Jurassic World Rebirth
Alexandre Desplat
Jurassic World – la rinascita (Jurassic World Rebirth, 2025)
Back Lot Music
34 brani – Durata: 1h 42’
Dopo le vertiginose e selvagge scorribande pentagrammate di John Williams per il capostipite Jurassic Park (1993) ed il sequel Il mondo perduto – Jurassic Park (1997), di Don Davis per Jurassic Park III (2007) e di Michael Giacchino per il nuovo franchise intitolato Jurassic World (2015) (Il regno distrutto, 2018 e Il dominio, 2022), l’ultimo film Jurassic World – la rinascita porta la firma musicale del due volte premio Oscar Alexandre Desplat. Sul podio di una possente orchestra di 105 elementi e 60 coristi, registrati presso i celebri Abbey Road Studios di Londra, il compositore francese, pur mantenendo a tratti, così come i suoi colleghi nei film precedenti, l’imprescindibile tema iconico di Williams (“Zora and Loomis Chat”, “Sailing Away”), riesce a costruire una partitura rispettosa del suo stile, sempre e comunque sinfonicamente energica, con sprazzi di quieta serenità solo apparente (gli archi, fiati e arpa sospensivi e pensierosi di “Mayday”, con un tema finale salvifico, sorta di parafrasi di quello di Williams; il piano, arpa e archi accorati di “Zora and Kincaid”; il vibrante “Dino Lovers” con il tenerissimo violino solista a darne eco; l’eroico e sospettoso “Voyage”). Come accade in queste score, la punta di diamante sono le tracce adrenaliniche, qui assai ispirate e combattive: la risoluta ed epica “Boat Chase” con un tema araldico che compare alla fine; il tensivo e furibondo “Mosasaur Attacks Yacht”; le schegge impazzite sinfo-corali di “Fins Attack – Part 1 & 2”; l’iper pirotecnica “Crossing the River/T-Rex”, con quel suo strisciante inizio teso; il crescendo coral-sinfonico sospeso e fastoso al contempo di “Bella and the Beast”; la circolarità incessante del furente “Tunnel/Helicopter”; il clangore del tutti orchestrale di “Run to the Gate”.
Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2025
