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03 Gen2025

Little Tragedies

Scritto da Paolo Eustachi. Pubblicato in TV

cover schnittke filmmusik6Alfred Schnittke
Little Tragedies (Id., 1979)
Capriccio C5496
Svetlana Mamresheva (cantante), Martha Jurowski (sopprano),
Elisaveta Blumina (pianista), Maxim Suchanow (voce recitante)
Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin
Vladimir Jurowski, direttore
36 brani – Durata: 74’14’’

Ottobre 1830. Doveva essere rifugio e protezione da un dilagante infuriare di morte e colera. Boldino, tenuta paterna situata nel governatorato di Niznij Novgorod. Il soggiorno si trasforma inaspettatamente in una fase profondamente creativa per il poeta Alexander Pushkin che compone in questo periodo alcuni dei suoi più significativi e amati lavori fra cui ‘I Racconti di Bekin, La Storia del Villaggio di Gorhukino’ e le quattro ‘Piccole Tragedie’.

Ispirate a diverse fonti letterarie (Molière, Wolfgang Amadeus Mozart, John Wilson) le ‘Piccole Tragedie’ comprendono ‘Il Cavaliere Avaro’, ‘Mozart e Salieri’, ‘Il Convitato di Pietra’ (Don Giovanni) e ‘Il Festino in Tempo di Peste’. In un’angosciante rappresentazione della morte nel suo senso incombente, tutti i personaggi sembrano vagare in una cieca fuga dalla realtà e rinchiudersi in una sistematica trasgressione esistenziale. Mikhail Schweitzer (1920 – 2000), importante e apprezzato regista russo-sovietico, ha realizzato diverse trasposizioni filmiche di capolavori letterari fra cui Resurrezione di Tolstoj (1960), le Anime Morte di Gogol (1984), Sonata a Kreuzer (1987) di Tolstoj, collaborando con eminenti compositori quali Sofja Gubaidulina, Georgij Sviridov e Alfred Schnittke. La miniserie in tre parti, realizzata presso gli studi televisivi della Mosfilm, presenta un cast d’eccezione di cui fanno parte Natalya Belokvostik, Nikolai Burlyayev, Innokenti Smoktunovsky, Valery Zolotukhin e l’indimenticabile poeta e cantautore Vladimir Visotsky.
Il regista integra la sceneggiatura con altri due lavori del grande poeta russo, ‘Scena con Faust’ e ‘Notti Egizie’ mentre per la colonna sonora si rivolge a Alfred Schnittke, esponente dell’avanguardia russo-sovietica volta ad affrancare la scena musicale dagli schemi imposti dal realsocialismo stalinista. Lo ricordiamo autore di sessanta partiture per il grande schermo per registi di grande statura fra cui figurano Larisa Shepitko, Jurij Kara, Elem Klimov, Andrej Končalovskij e Alexander Mittà. Di dirompente forza espressiva il suo complesso linguaggio musicale riesce a interloquire in modo coinvolgente con l’animo dell’ascoltatore. Viene definito eclettico per la sua formidabile capacità di creare mutevoli e imprevedibili atmosfere e figure musicali, di passare in modo disinvolto dall’impronta cameristica a quella sinfonica, dal serio al popolare, dalla consonanza alla dissonanza. Proprio queste caratteristiche percorrono la partitura composta per Piccole Tragedie che ora troviamo nella sua versione integrale in una nuova realizzazione discografica pubblicata dal Label Capriccio e che rappresenta la sesta puntata della serie dedicata alle colonne sonore del compositore russo-tedesco, eseguite dalla Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin guidata nell’occasione da Vladimir Jurowski. Nel film la partitura di Schnittke non è stata impiegata integralmente e successivamente la Casa Musicale Sikorski di Amburgo ha pubblicato una suite in otto movimenti eseguita il 29 ottobre 1994 al Festival fuer Neue Musik di Heidelberg. Il Maestro Jurowski ha avuto l’iniziativa di compiere un approfondito studio e riordino del materiale musicale conservato presso gli archivi della Mosfilm, composto prevalentemente da fogli manoscritti e disposto la relativa trascrizione con precise notazioni esecutive che ha ricondotto la musica ai suoi originali 36 movimenti. La scrittura di Schnittke affascina per la sua debordante fantasia ritmica e motivica, l’eleganza e il dinamismo timbrico. Con espressiva eloquenza e capacità di rapportarsi in suggestivo atteggiamento dialettico con le immagini e quindi di influire in modo magistrale sulla struttura narrativa della sceneggiatura, riesce a trasmettere in modo magistrale l’interiore inquietudine dei drammatici versi pushkiniani. Si susseguono diversi climax fortemente atmosferici.
Una vera goduria l’intervento delle due chitarre classiche nei loro accenti di flamenco gitano nel ‘Convitato di pietra’ (brano 22) che evocano la Spagna, terra di Don Giovanni (Il Convitato di Pietra) con la Prima e Seconda Canzone di Laura (“Lauras Erstes Lied” e “Lauras Zeites Lied”, rispettivamente brano 22 e 24), superbamente interpretate da Svetlana Mamresheva con voce toccante e avvolgente. Formidabile la Polka da ‘Notti Egizie’ (brano 7) con il suo ritmo irresistibile e giocoso. Davvero imponente la spigolosa e terrificante immagine sonora del sinistro ritmo strisciante che scandisce l’incedere inesorabile del mostro pestifero portatore di morte e angoscia del ‘Festino in tempo di peste’ (“Pest”, brano 31): la coinvolgente volta espressiva dell’iniziale Leitmotiv passa da una elegante e assorta figura di valzer a un singolare ritmo rock anni settanta per apparire in varie riprese e risolversi nel conclusivo deflagrante cluster orchestrale.
Davvero eccellenti le prestazioni solistiche della pianista Elisaveta Blumina nel capitolo 4 ‘Mozart e Salieri’ (“Mozarts Improvisation”, brano 16 e “Fantasie c-Moll” brano 18) come pure quella del soprano Martha Jurowski nel capitolo 6 (“Marys Lied” brano 32) e della voce recitante Maxim Suchanow (‘Wahnsinghams Hymne an die Pest’, brano 35) ambedue dal ‘Festino in Tempo di Peste’.
Grande interprete di Schnittke ricordiamo il Maestro Jurowski in una superlativa interpretazione dell’imponente “3^ Sinfonia” alla guida della London Philharmonic Orchestra a Londra nel novembre 2009 e della successiva registrazione discografica su CD (Pentaton PTC 5186485) con la Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin che consigliamo vivamente a tutti i lettori per un’approfondita conoscenza del compositore. Il maestro russo affronta le ‘Piccole Tragedie’ con dirompente fervore ed impegno emotivo e intellettuale esaltando le impressionanti qualità virtuosistiche e lo sfolgorante smalto timbrico dell’eccezionale compagine berlinese per un’esecuzione semplicemente stellare, avvolta in un’immagine sonora superbamente riprodotta dai tecnici del label austriaco Capriccio. Assolutamente imperdibile. In attesa di un prossimo volume.

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Daniela Bocconi

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