Carlo Acutis - Il giovane Santo
Remo Anzovino
Carlo Acutis - Il giovane Santo (2026)
Nexo Studios - Nexo Soundtracks - Universal Music Italia
17 brani – Durata: 41’20”

Carlo Acutis, il giovane Santo millennial appartenente alla Generazione Y, il primo ragazzo beatificato nella Storia della Chiesa Cattolica, morto di leucemia fulminante a soli 15 anni, vivace, colmo di vita, sorrisi e amore per gli altri, tutti, soprattutto gli infermi e i senzatetto. Capace di far entrare la Chiesa sul web con le sue doti innate per il computer e nel creare siti internet efficaci e originali, celebrato e pregato in tutto il globo per i suoi miracoli; colui il quale ha saputo far tornare i giovani di ogni provenienza, ancor prima della sua prematura scomparsa, alla fede cattolica, al praticarla con amore, passione e sincerità.
Per raccontarne la Storia vera, quasi in contemporanea sono usciti un film TV di Giacomo Campiotti per Canale 5 dal titolo Il mio nome è Carlo con le musiche di Carmine Padula (ne abbiamo ampiamente parlato qui tramite intervista al giovane compositore foggiano, classe 2000) e il documentario di Luca Salmaso per Nexo Studios con le musiche di Remo Anzovino, che in carnet ha una sequela rilevante di documentari su pittori, personaggi storici, opere d’arte e accadimenti importanti nella Storia passata. Il mio nome è Carlo racconta la vita e l’avvicinamento a Cristo da bimbo fino all’adolescenza e alla sua fine così straziante e ingiusta, seppur vissuta da Acutis come un atto di fede e di speranza per tutti, non soltanto per i suoi genitori, amici e nonna; Carlo Acutis - Il giovane Santo narra la vita e l’eredità spirituale di Acutis attraverso interviste alla madre, al padre, alla nonna, al babysitter indiano, ad alcuni amici che gli sono stati vicini fino all’ultimo, al parroco della chiesa vicino casa in zona Conciliazione di Milano che iniziò a frequentare fin da piccolo, ad un prete che ha dovuto confermare la realtà dei miracoli fatti dopo la morte, altre personalità della Chiesa e alcuni testimoni dei suoi miracoli. Dove il film di Campiotti riesce ad essere parecchio agiografico, il documentario di Salmaso è preciso nel narrare i fatti così come sono accaduti realmente e non scadendo mai nel melenso forzato ma restando sempre sul limite, portando comunque alla commozione e scoperta di un Carlo ‘straordinario’ in ogni suo aspetto privato e pubblico. E la musica originale di Anzovino è il tassello ulteriore di una commovente ‘poesia’ spirituale che pervade, con le sue liriche sinfo-pop mai fuori misura, tutte le sequenze. Se si vuole attribuire una qual pecca la documentario Carlo Acutis - Il giovane Santo è forse quella di avere musica originale e preesistente dal primo all’ultimo fotogramma, pur tuttavia quando entra in campo quella pentagrammata di Anzovino il risultato è immediatamente dall’avvincente impatto emozionale.
L’album si apre con “The Millenial Saint”, il leitmotiv principale, affidato al piano, strumento elettivo del compositore, ad effetti beat elettronici come un battito rovente cardiaco e al clarinetto, archi e synth in controcanto – gli egregi solisti sono Nicola Bulfone al clarinetto, Lucia Clonfero al violino e Chiara Trentin al violoncello e violoncello elettrico sei corde –, che altro non è che un inno di fede e speranza, aperto, vivido, risonante note celestiali senza scadere in manierismi tipici del comporre musiche sacre o facili temi per questa tipologia di storie religiose. “One of You” è un puntillistico pezzo pop percussivo/pianistico, tuffato in ritmi sonori videoludici anni ‘80 inframmezzati da aeree e delicatissime armonie gocciolanti, assai fanciullesche nella loro levità timbrica. “Brother” per piano e chitarra acustica, basso e batteria, synth, suona teneramente cullante e premuroso come quel sentimento che unisce due fratelli (non solo) di sangue in un abbraccio senza fine. “The Calling of God” è intonato dal violino solista che sa essere elegia e liturgia insieme sulla scia del Riz Ortolani di Fratello Sole Sorella Luna. “Assisi” volteggia minimalista con quel piano aereo su archi in controcanto, violoncello in primis che esegue un tema accorato e cantabile – ma del resto ogni leitmotiv di Anzovino è subito una canzone strumentale da vocalizzare a cuore aperto in estrema libertà e spensieratezza – mentre “Ave Verum” echeggia coralmente divinatorio e angelicamente ascensionale in tutta la sua incorporea astrazione emotiva. “Play” batte sul beat anni ‘80 videoludico di cui sopra. “Requiem For A Boy” preme su toni gravi, note basse, con un organo che sembra pervenire da molto lontano in un costante avvicinamento, coperto da un piano che tristemente enuncia il tema funereo in primo piano, con archi e synth in contrappunto mesto e vigorosamente in un crescendo elegiaco carico di commossa contrizione. “Sister” si presenta lieto con il piano che performa un tema amabile sin dalla prima nota. “Aljustrel” suona profondamente misterico con qualche sfumatura mediorientale in nuce. “Up To Date” ha le medesime caratteristiche ritmico-timbriche dei brani “Play” e “One Of You” però rimarcandone maggiormente i tratti da videogame score Ottanta, sulla falsariga di certe soluzioni percussive techno/pop di Ralph spaccatutto di Henry Jackman. “Milagros” è il leitmotiv portante per piano solo in punta di fioretto, sottilmente leggiadro come una ninnananna sussurrata da una mamma al proprio figliolo a letto prima di addormentarsi al suono della sua dolcissima voce. “By Your Side” è un synth teso e doloroso ad ogni sua progressione pentagrammata, con quell’incedere drammaturgico, sempre più in levare, alla Ryūichi Sakamoto per Bernardo Bertolucci. “Maria’s Smile” fa vibrare le corde emotive con la sua cantilenata melodia dolceamara. “My Highway To Heaven” è la traccia più lunga della OST (5’18”) e consta di una base synth con un tema per tastiere, violino e beat costante che è un’ascesa verso la beatificazione, la santità, la verità in terra come in cielo di un giovane santo millennial che ha unito tante generazioni e popoli differenti in un unico credo. “Carlo’s Breath” fa cantare melanconicamente il clarinetto in un assolo che fa rabbuiare l’anima ma al contempo la riempie di attesa per una vita migliore e ricolma di luce. “The Millenial Saint (Reprise)” sottolinea una volta di più quanta bellezza formale e mistica vi sia in questo ennesimo tema trascinante e considerevole di Remo Anzovino.
