30 Giu2013
Espiazione di Dario Marianelli all'Amiata Piano Festival
Espiazione di Dario Marianelli all'Amiata Piano FestivalGiunto alla sua nona edizione l’Amiata Piano Festival (www.amiatapianofestival.com) si sta gradualmente imponendo come uno dei maggiori e prestigiosi appuntamenti del panorama musicale italiano.
La manifestazione è strutturata in tre parti che si svolgono in tre diversi periodi estivi, Baccus (27 - 30 giugno), Euterpe (25 - 28 luglio) e Dionisus (29 agosto - 1 settembre). I concerti sono accolti nelle suggestive sedi ubicate sulle tenute della Fondazione Bertarelli, principale sostenitrice del Festival, nello splendido comprensorio vinicolo del Monte Cucco, in provincia di Grosseto a ridosso del Monte Amiata, fra Cinigiano e Poggi del Sasso. La Sala Musica del Podere San Giuseppe, la Cantina della tenuta di Collemassari, la Chiesa dei Santi Pietro e Antonio Abate nella Tenuta di Monte Cucco trasmettono un’atmosfera di contemplativa serenità che incanta il pubblico e favorisce la concentrazione e l’esaltazione dell’estro esecutivo dei grandi musicisti che si alternano nei diversi concerti, impegnati in programmi di eccelso spessore intellettuale e artistico ideati dal direttore artistico, il talentuoso pianista Maurizio Baglini.
Oltre allo stesso Baglini il Festival vede impegnati numerosi altri eminenti solisti, fra cui citiamo i violoncellisti Silvia Chiesa, Alexander Ivashkin e Mario Brunello, i violinisti Salvatore Accardo, Domenico Nordio e Gabriele Pieranunzi, il violista Francesco Fiore, i pianisti. Konstantin Lifschitz e Pietro De Maria.
Nel concerto inaugurale del 27 giugno Silvia Chiesa e Maurizio Baglini si sono cimentati in un articolato e impegnativo programma per violoncello e pianoforte - parzialmente scelto anche dal pubblico - che ha illuminato il loro grande talento virtuosistico e interpretativo. Con formidabile disinvoltura i due musicisti passano dagli accenti drammatici e malinconici della “Sonata op. 65” di Chopin alla dirompente carica ritmica che percorre la “Sonata n. 3 op. 69” di Beethoven, all’avvolgente crepuscolare classicità della “Sonata n.2 op. 99” di Brahms fino al contagioso languore espressivo dell’”Elegia” di Faure'.
Al concerto era prevista la presenza del compositore Nicola Sani (1961), rimasto purtroppo bloccato in Israele, a causa delle attuali limitazioni cui in questi giorni è sottosposto il traffico aereo nell’area medio orientale. Del maestro Sani, allievo di Stockhausen e Guaccero, Maurizio Baglini ha eseguito il coinvolgente “Concerto Spaziale – Attese” per pianoforte amplificato e nastro magnetico, scrittura percorsa da un suggestivo linguaggio dal carattere cosmico avvolto in soluzioni armoniche e timbriche di forte connotazione spettrale.
Grande finale con “Atonement”, brano dalla colonna sonora composta per l’omonimo film (Espiazione in italiano) di Joe Wright dal compositore pisano Dario Marianelli (1963) e insignita del Premio Oscar nel 2008.
Dario Marianelli si è imposto nel nuovo secolo come uno dei più apprezzati e raffinati talenti dell’ottava arte a livello internazionale, come confermano anche le sue più recenti partiture composte per Quartet di Dustin Hoffman e per la trasposizione filmica del dramma di Tolstoj Anna Karenina realizzata dallo stesso Joe Wright.
Atonement è un (melo)dramma storico basato sull’omonimo romanzo di Ian McEwan. I drammatici eventi che percorrono la vita di Briony Tallis, una tredicennne aspirante scrittrice che con i suoi sospetti cambia il corso della vita delle persone che la circondano, vengono tratteggiati nella scrittura di taglio sinfonico realizzata da Marianelli con accenti di penetrante espressività ed eleganza tematica, nella cui struttura contrappuntistica viene inserito il typing, significativa componente della sceneggiatura.
La OST nel film è eseguita dal pianista Jean-Yves Thibauded e dalla English Chamber Orchestra mentre all’Amiata Piano Festival Silvia Chiesa e Maurizio Baglini hanno eseguito la versione per violoncello e piano del brano della colonna sonora denominato “Atonement”, che corrisponde al titolo del film.
I due solisti riescono a rappresentare con maestria il suggestivo affresco sonoro illuminandone l’interiore forza narrativa con la delicata sensualità timbrica nelle suggestive sfumature del fraseggio del piano cui si associa in modo superlativo l’imponente liturgia sonora del registro introspettivo e nostalgico del flessuoso melodizzare del violoncello. Il valore di una partitura scritta per il grande schermo emerge nella sua capacità di imporsi anche in un ascolto disgiunto dal film per il quale è stata concepita. E in questo senso Atonement di Marianelli centra pienemente l’obiettivo.
Il pubblico numeroso e attento ha accolto con grande entusiasmo e prolungati applausi la formidabile prestazione dei due solisti.
