo immediatamente un pezzo da Hit Parade (come molti altri nella filmografia degli Oliver Onions), a Banana Joe con la voce del compianto Bud Spencer a cantarne in originale le note caraibiche, agli evergreen “Dune Buggy” (Altrimenti ci arrabbiamo), “Zorro is Back” (Zorro), “Flying Through the Air” (…più forte ragazzi!), “Bulldozer” (Lo chiamavano Bulldozer) e al bis tanto acclamato – bissato ancora una volta dal trascinante “Dune Buggy” prima della reale conclusione del concerto in cui finalmente il pubblico si è alzato in piedi a ballare e incitare i loro beniamini - “La La La La Lalla (Coro dei pompieri)” dal già citato Altrimenti ci arrabbiamo.
Grazie e battimani ai fratelli Guido & Maurizio De Angelis e a tutta la band per averci regalato una serata colma di tanti temi e un’infinità di ricordi!

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Daniela Bocconi

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