02 Gen2020
Scritto da Davide Leo. Pubblicato in Reportage

Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban in Concerto
Auditorium Parco della Musica. Roma, 29 dicembre 2019
Solo due anni dividono Harry Potter e la Camera dei Segreti (Chris Columbus, 2002) dal successivo episodio Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban (Alfonso Cuarón, 2004), tratti rispettivamente dal secondo e terzo libro della celebre saga fantasy di J.K. Rowling; ma un abisso passa fra di essi in termini di stile e approccio, sia filmici che musicali.
Innanzitutto, seguendo il progressivo incupirsi delle vicende legate al maghetto protagonista, la narrazione cinematografica si fa più tesa, le atmosfere più tetre; poi la musica di John Williams, già perfetta per le fantasmagorie dei capitoli precedenti, si scarnifica e fa coraggiosamente a meno dei temi più noti della saga (per primo il celeberrimo “Edwig’s Theme” con l’incipit alla celesta), regalando invece esercizi di storytelling e action writing che lasciano a bocca aperta.
Leggi tutto
Stampa