Recensioni
Lo chiamavano Tresette… Giocava sempre col morto
Cinema
Scritto da Federico Biella   
Mercoledì 16 Maggio 2012

cover_lo_chiamavano_tersette.jpgBruno Nicolai
Lo chiamavano Tresette… Giocava sempre col morto (1973)
Beatrecords Company CDCR 117
26 brani - durata: 60' 11"


 
Non si era mai visto nel West un pistolero che gioca a tresette anziché a poker, utilizzando carte napoletane… Basterebbe questo dato per farsi un’idea della grana della comicità di cui è pregno il film di Luciano Carnimeo Lo chiamavano Tresette… Giocava sempre col morto, ma neppure possono sfuggire le cadenze linguistiche dei malviventi incontrati via via dal protagonista (George Hilton), tutte rigorosamente desunte dalle parlate regionali italiane, o le gag sgangherate e demenziali. Che cosa dire poi del nome della città in cui si svolge la vicenda, Mela Bacata?

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Albert Nobbs
Cinema
Scritto da Valentina Alfonsi   
Martedì 15 Maggio 2012

cover_albert_nobbs.jpgBrian Byrne
Albert Nobbs (Id. - 2011)
Varese Sarabande 302 067 126 2 
25 brani (24 di commento +  1 canzoni) – Durata: 44' 19''

 

Attrice protagonista, co-autrice della sceneggiatura e persino autrice del testo della canzone originale presente nella colonna sonora: Albert Nobbs è a tutti gli effetti una creatura di Glenn Close, che negli anni 80 ha interpretato a teatro il tragico personaggio nato da un racconto dell'irlandese George Moore e si è poi impegnata per riuscire a portarlo anche sul grande schermo, senza vanità e senza eccessi.

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Bel Ami
Cinema
Scritto da Roberto Pugliese   
Lunedì 14 Maggio 2012

cover_bel_ami.jpgLakshman Joseph De Saram, Rachel Portman
Bel Ami – Storia di un seduttore (Bel Ami, 2012)
Varèse Sarabande 302 067 142 2 
23 brani – durata: 48’11”

 

Singolare questa collaborazione a (notevole) distanza, anche geografica, fra la blasonata compositrice britannica, esponente n.1 dell’”altra metà del cielo” nel mondo della musica per film, e il musicista dello Sri Lanka attivo sinora solo nel proprio paese e qui alla sua prima sortita hollywoodiana. La singolarità discende dal fatto che lo spirito, lo stile cui è improntata la partitura a quattro mani appaiono fortemente unitari, saldati intorno ad un classicismo romantico di metà Ottocento, con afflati brahmsiani e schubertiani oltre a squarci salottieri e imperiali. Ne fa fede il valzer per archi (indiscussi protagonisti dello score) di sapore squisitamente viennese che caratterizza “Love nest”, composto da De Saram, e particolarmente interessante per il trattamento disinvolto e contrappuntistico degli strumenti.

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Minnesota Clay
Cinema
Scritto da Federico Biella   
Venerdì 11 Maggio 2012

cover_minnesota_clay.jpgPiero Piccioni
Minnesota Clay (1964)
GDM Music CD Club 7112
34 brani – durata: 71’ 50’’


 
Se esiste una concezione cinemusicale dello spaghetti western contrapposta a quella prototipica di Ennio Morricone, essa è sicuramente da attribuirsi a Piero Piccioni, un artista che ha preferito guardare al genere attraverso la lente del jazz - sul cui patrimonio peraltro era basata la sua intera formazione - e, in misura minore, del pop, deformando così in chiave più moderna, specie nelle parti affidate alla sezione fiati e all’organo elettrico, le tradizioni americana ed italiana.

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Un uomo chiamato Apocalisse Joe
Cinema
Scritto da Federico Biella   
Venerdì 11 Maggio 2012

cover_apocalisse_joe.jpgBruno Nicolai
Un uomo chiamato Apocalisse Joe (1970)
Beat Records Company CDCR 115
21 brani - durata: 55' 54"


 
Tra velleità autoriali, cadute di gusto, scadimenti nel ridicolo involontario, comicità demenziale e violenze gratuite, la filmografia del western all’italiana minore offre di tanto in tanto spunti di qualche interesse nella caratterizzazione dei personaggi. Come non ammettere che il protagonista di Un uomo chiamato Apocalisse Joe ha un che di originale? Non è raro nell’universo dello spaghetti western imbattersi in un attore girovago che recita i drammi di Shakespeare nei villaggi e diventa pistolero per necessità? Ma al di là di questo, l’unico punto del film che veramente si erge dalla mediocrità generale risiede, come spesso accade, nelle musiche e la firma di Bruno Nicolai è di per sé una garanzia.

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Shame
Cinema
Scritto da Roberto Pugliese   
Giovedì 10 Maggio 2012

cover_shame.jpgHarry Escott /AA.VV.
Shame (Id., 2011)
Sony Masterworks 91876 
3 brani originali, 4 brani classici, 8 canzoni – durata: 80’43”

 

Ecco un soundtrack che definire “complesso” è pressoché eufemistico. Innanzitutto per l’oggettiva quantità e qualità del ruolo che la musica riveste nel tormentato sex-portrait di Steve McQueen interpretato con molta anima e ancor più corpo dall’ormai onnipresente Michael Fassbender. Poi per la varietà e articolazione di questo tessuto musicale, che apparenta alcune vette dell’interpretazione classica come il Bach secondo Glenn Gould, non a caso l’esecutore più personale ma anche catafratto e “moderno” del genio di Eisenach, (le cui Variazioni Goldberg ricorrono periodicamente al cinema da ormai un cinquantennio e da un “silenzio” all’altro, da quello del film omonimo di Bergman a quello “degli innocenti” di Demme, quest’ultimo sempre col magico Gould alla tastiera) a geni del jazz come John Coltrane e l’indimenticabile, febbricitante Chet Baker di “Let’s get lost”, al bluesman Howlin’ Wolf ed a “New York New York” rivisitata live dalla coprotagonista Carey Mulligan, all’inquietante techno di Mark Louque per la scena del bar gay ed al contributo di band americane come i rocker Blondie e i new wave Tom Tom Club o degli afroamericani Chic…

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Magnifica presenza
Cinema
Scritto da Gianmarco Diana   
Mercoledì 09 Maggio 2012

cover_magnifica_presenza.jpgPasquale Catalano/AA.VV.
Magnifica presenza (2012)
GDM Music Italia 2096
21 brani (11 di commento + 9 canzoni) – Durata: 62’00’’

 

Se c’è una nota caratteristica nella filmografia di Ferzan Ozpetek, regista turco naturalizzato italiano, è la maniacale attenzione per le musiche e le canzoni dei suoi film.
Non è un caso che egli ricorra per la seconda volta, dopo Mine vaganti, al lavoro del compositore Pasquale Catalano.
Napoletano, classe 1966, Catalano si mette in luce da subito con le colonne sonore per Pappi Corsicato (Libera, I buchi neri) e Paolo Sorrentino (L’uomo in più, Le conseguenze dell’amore) e con quelle per la serie Tv Romanzo criminale, ottenendo ampi consensi e la candidatura al David di Donatello.

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Posti in piedi in Paradiso
Cinema
Scritto da Massimo Privitera   
Martedì 08 Maggio 2012

cover_posti_in_piedi_in_paradiso.jpgFabio Liberatori/Gaetano Curreri/AA.VV.
Posti in piedi in Paradiso (2012)
EMI 50999 95587929
20 brani (12 canzoni + 8 di commento) – durata: 59’40”

 

Credo che buona parte del pubblico che mi segue da tanto tempo conosca la mia vera passione per la musica. L'occasione di interpretare, in Posti in piedi in Paradiso, il proprietario di un negozio pieno di oggetti vintage e vinili, ha fatto si che potessi applicare alla colonna sonora dei brani storici a me cari. Se a questo aggiungiamo che anche gli Stadio, oltre a Fabio Liberatori, hanno arricchito di musica questo film, non c'era occasione migliore per far nascere un bel cd che potesse rispecchiare in pieno alcuni dei miei gusti musicali”.

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Il Postino
Cinema
Scritto da Antonio Marguccio   
Mercoledì 02 Maggio 2012

cover_il_postino.jpgLuis Bacalov
Il Postino (1995)
Sugar (8024709128225)
17 brani – durata: 47’42’’

Dagli archivi CAM è recentemente nata una serie di dischi rimasterizzati, tra cui Il Postino (ultimo film di Massimo Troisi) che viene ripresentato nella versione nostrana del 2002 (mentre esiste un’edizione statunitense con le recitazioni dei poemi di Pablo Neruda da parte di numerosi attori di Hollywood). Premiata con l’Oscar nel 1996 (quando sbaragliò concorrenti come Apollo 13 e Braveheart) la OST dell’italo-argentino Luis Enriquez Bacalov ha messo in evidenza, prima ancora di Piovani, ciò che, all’estero almeno, è sentito come “italiano”.

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Rocketship X-M
Cinema
Scritto da Antonio Marguccio   
Lunedì 30 Aprile 2012

cover_rocketship.jpgFerde Grofè
Destinazione Luna (Rocketship X-M, 1950)
Monstrous Movie Music (MMM-1965)
16 brani – durata: 37’16’’

Rocketship X-M è un film in bianco e nero del 1950 ambientato su Marte e a basso costo (si preferì Marte alla Luna, protagonista del rivale film a colori Destination Moon perché il deserto della California avrebbe azzerato le spese per il set). Del resto lo spazio, la luna e i marziani (Orson Welles docet) erano i soggetti favoriti del cinema di intrattenimento americano in quella metà del XX secolo. Una b-movie come Rocketship X-M può incuriosire per il mix di scienza e finzione (si racconta di un razzo che, partito per la Luna, cambia rotta e atterra su Marte, dove i cosmonauti hanno tutti gli incontri “ravvicinati” del caso) e soprattutto, direi, per i nuovi linguaggi, creati letteralmente dal nulla.

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Hook
Cinema
Scritto da Maurizio Caschetto   
Venerdì 27 Aprile 2012

cover_hook_new_edition.jpgJohn Williams
Hook – Capitan Uncino (Hook, 1991)
La-La Land Records LLCD 1211
Disco 1 – 22 brani; durata: 68:18
Disco 2 – 15 brani; durata: 72:17



Hook era da molto tempo uno dei titoli della filmografia di John Williams maggiormente reclamato dagli appassionati. L'album originale pubblicato nel 1991 dalla Sony era una generosa selezione di 75 minuti di materiale, ma si trattava soltanto di metà dell'intera partitura. Hook è infatti una delle opere monstre di tutta la carriera di Williams, un gigantesco affresco musicale di quasi 150 minuti che accompagna il film pressoché dalla prima all'ultima immagine. Come le celeberrime partiture di Guerre stellari, Superman, E.T. o Indiana Jones, anche Hook è un flusso inarrestabile di sinfonismo applicato al cinema, qualcosa di più vicino ad un vivace balletto (se non addirittura ad un musical) che non a una semplice musica di accompagnamento.

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Masada
TV
Scritto da Roberto Pugliese   
Martedì 24 Aprile 2012

cover_masada.jpgJerry Goldsmith, Morton Stevens
Masada (Id., 1981)
Intrada Special Collection, vol.171
Cd 1, 34 brani – durata: 75’34”
Cd 2, 30 brani – durata: 73’55”

 

Jerry Goldsmith è fra quei maestri della musica cinematografica che hanno sempre ricavato il massimo dalle committenze televisive: come Bernard Herrmann prima di lui e, insieme a lui, John Williams negli Usa o Ennio Morricone in Italia. Lo ha fatto semplicemente applicando al piccolo schermo le tecniche e le procedure utilizzate per le partiture del grande schermo, che ne hanno delineato negli anni lo stile inconfondibile e la potenza drammaturgica: opzioni ritmiche spregiudicate, sussultorie e incalzanti, strumentazione al calor bianco, di ricchezza straripante e con soluzioni esecutive spesso temerarie, felicità tematica siderale, con invenzioni di alcuni tra i più splendenti leit-motiv nella storia di questo linguaggio.

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Hugo
Cinema
Scritto da Roberto Pugliese   
Venerdì 20 Aprile 2012

cover_hugo.jpgHoward Shore
Hugo Cabret (Hugo, 2011)
Howe Records HWR-1007
20 brani + 1 canzone – durata: 67’45”

 

La collaborazione tra Howard Shore e Martin Scorsese, iniziata nel lontano 1985 con Fuori orario (il primo titolo non cronenberghiano cui il compositore canadese prestava la propria opera) ma ripresa con più vigore nel terzo millennio a partire da Gangs of New York, cade in un momento particolare nella fulgida carriera del 65enne maestro di Toronto.  Ricoperto di legittima gloria per la titanica impresa del Signore degli anelli (e aspettando il prossimo Lo Hobbit), Shore ha anche acquisito in quella circostanza le stimmate di compositore epico, sontuosamente sinfonico e impressionistico, leitmotivico e rigoglioso: caratteristiche che nessuno gli avrebbe attribuito all’apogeo del suo ultratrentennale sodalizio con David Cronenberg, che ha viceversa individuato in Shore uno dei compositori cinematografici dotati del più profondo, penetrante e incombente sentimento tragico, ma un tragico spesso sommesso, notturno, mai enfatizzato, espresso con un’orchestrazione quasi opaca, cupa, sotterranea, e con scelte armoniche avviluppanti, ambigue, sinistramente indefinite.

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La città gioca d’azzardo
Cinema
Scritto da Federico Biella   
Giovedì 19 Aprile 2012

cover_la_citta_gioca_dazzardo.jpgLuciano Michelini
La città gioca d’azzardo (1975)
Digitmovies/Digitsoundtracks CDDM 192
24 brani - durata: 53’ 30’’


 
Sebbene il titolo potrebbe indurre a pensare all’ennesimo poliziesco all’italiana, il film di Sergio Martino La città gioca d’azzardo è in realtà un noir ambientato nel mondo dei casinò clandestini tra Milano e Nizza, e la caratteristica che lo distingue maggiormente da uno dei tipici poliziotteschi del periodo è soprattutto il disinvolto inserimento dell’ingrediente ironia nella classica alternanza tra violenza e sentimento.

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The Lord of the Rings Symphony
Cinema
Scritto da Antonio Marguccio   
Martedì 17 Aprile 2012

cover_lord_of_the_rings_symphony.jpgHoward Shore
The Lord of the Rings Symphony (2011)
Howe Records (1005)
2 CD: 6 brani totali – durata complessiva: 115’15’’

 

Da dieci anni ormai Howard Shore gira il mondo con la sua Sinfonia in sei movimenti tratta dalla OST del Signore degli Anelli. La prima esecuzione è avvenuta nel 2003 a Wellington e la scelta non è stata casuale perché, in base a quanto dichiarato dallo stesso Shore, le musiche della tolkieniana Terra di Mezzo sono nate proprio in Nuova Zelanda (sede di molte scene in esterna) durante i briefing con Peter Jackson, Fran Walsh e Philippa Boyens.

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Diaz
Cinema
Scritto da Roberto Pugliese   
Lunedì 16 Aprile 2012

cover_diaz.jpgTeho Teardo
Diaz (2012)
RadioFandango
13 brani + 1 canzone – durata: 49’08”

 

Il cinema “politico” italiano, risorto negli ultimi anni con uno sguardo retrospettivo rivolto a misfatti del passato lontano (Piazza Fontana) e meno lontano (il G8 di Genova), si avvale musicalmente di operazioni di sottrazione piuttosto che enfatizzanti o retoriche; e ciò grazie a musicisti – da Franco Piersanti a Teho Teardo - che, su fronti e con stili diversissimi, operano con lucida intelligenza sulla manipolazione del suono, la sospensione dell’apparato melodico, la semplificazione delle strutture sonore coniugata alla complessità dei percorsi contrappuntistici.

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Le nuove frontiere musicali di Battlestar Galactica
TV
Scritto da Antonio Marguccio   
Mercoledì 11 Aprile 2012

foto_bear_mccreary.jpgLe nuove frontiere musicali di Battlestar Galactica

Un arsenale di strumenti etnici (su tutti gli orientali duduk, zurna e bansuri), percussioni  tradizionali giapponesi, percussioni gamelan, sinth vellutati e voci eteree su testi in latino e gaelico, contaminazioni pop (che diventeranno hard rock dopo la prima serie), suite per piccola orchestra di archi: tutti questi ingredienti così diversi sono entrati a far parte dell’imprinting musicale di Battlestar Galactica. Un vero e proprio mosaico sonoro inscindibile con le immagini della poderosa serie statunitense, nata nel 1978 e recuperata nel 2003 fino a diventare una nuova saga televisiva di 4 stagioni e 75 episodi complessivi tra il 2004 e il 2009 (in Italia trasmessa da Rai 4). Sci-fi spaziale dalla trama fantasy e i contenuti thriller, Battlestar Galactica segna molte novità tecniche: riprese (che sembrano sempre un piano sequenza e danno un effetto di live action), montaggio e, appunto, colonna sonora. Come ammesso dai produttori, l’intenzione è stata quella di accantonare lo score magniloquente e tradizionalmente “brassy” (ricco cioè di ottoni) di Stu Phillips, per battere nuove strade.

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Squadra volante/La Polizia ringrazia
Cinema
Scritto da Gianmarco Diana   
Martedì 10 Aprile 2012

cover_squadra_volante.jpgStelvio Cipriani
Squadra volante - La Polizia ringrazia (1974-1972)
Digitmovies CDDM 150
32 brani – durata: 72:00

 

Per la prima volta in cd (direttamente dai master originali ritrovati negli archivi C.A.M.) ecco le colonne sonore integrali (e in full stereo) di due classici del genere “poliziottesco”: Squadra volante aka Emergency squad, diretto nel 1974 da Stelvio Massi (già dietro la macchina da presa nei cult Mark, il poliziotto e nei successivi epigoni) e La Polizia ringrazia, diretto da Steno nel 1972 (da molti additato come capostipite dell’intero filone, pur distanziandosene per alcuni versi).
Autore delle partiture, in entrambi i casi, il prolifico Stelvio Cipriani.

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The Golden Child
Cinema
Scritto da Roberto Pugliese   
Venerdì 06 Aprile 2012

cover_the_golden_child.jpgJohn Barry (score rejected)
Michel Colombier
Il bambino d’oro (The Golden Child, 1986)
La-La Land Records LLLCD 1180
Cd 1, 23 brani + 2 canzoni – durata: 77’14”
Cd 2, 20 brani + 2 canzoni – durata: 58.07”
Cd 3, 5 brani + 4 canzoni – durata: 30’17”

 

Si potrebbe agevolmente tracciare una storia “parallela” della storia della musica per film seguendo il filo rosso, a volte imbarazzante, dei cosiddetti “rejected scores”. Imbarazzante, s’intende, di rado per i compositori respinti: assai più spesso per quelli subentrati ma soprattutto per i produttori o i registi responsabili di quel gesto di “rejecting”, ossia l’atto di rifiutare all’ultimo momento una partitura già commissionata e composta, spesso registrata, vanificando e umiliando così il lavoro del musicista, non di rado sostituito al ribasso da una musica e da un collega di qualità più mediocre.
 Dobbiamo al giovane studioso ungherese Gergely Hubai un’illuminante indagine su tale argomento, col suo recente “Torn Music: Rejected Film Scores, a Selected History” (edizioni Silman-James Press, California), un percorso in controluce e sistematico all’interno di una lunga serie di capolavori rifiutati e rimasti appesi ad un limbo invisibile (e inudibile), dal quale fortunatamente solo la discografia e la videografia più illuminate li hanno sottratti, restituendoceli spesso a (impietoso) confronto con le partiture che li hanno poi rimpiazzati. Pochi compositori possono essersi dichiarati indenni da questo tipo di “incidente sul lavoro”: né stupisce che viceversa, tra i coinvolti, vi siano nomi di prima grandezza, nel passato come nella contemporaneità.

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The Music of America/A Tribute to John Williams - An 80th Birthday Celebration/A Celebration
Cinema
Scritto da Massimo Privitera   
Giovedì 29 Marzo 2012

John Williams
The Music of America (2012)
Sony Music Masterworks 88691939562
CD 1: 14 brani – durata: 60’00”
CD 2: 12 brani – durata: 56’10”
CD 3: 13 brani – durata: 60’10”

John Williams
A Tribute to John Williams - An 80th Birthday Celebration (2012)
Sony Classical 88691942532
15 brani – durata: 60’10”

John Williams/AA.VV.
A Celebration (2012)
Decca 478 3590DM2
CD 1: 15 brani – durata: 73’50”
CD 2: 15 brani – durata: 73’38”


Epiche, eroiche, intimiste, liriche architetture sinfoniche, stati di grazia su pentagramma che non puoi fare a meno di ascoltare e riascoltare, note come una droga benefica che si insinuano nel corpo fino a fargli guadagnare il Paradiso, la sublimazione dei cinque sensi, in particolar modo il raggiungimento del vero e puro ascolto, senza fronzoli pentagrammati inutili e note ad effetto giusto per sensazionalizzare l’udito. La musica di John Williams per il sottoscritto è stata sempre questo accumulo emozionale di sensazioni, di essenze sonore che hanno percosso il mio animo fino a toccare il cielo con un dito.

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Django spara per primo
Cinema
Scritto da Federico Biella   
Mercoledì 28 Marzo 2012

cover_django_spara_per_primo.jpgBruno Nicolai
Django spara per primo (1966)
GDM Music ”The Hillside Series” CD 4149
33 brani – durata: 68’ 53’’


  
La GDM Music/Hillside offre un tributo al maestro Bruno Nicolai pubblicando in contemporanea due suoi validi, benché poco conosciuti, western all’italiana: Anda muchacho, spara! (1971) e appunto Django spara per primo. Quest’ultima OST ha vissuto curiose vicissitudini discografiche: prima della ricchissima edizione completa in esame sono circolati pure un 33 giri (Intermezzo IM 012, anno 1987) con 17 tracce tutte specificate da titoli qui omessi ed un CD (CAM AMP 87, anno 2003) inspiegabilmente mancante di ben 4 brani rispetto al vinile.

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