02 Gen2013
Scritto da Dimitri Riccio. Pubblicato in Cinema
Lincoln e lo Stato dell’Unione!
John Williams
Lincoln (Id. – 2012)
Sony Classical SK544685
17 brani – durata: 58’33”
Si può alla luce dell’ultima e, diciamolo subito, strepitosa partitura williamsiana tentare un, realmente ficcante in questa occasione, discorso sullo Stato dell’Unione concernente il film-scoring?
Proviamo a tracciare un’analisi impietosa e realistica del quadro della musica applicata statunitense nell’anno 2012.
Quando si pensa al panorama cine-musicale U.S.A. viene in mente quella terribile, magnifica scena di
Una Vita Difficile di Dino Risi, quando Sordi, ubriaco, nell’alba livida di una Viareggio indifferente a tutto e tutti, si piazza in mezzo alla strada trafficata e urla alle auto di passaggio “
Andate via! Qui non c’e niente da vedere!”.
Ecco, appunto: qui non c’e niente, o quasi, da ascoltare!
Perchè la musica per film hollywoodiana è oramai ridotta ad un fastidioso rumore di fondo.
La coattizzazione, in senso squisitamente borgataro, dell’arte tutta nordamericana della musica scritta per il grande schermo è evidentemente un fatto irreversibile e compiuto: attraverso il principale colpevole di quello che è un vero e proprio disastro culturale ancora prima che artistico, Hans Zimmer, la musica per film
Made in USA è diventata la peggior caricatura immaginabile di ciò che è stata nei suoi giorni gloriosi.
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