16 Mag2011
Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Cinema
Victor Reyes
Buried - Sepolto (Buried, 2010)
Milan 399 344-2
18 brani più una canzone – Durata: 54’09”

Lo score del non ancora cinquantenne compositore spagnolo, attivissimo in televisione e particolarmente versato sul fronte dell’horror thriller (sue anche alcune partiture per episodi della celebre serie
Pelìculas para no dormir) pone sin dall’inizio un non trascurabile problema di ordine teorico-semantico, non dissimile a quello che si pose quasi una settantina d’anni fa ad Alfred Hitchcock e David Raksin a proposito della partitura di
Prigionieri dell’oceano (Lifeboat, 1944): e precisamente quando, alle insistenti richieste del celebre compositore di
Vertigine e
Ambra per ricevere l’assignment dello score per il film, il mago del brivido obiettò sprezzantemente che “nessuno avrebbe capito da dove potesse provenire la musica in mezzo all’oceano”. Obiezione cui Raksin piccato controbattè che se Hitchcock gli avesse spiegato da dove veniva la macchina da presa lui gli avrebbe spiegato da dove veniva la musica. Argomento convincente, se è vero come è vero che Hitchcock cedette e inserì musica nel film ma – vendicativo com’era – affidandola ad un altro compositore, peraltro il grande Hugo Friedhofer.
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