07 Nov2012
Le Temps Scellé
Le Temps Scellé
Francois Couturier e il Tarkovskij Quartett in concerto a L’Aquila
Il grande amore del pianista francese per la poetica dell’indimenticabile regista russo lo ha portato a compiere insieme ai suoi musicisti un profondo percorso musicale che si è tradotto in tre diverse scritture – “Nostalghia. Song for Tarkovskij” (per quartetto), “Un jour si blanc“ (piano solo) e “Tarkovskij Quartett“ (per quartetto) fissate in altrettante registrazioni discografiche dalla casa discografica tedesca ECM.
Nello stesso tempo Couturier e i suoi musicisti hanno sviluppato una stretta collaborazione con l’Istituto Internazionale A. Tarkovskij guidato da Andreij Andrejevich Tarkovskij - figlio del regista - per la realizzazione di due progetti di concerti con proiezione di immagini.
Dopo “Nostalghia. Song for Tarkovskij” presentato fra l’altro nel 2009 a Roma e nel 2010 a Firenze, nella città abruzzese è stato proposto con il titolo Le temps scellé il progetto basato sulla partitura denominata “Tarkovskij Quartett” - a nostro avviso la più compiuta e coinvolgente della trilogia - di cui ci siamo già occupati su queste pagine nella recensione del relativo cd.
Nell’ascolto della scrittura musicale affascina subito l’originale accostamento degli strumenti in mano a solisti superlativi: pianoforte (Francois Couturier), violoncello (Anja Lechner), sassofono soprano (Jean-Marc Larché) e accordéon (Jean-Louis Matinier).
Francois Couturier viene da importanti esperienze nel mondo del jazz che nel 1980 gli hanno valso anche l’assegnazione del premio Django Reinhardt.
Come compositore egli possiede una formidabile capacità nel coniugare in modo raffinato elementi del linguaggio classico con quello jazzistico, unendo momenti dalla forte connotazione lirica ed emotiva a soluzioni armoniche di matrice seriale e conferendo al fascinoso e singolare eclettismo della sua scrittura un’interiore tensione espressiva avvolta in una sognante atmosfera contemplativa superbamente aderente alla dimensione di Endzeitstimmung che Tarkovskij riusciva a fissare nelle immagini in modo impareggiabile.
L’ascoltatore rimane gradualmente affascinato dal suggestivo blending sonoro, sostenuto da una straordinaria intesa spirituale e comunione artistica dei quattro solisti impegnati a trasporre in musica l’emozione delle memorabili immagini lasciateci dal regista. Nell’avvincente impianto visivo realizzato da Andreij Andrejevich Tarkovskij vediamo inizialmente scorrere la splendida selezione di foto (raccolta Polaroid in Luce Istantanea e foto di famiglia e di set in Lo specchio della memoria, entrambi pubblicati da Edizioni della Meridiana, Firenze) e di clips tratte anche dal suggestivo documentario Mise en scène: Andrei Tarkovski (1988) di Michael Leszczylowski che porta lo spettatore a vivere le vicende del set di Offret (Sacrificio), ultima opera del regista.
Seguono le straordinarie immagini tratte dai suoi film Il rullo compressore e il violino (1960), Andrey Rublev (1966), Solaris (1972), Specchio (1975), Stalker (1979), Nostalghia (1983), Sacrificio (1986).
La scrittura musicale di “Tarkovskij Quartett“ evoca con frequenti citazioni l’universo musicale di Tarkovskij con gli autori a lui profondamente cari (Pergolesi e Bach) o a lui vicini (Schnittke, Shostakovich).
Incontriamo la suggestiva trasfigurazione avvolta in un coinvolgente pathos espressivo dell’aria “Qui est homo, qui non fleret” dallo Stabat Mater di Pergolesi così come l’immagine dei solenni corali bachiani
“Herr unser Herrscher” (Johannes-Passion) e “Ich will hier bei Die stehen” (Matthaeus-Passion).
Straordinario poi l’accostamento del graffiante gesto ritmico che accompagnano le suggestioni apocalittiche dell’Andrej Rublev e di Sacrificio alle atmosfere della intrigante e spigolosa Sonata n.1 per violino e pianoforte di Alfred Schnittke, mentre la lacerante espressività del linguaggio di Dmitri Shostakovich emerge negli accenti che avvolgono le stranianti atmosfere metafisiche di Stalker e Solaris che invitano l’ascoltatore alla riflessione esistenziale.
La scrittura musicale di Couturier non è assolutamente intesa nel senso classico di colonna sonora quanto espressione dello stato d’animo nei confronti della forza spirituale, poetica e metafisica del linguaggio visivo di Andreij Tarkovskij, oggetto di un suo costante e incessante approfondimento.
Del resto il regista russo aveva un concetto di musica applicata al cinema molto severo e personale. La musica deve trovarsi in perfetto equilibrio con le immagini e i dialoghi, evitare che assuma un ruolo prevaricatore o anche una forzatura dialettica o contrappuntistica. Alla musica egli spesso richiede un carattere immanente al contesto visuale ed espressivo affidandosi con grande intuizione a originali soluzioni sonore di taglio elettronico superbamente preparategli dal compositore Eduard Artemiev per i film Solaris, Specchio e Stalker. Ad Artemiev fu vietato dal regime sovietico nel 1983 il visto per raggiungere Tarkovskij in Toscana sul set di Nostalghia e il regista si trovò da solo a doversi occupare anche della musica.
Invitiamo il lettore a (ri)vedere Nostalghia per ammirarne proprio il superlativo montaggio dei brani di Verdi, Beethoven, Wagner e Debussy con stacchi che si muovono in un equilibrio semplicemente magistrale mentre a volte viene alla mente il destino di ragguardevoli partiture brutalmente sacrificate in montaggi fortemente precari, pensiamo ad esempio a Tan Dun ne La tigre e il dragone (2000) di Ang Lee o a Nino Rota nel Gattopardo (1963) di Visconti…
In una società ormai abbandonata a una triste autocelebrazione mediatica e travolta da un perverso meccanismo di appiattimento culturale e psicologico il cinema d’autore inteso come espressione artistica sta pericolosamente lasciando il posto a quella che in forma crescente assume la forma di merce visiva.
Lo scopo e l’importanza del progetto Le temps scellé è quindi quello di rendere percepibile all’ascoltatore l’universo artistico di Tarkovskij ma anche quello di aprire nuove sensazioni ed emozioni a tutti gli ammiratori dell’arte dell’impareggiabile regista russo e di suscitare un interesse di approfondimento anche nelle giovani generazioni.
Per tutti gli appassionati dell’arte di Andreij Tarkovskij segnaliamo infine un interessantissimo concerto dedicato alla sua memoria tenuto dal duo Natalia e Raffaella Gazzana (violino e pianoforte) il giorno 30 novembre al Palazzo Ducale di Atina (Fr).
Il concerto verrà preceduto dalla proiezione del film Nostalghia.
