20 Mar2007
Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Dossier


Una mappatura, o anche solo una semplice ricognizione, di ciรฒ che ha rappresentato l'universo-007 dal punto di vista degli apparati sonori, non puรฒ non partire dal confronto con un doppio nucleo centrale: la cui prima parte รจ costituita dal "James Bond Theme" composto nel 1962 dall'inglese Monty Norman, compositore all'epoca 34enne con alle spalle un paio di horror-fantasy di serie B, e che azzeccรฒ con questo tema l'esempio piรน assoluto, inossidabile e immediato di associazione, diciamo pure di sinonimia, fra un "character" e un leit-motiv musicale nell'intera storia della musica cinematografica; la seconda parte trova invece la propria ragion d'essere nella natura squisitamente sperimentale, avveniristica, laboratoriale che โ dal punto di vista dell'utilizzo del sonoro โ caratterizza l'intera serie di
007, ma in particolar modo tutta la sua prima parte, diciamo grosso modo coincidente con l'era-"Cubby" Broccoli (o l'era-Connery, per dare agli spettatori un riferimento piรน agevole).
Quindi: da un lato estrema riconoscibilitร , attraverso un "logo" โ anche visivo โ mantenuto intatto per quasi mezzo secolo; e dall'altro ricerca continua, attraverso soluzioni mutevoli e "mutanti", di un sound che "suonasse" โ se ci si passa la ridondanza โ sempre un passo piรน avanti della produzione parallela e corrente.
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