23 Gen2014
Cinecittà con gli occhi di De Sica
con gli occhi di De Sica!
Cinecittà attraverso lo sguardo incantato, appassionato, divertito e divertente di quel mattacchione di un grande mattatore che è Christian De Sica!
La Fabbrica dei Sogni che dopo Hollywood è quella più nota nel mondo, come afferma lo stesso De Sica in apertura dello spettacolo: “Come si chiamano gli studi cinematografici in Francia? E in Inghilterra? E in Germania? Se escludiamo gli addetti ai lavori e i diretti interessati, nessuno lo sa. Oltre ad "Hollywood", l'unico altro termine conosciuto universalmente è "Cinecittà. ”Il suo Cinecittà, con lo sguardo di chi lo ha vissuto, amato visceralmente ieri e oggi, profuma, respira, pulsa di avanspettacolo nella più classica e sorprendente delle accezioni, in tutti i suoi aspetti, dalle coreografie spumeggianti di Franco Miseria alle scenografie luccicanti di Patrizia Bocconi, dalle indimenticabili e ultracelebri musiche e canzoni del passato eseguite da una Big Band Orchestra diretta dal vivo dal Maestro Marco Tiso alle luci pazzerelle di Marcello Iazzetti, dagli effervescenti balletti di un corpo di danza eccellente alle gag scatologiche e momenti cabarettistici d’antan di tre comprimari davvero bravi, Daniele Antonini, Alessio Schiavo e Daniela Terreri (soprattutto quest'ultima, versatile artista, nella macchietta della doppiatrice porno), e simpaticamente irresistibili. Dulcis in fundo la regia attenta di Giampiero Solari che riesce a cogliere, sia con delle videoproiezioni al centro o ai lati del palco sia con foto d’epoca di star e registi italiani e internazionali che hanno “vissuto” Cinecittà, tutte le sfumature di un periodo d’oro del nostro Cinema, soffermandosi nei momenti centrali dello show sulla foto gigante che ritrae il mitico Teatro 5 di felliniana memoria. Teatro 5 che serve al deus ex machina di Christian De Sica per raccontarsi e raccontare la sua famiglia e tutti gli amici illustri che l’hanno frequentata (Roberto Rossellini, Cesare Zavattini, Alberto Sordi, René Clair, e via elencando), omaggiandoli di volta in volta con aneddoti comici, sinceri, affettivi, profondi, seri (ma non troppo) che strappano più di un applauso e ravvivano l’anima di noi cinefili incalliti. Su tutti, rapisce e colpisce il racconto di suo padre Vittorio che per salvare tanti amici e famiglie ebree di Roma dalle deportazioni naziste, accetta di dirigere un film religioso all’interno dello Stato Pontificio, film che non verrà mai girato, usando le succitate famiglie come comparse o maestranze per la pellicola, in attesa della liberazione da parte delle truppe americane. Racconto che conclude lo spettacolo in maniera commovente e che nello sguardo di Christian accende quel suo desiderio, da lui narrato con struggente passione, di farne un film in ricordo della grande umanità di Vittorio e di questa impresa straordinaria e pericolosa che ha segnato le vite di molti uomini e donne che hanno vissuto la tragedia della Seconda Guerra Mondiale sotto l’egida hitleriana.
Non dimentichiamo che Christian De Sica è il simbolo incontrastato del Cinepanettone, di quella volgarità eccessiva, a tratti gratuita, che ha contraddistinto tanti Natali italici, incassando fior fior di miliardi al botteghino con i vari Vacanze di Natale et similia, che lo showman, il crooner (quando canta rammenta Frank Sinatra e Tony Bennett), il saltimbanco della comicità romanesca (nonché regista, attore, sceneggiatore, autore teatrale e chi più ne ha più ne metta!) cerca di nobilitare (e l’impresa, seppur teneramente fanciullesca nella sua conduzione, risulta forse ardua) assegnandosi una Laurea honoris causa in cinepanettologia, mostrando in video momenti topici dei film in questione.
Ma non di solo Cinepanettone vive l’uomo, anzi l’artista Christian, che ci ricorda in questo debutto milanese al Teatro degli Arcimboldi di Cinecittà che prima di tutto il Cinema è Sogno e Magia e lo resterà per sempre, anche se adesso i suoi gloriosi studi romani, famosi in tutto il Globo, non sono più frequentati dalla Settima Arte come un dì, ma dai reality, dagli spot e dalle fiction. Ed è tutta un’altra Magia…forse!
In ogni caso c’è Christian De Sica che ci spalanca i cancelli di Cinecittà, che nel suo cuore non sono mai rimasti chiusi…e grazie a lui non lo sono nemmeno per noi!




Foto di Angelo Redaelli
