Deliria
Simon Boswell
Deliria (1987)
Rustblade Records RBL090LP
Lato A: 5 brani
Lato B: 5 brani
Stage Fright in USA, Bloody Bird in Francia, Aquarius in Giappone, che poi era il titolo voluto in principio dal suo regista, mutato per il mercato italiano dal produttore e distributore Luciano Martino in…. In Deliria horror cult anni ’80 (primo Premio al Festival di Avoriaz) e opera d’esordio di un giovane Michele Soavi, messo al timone della regia dal suo amico e mentore Aristide Massaccesi (al secolo Joe D’Amato), che gli fece da direttore della fotografia, firmandosi Renato Tafuri. Le musiche vennero affidate all’esperto in materia ‘horror score’ Simon Boswell (classe 1956), compositore, direttore d’orchestra, musicista e produttore inglese, autore delle partiture, altrettanto cult come codesta recensita, Demoni 2…L’incubo ritorna (1986), Santa Sangre (1989) e Hardware (1990). Finalmente in vinile (come strilla il comunicato stampa dell’italica Rustblade Records, che ha già pubblicato di Boswell Demoni 2…L’incubo ritorna), in un’edizione 33 giri colorata e in una blu marmorizzata trasparente limitata + inserto apribile, questa OST per lo slasher italiano che ha reso famoso Soavi tra in fan del genere, con uno di questi, il regista americano Quentin Tarantino che ritiene “Soavi il miglior regista italiano in attività” (così come restituito dal Dizionario dei Film Italiani “Stracult” di Marco Giusti), aderisce alla perfezione al girato, narrante una << Struttura complessa e articolata con la trama principale che si svolge incastonata nella metastoria di una prova teatrale su un palcoscenico che sarà la trappola mortale dei singoli protagonisti. >>, nelle parole del compositore Stefano Mainetti, che intervistai a suo tempo (leggi qui), colui che realizzò le musiche diegetiche di scena insieme a Guido Anelli, presenti sul palcoscenico durante le prove degli attori nel film.
Boswell, memore delle ottime atmosfere sintetico-punk/dance/hard rock/indie anni Settanta-Ottanta del precedente di un anno Demoni 2 di Lamberto Bava, compone alcuni paesaggi tematici di forte presa spaventevole e stregante sia sulle immagini che su disco: “Aquarius Theme”, che apre il Lato A del vinile, è evocativamente ipnotico, quasi carpenteriano nel suo procedere lentamente assalente: un tratto leitmotivico che Boswell aveva adottato in Phenomena di Dario Argento nel 1984 con il brano “The Maggots”. “Hieronymus” suona psichedelicamente cervellotico e circolarmente ipnotico anch’esso. “Deliria” è hard rock puro e duro, ottimale per scene di assassinio e sevizie delle più efferate attuate dal killer della pellicola con la testa da barbagianni, che di incubi a chi vide il film al cinema ne causò non pochi. “Bloody Bird” richiama il tema portante e fa pensare, in questa nenia tutt’altro che acquietante, a certe soluzioni tematiche di Marco Beltrami scelte anni dopo per la saga ‘horror gore’ di Scream. “Requiem For An Owl” è un adagio synth mortuario. Sul Lato B si parte con “Backstage” che produce un suono tetramente sospeso e ligetiano nel suo incedere minaccioso. “Drama Queen” ha un beat pop metallicamente confondente e cardiacamente aggredente, sulla stessa linea crescente del brano anteriore. “Method” è un sintetico e artificioso, lento e disturbante suono ondulatorio che incute terrore. “Drill” è un conglomerato metal-pop scuotente lo stomaco dell’ascoltatore anche più avvezzo a questa tipologia di synth orrorifico anni ’80. “Aphonia Clericorum” chiude il 33 giri con una melodia sintetico-corale che dovrebbe rasserenare dopo cotanta atrocità visivo-uditiva ma che in verità angoscia l’anima.
