Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records

Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records
Colonne Sonore – Immagini tra le note ha deciso di raddoppiare mensilmente la nuova rubrica, di cui oramai sapete tutto e ve ne siete pure affezionati, riservata alle recensioni di partiture o compilazioni di una sola etichetta in particolare, specializzatasi logicamente nelle Soundtracks. Di volta in volta la prendiamo in esame con le sue nuove o meno recenti pubblicazioni ma che secondo la nostra redazione sono di enorme interesse per voi incalliti lettori, sempre alla ricerca di nuove chicche cine-musicali che, nell’ampiezza di uscite settimanali e mensili di varie etichette nostrane e internazionali, potrebbero scappare, così non venendo a conoscenza, con grande vostra afflizione, di gioielli sonori nascosti.
La rubrica prende il nome semplicistico ma diretto di ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.
E questo mese analizziamo l’etichetta americana La-La Land Records: (https://lalalandrecords.com/):

John Williams, Leith Stevens, Joseph Mullendore, Paul Sawtell, Irving Gertz, Harry Geller, Richard LaSalle, Artie Kane, Alexander Courage, Robert Prince
La terra dei giganti (Land of the Giants, 1968 – 1970)
La-La Land Records LLLCD 1486
CD 1: 28 brani – Durata: 74’15”
CD 2: 37 brani – Durata: 76’10”
CD 3: 36 brani – Durata: 73’28”
CD 4: 32 brani – Durata: 78’26”

John Williams
Superman (Superman: The Movie, 1978)
La-La Land Records LLLCD 1478
CD 1: 18 brani – Durata: 74’34”
CD 2: 22 brani – Durata: 78’00”


John Williams
E.T. – L’extraterrestre (E.T. The Extra-Terrestrial, 1982)
La-La Land Records LLLCD 1420
CD 1: 23 brani – Durata: 77’57”
CD 2: 20 brani – Durata: 78’42”


John Williams
Schindler’s List (Id. – 1993)
La-La Land Records LLLCD 1485
CD 1: 14 brani – Durata: 64’39”
CD 2: 6 brani – Durata: 28’50”


John Williams
Salvate il soldato Ryan (Saving Private Ryan, 1998)
La-La Land Records LLLCD 1460
12 brani – Durata: 76’46”

Su uno dei più imponenti e basilari autori di musica applicata alle immagini, e non solo, della Storia del Cinema, ovvero quel genio smisurato di John Williams, si è, e abbiamo, detto tutto e anche di più, sia nel caso di chi lo ama, come il sottoscritto e buona parte dei redattori di questa testata, sia nel frangente di chi lo trova, erroneamente e ignorantemente, conoscendo purtroppo solo una fetta delle sue composizioni, il compositore pomposo e magniloquente dei film mainstream di successo della New Hollywood anni ’70 e ’80; quella, per capirci, con in testa i sodali George Lucas e Steven Spielberg, e delle longeve saghe blockbusters da tutti osannate, ovviamente Star Wars, Superman, Indiana Jones, e non ultima quella multimiliardaria, di cui ha curato i primi tre capitoli negli anni ‘00, di Harry Potter – del cofanetto strepitoso della La-La Land Records ci occuperemo in una recensione ad esso dedicata con tutti gli imperativi santi crismi – dimenticando inoltre quell’intimismo ragguardevolmente toccante e traboccante di pathos che vi è in un pezzo autorevole della sua filmografia sia televisiva che cinematografica. Quello che ci/mi preme ribadire in questa parte di recensione, dedicata alle ultime pubblicazioni discografiche integrali williamsiane, che ne possiamo scrivere orgogliosamente soltanto grazie alla generosa La-La Land Records alla quale tutti i fan e collezionisti di colonne sonore più assidui del Maestro, autore anche di scores quali i due Mamma ho perso l’aereo, Turista per caso, Monsignore, L’impero del sole, dovrebbero erigere una statua raffigurante i produttori dell’etichetta californiana, MV Gerhard, Matt Verboys, Ford A. Thaxton, Dan Goldwasser, Nick Redman, Mike Matessino, Didier Deutsch, David C. Fein, Neil S. Bulk immortalati come i presidenti degli Stati Uniti scolpiti nel Monte Rushmore (quello della scena finale della resa dei conti di Intrigo Internazionale), perché se lo meritano in pompa magna. Grazie alla loro archeologica ricerca e cura nelle realizzazioni, ad oggi abbiamo avuto la gioia infinita di vedere realizzarsi stampe di edizioni integrali deluxe, ristampe oramai fuori catalogo da tempo immemore e prime pubblicazioni di colonne sonore altamente ambite da tutti gli appassionati di Film & Television Music. E ancora grazie alla loro appassionata professionalità e meticolosità nel recuperare l’impossibile e anche di più, possiamo, noi fans williamsiani, ritenerci più che appagati dato che hanno stampato molte sue soundtracks che bramavano in versioni complete da molti anni a questa parte: vedi quelle qui trattate che contengono tanto di quel materiale inedito, rimasterizzato e curato sino alla perfezione maniacale, con libretti extra esaustivi, da far venire un infarto per la convulsa esuberanza di acquisto e conseguente possesso di un preziosissimo CD (singolo, doppio, triplo o quadruplo che sia) del Williams più inneggiato e anelato, anche di opere eventualmente minori (se minori si possono considerare le partiture del suo magistero compositivo). E i titoli sono quelli che appena compaiono online nei comunicati stampa ufficiali, la fibrillazione sale e non appena tra le mani, lo stereo si attiva, l’autoradio si dedica soltanto ad essi per una settimana e oltre, così da fagocitare la quintessenza compositiva, che in questo specifico caso, riguarda opere monumentali cine-musicali, che non hanno bisogno ulteriore di analisi o recensioni dettagliate perché già ampiamente approfondite sia sul nostro storico cartaceo che sulle nostre pagine web, quali Superman, E.T., Schindler’s List, Salvate il soldato Ryan, nonché la serie sci-fi anni ’60 -’70 La terra dei giganti – con i contributi su temi portanti di Williams di altri suoi apprezzabili colleghi come Leith Stevens, Joseph Mullendore, Paul Sawtell, Irving Gertz, Harry Geller, Richard LaSalle, Artie Kane, Alexander Courage, Robert Prince, i quali esibiscono una ricchezza di idee sinfoniche tensive, adrenaliniche e solo all’apparenza di convenzionale routine sonora di genere per l’epoca, che di ascolto in ascolto assumono elevato interessamento archivistico - , dove si possono riscontrare sorte di anticipazioni tematiche o melodiche di leitmotiv e passaggi d’azione dei futuri, di li a venire, film di Star Wars. Non è il caso di sottolinearvelo ma lo faccio ugualmente per puro spirito contraddittorio e perché questa rubrica serve proprio a questo: questi CD sono da comprare senza ombra di indugio perchè ne scoverete di chicche su chicche che vi apriranno un vaso di pandora di ineguagliabile bellezza artistico-compositiva (ad esempio tutta l’additional music da Superman ed E.T. nel quale proprio in quest’ultimo si può sentire per la prima volta il meraviglioso brano “The E.T. Adventure” scritto da Williams nel 1990 per l’attrazione del Parco Studi Universal dedicata all’alieno buono di Spielberg).
David Shire
Apocalypse Now – The Unused Score (Id. – 1979)
La-La Land Records LLLCD 1439
20 brani – Durata: 59’50”
E’ sempre una piacevole scoperta, mista ad una rispettabile incazzatura (in buona parte dei casi!), veder pubblicate le famigerate ‘partiture rifiutate’ di Cinema e TV, perché si vengono a scoprire composizioni che in alcune occasioni (per questo l’incazzatura di cui sopra!) superano di gran lunga, per aderenza al filmico e qualità di scrittura, quelle poi finite sulla pellicola o sulla serie – vedi il caso, tra i più eclatanti, dello stupendo score di Gabriel Yared per Troy sostituito dalla pur dignitosa ma banalmente risaputa partitura del compianto James Horner –, facendo nascere una sorta di leggenda delle leggende intorno a queste composizioni rigettate. Nel caso dello stranoto cult assoluto Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, direi che la soluzione compositiva finita nel film fu la scelta migliore; comunque trattasi qui di The Unused Score di interesse archivistico. Coppola affidò in seconda battuta la partitura al padre Carmine, assistito da lui stesso, con l’aggiunta di canzoni dei The Doors e del brano classico di Richard Wagner “The Ride Of The Valkyries”, dopo che in principio l’assegnazione era stata destinata a David Shire. Con oltre 150 colonne sonore in curriculum, tra cui le famose Il colpo della metropolitana – Un ostaggio al minuto, La febbre del sabato sera, La conversazione, Nel fantastico mondo di Oz, 2010 – L’anno del contatto, Corto Circuito, l’ottantaduenne compositore, ex genero di Carmine ed ex cognato di Francis Ford, ha scritto una OST che in prima analisi sembra ideata per un horror molto sullo stile delle soundtracks anni ‘70 carpenteriane e addirittura gobliniane per Argento. Tutta elettronica eseguita alle tastiere da Shire stesso, Daniel Wyman, Clark Spangler e Michael Boddicker che diviene un concentrato di ipnotico, ostile, alienante ed insano magma sonoro in cui è seriamente difficile trovare un tema ma che ad ogni modo crea dipendenza lisergica.

Wojciech Kilar
Dracula di Bram Stoker (Bram Stoker’s Dracula, 1992)
La-La Land Records LLLCD 1469
CD 1: 27 brani – Durata: 62’06”
CD 2: 28 brani – Durata: 54’32”
CD 3: 21 brani – Durata: 73’46”

Una premessa è d’obbligo prima che me ne dimentichi, preso dalla foga della scrittura: i libretti della La-La Land Records sono delle vere e proprie analisi minuziose, aneddotiche e colte come poche altre in circolazione, sempre scritte da critici di grande importanza nel panorama della Film Music. La OST dell’intenso gioiello filmico Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola, ad opera del compositore polacco Wojciech Kilar (1932 – 2013), è un capolavoro, per il quale il medesimo ottenne il premio “Best Score Composer” assegnatogli dall’American Society of Composers, Authors and Publishers. Il cofanetto di tre CD, a tiratura limitata, per un totale di 189’84” di musica, contiene la partitura integrale con materiale inedito non utilizzato per la pellicola. E’ una di quelle soundtracks da non lasciarsi sfuggire per nulla al mondo, anche se possedete il vecchio compact singolo uscito all’epoca del film nel 1992, tra l’altro contenuto nel terzo disco di questo eccellente cofanetto deluxe, insieme a 5 bonus tracks. Kilar ha scritto in vita più di 160 colonne sonore ma questa, a mio modesto giudizio, è la summa della sua carriera prestigiosa, a contatto con registi di fama mondiale e con composizioni di un certo rilievo nel curriculum – vedi L’anno del sole quieto (1984), Vita per vita – Maximilian Kolbe (1991), La morte e la fanciulla (1994), Ritratto di Signora (1996), La nona porta (1999), Il pianista (2002), Il sole nero (2007) –, difatti il tema d’amore per Mina (Winona Ryder) e Dracula (Gary Oldman) è tra i più belli, emozionanti e struggenti mai composti per un horror e addirittura, oso, per il grande schermo. I primi due CD contengono la score completa oltre a quella non usata e l’ascolto è un magma emozional-pauroso di elevata fattura che raggiunge vette di piacere ogni volta che lo si rimette in play.

Ira Newborn
Una pazza giornata di vacanza (Ferris Bueller’s Day Off, 1986)
La-La Land Records LLLCD 1391
35 brani – Durata: 76’45”


Ira Newborn
Una pallottola spuntata (The Naked Gun: from the Files of Police Squad, 1988)
Una pallottola spuntata 2 ½ - L’odore della paura (The Naked Gun 2 ½ : The Smell of Fear, 1991)
Una pallottola spuntata 33 1/3 – L’insulto finale (The Naked Gun 33 1/3: The Final Insult, 1994)
La-La Land Records LLLCD 1303
CD 1: 29 brani – Durata: 59’47”
CD 2: 28 brani – Durata: 57’32”
CD 3: 36 brani – Durata: 70’57”

All’età di 69 anni il compositore Ira Newborn può benissimo affermare di essere stato la Voce cine-musicale delle commedie americane di enorme successo al botteghino…e di averlo fatto con una classe compositiva ineccepibile. Nato a New York il 26 dicembre 1949, oltre all’attività compositiva, è stato attore, professore universitario, orchestratore, arrangiatore e direttore d’orchestra (sua la produzione, supervisione e direzione musicale del cult The Blues Brothers); ha collaborato con Ray Charles, Diana Ross, Billy Joel, The Manhattan Transfer e The Pointer Sisters, vinto due ASCAP Film and Television Music Awards per le musiche di Una pallottola spuntata 2 ½ - L’odore della paura e Ace Ventura: l’acchiappanimali. Il suo nome, come accennato poco sopra, è legato indissolubilmente alla commedia Made in USA, quella prettamente demenziale sul finire di carriera (su tutte la trilogia de La pallottola spuntata di cui si prese cura in principio delle musiche di diversi episodi della serie TV anni ’80, Quelli della pallottola spuntata dalle quali furono tratte le pellicole omonime, scritte, come per il telefilm, dal fantastico trio Jim Abrahams, David Zucker, Jerry Zucker e interpretate dall’inaffondabile e compianto Leslie Nielsen), dato che oggi è beatamente in pensione. Nel suo carnet vi sono una quarantina di partiture – basta citare le più note, ossia La donna esplosiva, La retata, Un biglietto in due, Tutto in una notte, Amore all’ultimo morso – collaborando con registi folgorati dalla comicità, anche surreale, e alcuni perfino insospettabili, quali John Landis, John Hughes, David Zucker, Joe Dante, Brian De Palma. La-La Land Records, come da sua peculiare consuetudine, pubblica un cofanetto contenente le integrali scores della serie poliziesca fuori di testa La pallottola spuntata con di tutto e di più: bonus tracks, source music, pezzi inediti per scoprire che dietro le mille battute a raffica e le sequenze folli delle peripezie investigative di Frank Drebin alias Leslie Nielsen & Compagnia bella si celano musiche sinfo-pop-jazz di incredibile fattura realizzativa, che oltre al tema jazzato in stile anni ‘60/’70 dei favolosi titoli di testa (avete presente il dettaglio della sirena dell’auto della polizia che percorre strade a tutta velocità ma anche luoghi e vie di ogni inimmaginabile pensiero e fattibilità, causando il caos?), annovera pezzi action sorprendenti, un bello e sensuale leitmotiv d’amore di quelli appartenenti alla grande tradizione sinfonica hollywoodiana della Golden Age e citazioni musicali delle più svariate e divertenti – vere e proprie gag sonore che fanno da contraltare a quelle esagerate visive – da far sì che questo triplo CD sia l’ennesimo tesoro della Film Music da non perdere.
Di ben altra fattura la OST del cult giovanilistico comico del Re della Commedia teen anni ’80, lo sceneggiatore e regista John Hughes (1950 – 2009) – suoi Breakfast Club, Sixteen Candles – Un compleanno da ricordare, La donna esplosiva oltre allo script per Mamma, ho perso l’aereo – Una pazza giornata di vacanza con Matthew Broderick (Wargames) e Mia Sara (Legend) che marinano il liceo per un giorno matto di libertà: Newborn confeziona, supportato da un pugno di accattivanti canzoni dal tipico sound dance anni ottanta, 24 tracce tra tenere melodie e pagine scatenate con intromissioni di famosi temi da Star Wars e Star Trek.

David Arnold
Il mondo non basta (The World is not Enough, 1999)
La-La Land Records LLLCD 1477
CD 1: 28 brani – Durata: 73’58”
CD 2: 18 brani – Durata: 67’40”


David Arnold
La morte può attendere (Die Another Day, 2002)
La-La Land Records LLLCD 1447
CD 1: 28 brani – Durata: 76’47”
CD 2: 20 brani – Durata: 71’43”

David Arnold, con all’attivo più di un’ottantina di colonne sonore tra Serialità e Cinema, è diventato famoso negli anni ’90 con le musiche sinfoniche spettacolari per Stargate, Independence Day e Godzilla, tutti blockbuster diretti da Roland ‘catastrofico’ Emmerich, tuttavia è nel 1997 che da il vero colpo di coda alla sua carriera: con Il domani non muore mai dimostra che si può ridare un volto nuovo musicale, molto hi-tech con sinfonismi tecno-pop adrenalinici e seducenti, alla saga dell’agente segreto al servizio di sua Maestà britannica, ovvero 007, Bond…James Bond – che ha la figura elegante, ammiccante e furbetta (un giusto mix tra Sean Connery e Roger Moore) di Pierce Brosnan – dopo la deludente prova new age sinfo-elettronica di Eric Serra per il precedente Goldeneye di cui si rammenta solo la grintosa canzone dei titoli di testa di Tina Turner scritta da Bono Vox e The Edge. Le musiche del compositore del telefilm cult Sherlock per le versioni finalmente integrali di Il mondo non basta e La morte può attendere sono uno show sinfonico pop di cui sarebbe stato fiero il reale fautore del sound bondiano per eccellenza, John Barry, del quale Arnold stesso è da sempre un ammiratore sfegatato (vi ricordate l’album, per nulla disinteressato a farsi notare, “Shaken And Stirred – The David Arnold James Bond Project”, in cui rivedeva i temi storici di 007?); quest’ultimo a tutti gli effetti capace di raccoglierne degnamente l’eredità sonora. Gli stilemi barryani, con l’imprescindibile ed iconico tema di Bond scritto da Monty Norman, permeano le due score, che in queste edizioni ultra complete da due CD, con brani in ordine cronologico e versioni alternative, per un totale di oltre 280 minuti di musica, sono un godimento sotto pelle dalla prima all’ultima nota, da comprare a scatola chiusa anche se non siete amanti delle gesta di Bond…James Bond. Con l’augurio che i nuovi film di 007 a venire tengano in mente che il successo della saga dagli anni ’90 ai primi 2000 con Daniel Craig 007 è stato in parte per merito dello stile di Arnold e delle sue colonne sonore strepitosamente moderne eppure con lo sguardo rivolto al glorioso passato dell’Agente segreto più affascinante e imbattibile del globo, quando c’era John Barry a commentarne le gesta.
Harry Gregson-Williams, Bear McCreary, Cristobal Tapia de Veer, Ólafur Arnalds, Mark Isham, BT
Electric Dreams (Id. - 2017)
La-La Land Records LLLCD 1472
CD 1: 28 brani – Durata: 68’50”
CD 2: 28 brani – Durata: 68’45”

Un parterre di compositori che a solo leggerli viene subito il desiderio di addentrarsi nell’ascolto e relativo acquisto del doppio CD in esame: Harry Gregson-Williams, Bear McCreary, Cristobal Tapia de Veer, Ólafur Arnalds, Mark Isham, BT, ognuno con il proprio stile attuale o vecchio stampo che solo in taluni casi riesce a fondersi l’un l’altro, dando continuità sonora a questa serie antologica, coproduzione britannico-statunitense, tratta da alcuni racconti di quel genio letterario avanguardistico e lungimirante per il suo periodo, Philip K. Dick (Blade Runner, Atto di forza, Minority Report sono solo alcuni film scaturiti dalle sue eccelse opere), intitolata Electric Dreams. Telefilm ruotante tra temi fantascientifici e tecnologici all’avanguardia. Una serie di 10 episodi nei quali la fanno da padrone, per numero di ore commentate, Gregson-Williams, che ha composto anche il tema dei titoli di testa, e McCreary, che tra le giovani leve oltreoceano dell’Ottava Arte è quello da tenere maggiormente in considerazione, perché ha una voce ben precisa, foriera sempre e comunque di originalità e versatilità tali da sapersi adattare come un vestito perfettamente disegnato, elegante e comodo al contempo, ad ogni commissione cine-televisiva affidatagli. I paesaggi musicali in campo, sia ideati dai veterani come Isham (68 anni) e Gregson-Williams (57 anni) sia dai promettenti, più o meno giovani, McCreary (40 anni), Tapia de Veer (46 anni), BT (48 anni) e Arnalds (32 anni), sono di varia natura, dal minimalismo tanto di moda oggigiorno all’ambient profuso, dal sinfonico epico al folk, dall’elettronico psichedelico anni ‘80 al misticismo rarefatto. Un sound connesso in maniera perfetta alle trame del serial.

Joe Kraemer
King Cohen: The Wild World of Filmmaker Larry Cohen (Id. – 2017)
La-La Land Records LLLCD/BD 1479
CD 1: 23 brani – Durata: 57’36”
incluso nel Blu-ray del documentario con alcuni contenuti extra

Ammiratori di Lalo Schifrin, Dave Grusin e Jerry Fielding, nonché di Isaac Hayes, siete avvisati…questa colonna sonora fa al caso vostro! Trattasi di Joe Kraemer, salito agli onori della ribalta cine-musicale grazie alle partiture notevoli per Jack Reacher – La prova decisiva e Mission: Impossible – Rogue Nation entrambi diretti dal talentuoso Christopher McQuarrie e interpretati da Tom Cruise, stampate su etichetta La-La Land Records. E già nelle appena citate scores gli omaggi e le influenze di un certo stilema compositivo anni ’70 poliziesco cinematico si percepivano tutte, ma con una mano di scrittura intelligente e spiccata. Mano che si riconferma saper scrivere (anzi comporre) alla grande anche in questa OST per il film documentario sulla vita di quel geniaccio sregolato ed eclettico del regista, sceneggiatore e produttore anticonformista Larry Cohen (Black Caesar – Il padrino nero, Baby Killer, Il serpente alato, Stuff - il gelato che uccide), scomparso a 82 anni a marzo 2019. Documentario in blu-ray, con colonna sonora annessa su CD separato, dal titolo solenne King Cohen: The Wild World of Filmmaker Larry Cohen nel quale i cinefili Doc andranno in sollucchero, trovando interviste a molti nomi risonanti del Cinema che tanto hanno dovuto nella loro carriera a questo Personaggio cinefilo e folle: J.J. Abrams, John Landis, Martin Scorsese, Rick Baker, etc. etc. etc. I pezzi del multiforme score da citare sono “Larry’s Theme” e “Hail Larry”.

Michel Legrand
L’altra faccia del vento (The Other Side of the Wind, 2018)
La-La Land Records LLLCD 1474
16 brani – Durata: 73’00”

Che classe! Che capolavoro di composizione! Che grande mancanza di scrittura ad un Cinema attuale che nella stragrande maggioranza dei casi ha dimenticato cosa voglia dire possedere una partitura del calibro di questa penultima del compianto Michel Legrand (24 febbraio 1932 – 26 gennaio 2019). Basta ascoltare i tre scrigni compositivi tra classicismo mozartiano/bachiano e jazz virtuosistico (tanto adorato, studiato, scritto ed eseguito da Legrand nella sua sterminata filmografia), “Chapter 1 & 3” e “Les Délinquants (Opening Credits)” per acquistare ad occhi chiusi questa gemma di colonna sonora che, sia nel titolo originale che in quello tradotto in italiano del film, L’altra faccia del vento (The Other Side of the Wind), contiene la parola ‘Vento’: non sarà un caso che una delle ultime composizioni cine-musicali di uno dei grandissimi Maestri francesi dell’Ottava Arte, e non soltanto, possegga questa suddetta parola, ossia quella di uno dei suoi leitmotiv più noti e ancor oggi indimenticabili, “The Windmills of Your Mind” da Il caso Thomas Crown? Magia della Musica e del Destino che sa dove mettere lo zampino! Per non parlare del film stesso: l’ultimo lavoro di Orson Welles, un dramma con John Huston tra gli interpreti, che solo oggi vede la luce grazie al suo più grande estimatore e collega Peter Bogdanovich, anch’egli nel film.
