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23 Apr2023

Il dio serpente

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

cover il dio serpente nuovovinile 1Augusto Martelli
Il dio serpente (1970)
AMS Records/Cinevox Record/BTF Vinyl Magic
Lato A: 6 brani
Lato B: 7 brani

Augusto Martelli, anche conosciuto nell’ambito delle colonne sonore con lo pseudonimo di Bob Mitchell, nato a Genova il 15 marzo del 1940 e scomparso a Milano il 3 novembre del 2014, è stato un compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra, produttore discografico e conduttore televisivo (Il pranzo è servito, OK il prezzo è giusto, I ragazzi della 3^ C, Casa Vianello tra le sue musiche-sigle più celebri).

Nel panorama cine-musicale è da sempre ricordato per la partitura de Il Dio serpente, film appartenente al filone erotico/esoterico, girato nel 1970 da Piero Vivarelli e ambientato ai Caraibi, con una fanciullesca, attraentissima e super sexy Nadia Cassini: uno score che è perdurato negli anni, oscurando totalmente le immagini per le quali è stato scritto – come accaduto a molti altri film di genere, non soltanto italici, a cavallo tra i ’60 – ’70 – ’80, tutt’oggi rammentati esclusivamente per la loro colonna sonora –, dove a restare sul podio dei leitmotiv subito cult è la melodia portante chiamata “Djamballa” (variata di poco in “Il Dio serpente” nel Lato B). Questo tema, che apre il vinile 33 giri color rosso, proveniente dai preziosi archivi della Cinevox e ristampato da AMS Records in un’edizione limitata con audio rimasterizzato, con 300 copie di tiratura, per la gioia dei suoi tantissimi cultori, è la perfetta unione tra musica occidentale e caraibica, con quel suo substrato percussivo tribale dal quale prende vita la melodiosa armonia per fiati, organo Hammond e coro beat, dalle nuance psichedeliche in crescendo, come a inneggiare la bellezza femminile e quella dei luoghi in cui si districa la narrazione. Nel proseguire l’ascolto, si passa dal funky-jazz di “Beryl’s Tune” e dal suadente tango di “Beguine veneziano” e quello saltellante di “Yamma Yamma” all’estenuante ipnotismo luciferino e tribale di “Zombie’s Mood”, dal ritmo compulsivo di “Drums and Drums” al fantascientifico e organistico mistico danzereccio “Beryl n. Two”, dal calypso di “Siempre cantando”, dalla samba di “Ciche-ton-ton” e “Pepito das muras” al bossa nova di “Egual”, per finire con il beat british alla Burt Bacharach di “Mood”.

Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview 2023
  

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Daniela Bocconi

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