The Island of Dr. Moreau
Laurence Rosenthal
L’Isola del Dr. Moreau (The Island of Dr. Moreau – 1977)
La-La Land Records LLLCD 1085
15 brani – durata: 57’33’’

Secondo di tre film ispirati all’omonimo romanzo di H.G.Wells, The Island Of Dr. Moreau, diretto da Don Taylor (Escape From The Planet of The Apes; Damien: The Omen II; The Final Countdown) e interpretato da Burt Lancaster (The Rainmaker; Airport) e Michael York (Justine; Lost Horizon), è l’unica delle trasposizioni cinematografiche del romanzo del 1896 ad averne conservato il titolo originale nella distribuzione mondiale.
La storia narra l’incredibile avventura di Andrew Baddock (York), marinaio scampato alla morte, dopo giorni di navigazione a bordo di una scialuppa di salvataggio, grazie all’arrivo su di una strana isola, apparentemente disabitata. L’uomo si ritrova presto ad avere a che fare col Dr. Paul Moreau (Lancaster), il quale gli offre cure ed ospitalità nella sua casa, l’unica presente sull’isola, nella quale abita con un guardiacaccia di nome Montgomery e una splendida ragazza di nome Maria. Ben presto Baddock scoprirà che il Dr.Moreau effettua esperimenti genetici sugli animali presenti sull’isola, con l’intenzione di mutarne la forma e gli istinti, e tramutandoli in esseri umani.
Il compositore Laurence Rosenthal, a cui venne commissionata la colonna sonora di questa storica pellicola a metà strada tra l’horror e la fantascienza, non era particolarmente noto nel campo della musica per film di fantascienza; infatti fu proprio nello stesso anno che egli si cimentò nella scrittura delle musiche per serie TV quali Fantasy Island e Logan’s Run.
Il lavoro per la pellicola di Taylor offre a Rosenthal la possibilità di esprimere musicalmente quello che è il suo carattere più graffiante e primitivo, attraverso l’utilizzo di strumenti corposi ed acuti con l’intenzione di sottolineare la trasformazione da animali ad esseri umani, insistendo sulla sofferenza, l’agonia e l’assurdità degli eventi.
In un certo senso questo sviluppo musicale assomiglia all’approccio che il Maestro Jerry Goldsmith era solito concepire per pellicole di questo genere, e forse il fatto che le orchestrazioni siano curate da Alexander Courage, uno degli storici collaboratori del leggendario artista, e che il film sia diretto da Don Taylor, regista di Escape From The Planet Of The Apes e Damien:The Omen II, entrambi commentate musicalmente da Goldsmith, è più che una semplice coincidenza.
Ciò che è innegabile è come il risultato finale del lavoro svolto da Rosenthal sia una vera e propria pietra miliare nella sua carriera, una partitura impregnata delle sonorità più selvagge e graffianti, miste ad una costruzione tematica di grande spessore ed una tecnica compositiva ed orchestrativa di altissimo livello.
Il tema principale apre la composizione attraverso un movimento epico, dal gusto angosciante ed inquietante, eseguito dai corni inglesi. “The Island Of Dr. Moreau – Main Title / The Jungle” si fregia di questa splendida interpretazione, che dopo i primi istanti essenziali e minimalisti si arricchisce di una grande presenza orchestrale, che dona al tutto un corpo molto solido, nel quale spiccano tratti stilistici caratteristici di Rosenthal, misti ad un sound che si avvicina molto a lavori di alcuni suoi colleghi di quel periodo, come Leonard Rosenman. Il motivo altri non è che il tema dell’isola quale elemento fisico della pellicola, e l’artista ripropone più volte all’interno del suo lavoro l’esecuzione di questi, prevalentemente in quelle sequenze nelle quali Braddock guarda il mare attraverso le fronde della giungla, fissando le stesse acque che l’avevano trascinato in quel posto così assurdo.
L’aspetto più selvaggio e pericoloso dell’isola, ovvero la giungla, viene rappresentato attraverso la scrittura di ostinati d’archi dalle ritmiche frenetiche, con strappi acuti e laceranti, che nella seconda parte del primo brano catturano l’attenzione attraverso una esecuzione quasi violenta, che genera accordi e tonalità dissonanti, accompagnati da ritmiche tribali più che tipiche per questo tipo di location, sfociando in un movimento discendente per corni.
In netto contrasto col carattere più tagliente e selvaggio della composizione, il tema d’amore esposto da una morbida sezione d’archi, insieme ad un delicato arpeggio, che fa la sua prima apparizione in “Maria And Friend / After Dinner / Doctor’s Study”, racchiude il gusto più elegante e raffinato dell’egregio compositore, che dapprima si cimenta nella scrittura di un motivo semplice, delicato ma estremamente rappresentativo della bellezza di Maria, per poi virare il gusto verso traiettorie più inquietanti, che tornano a far vibrare quelle corde che l’arrivo all’isola aveva smosso, attraverso morbidi ma pungenti pizzicati e presenze quasi impercettibili di percussioni.
La prorompente “Forest Murmurs / Dr.Moreau’s Zoo / Moreau Explains” rappresenta uno dei momenti più interessanti della partitura, grazie ad una scrittura per corni e percussioni molto incisiva, che nell’utilizzo trasversale degli arpeggi e nelle ritmiche guarda molto alla produzione di Jerry Goldsmith. Ragionata ed inquietante al tempo stesso la parte conclusiva del brano, nel quale improvvise esplosioni per timpani e costruzioni dissonanti aumentano il carattere angosciante della sequenza.
“The House Of Pain / Funeral Pyre” racchiude l’animo più animalesco, primitivo e inquietante della partitura, attraverso una performance penetrante dei corni, degli archi e del piano, che assieme costruiscono un’atmosfera molto selvaggia, cadenzata su presenze di timpani molto vibranti. Si tratta di una sequenza molto angosciante, in cui Rosenthal esprime al meglio le sensazioni generate dal film attraverso un’orchestrazione puntuale e cesellata, che dona grande spessore all’esplosione finale del passaggio, che dopo un breve accenno del tema di Moreau, scaturisce da una esecuzione molto penetrante dei corni.
Enorme attenzione va prestata ai brani “Moreau’s Death” e “Man And Beast”. Nel primo l’autore si cimenta in un frenetico inseguimento costruito su di una ritmica martellante e incalzante, arricchita di timpani, una ricca coloritura timbrica ed una esecuzione d’insieme penetrante e potente, che va via via scemando, lasciando il passo a movimenti sempre più lenti e diluiti, atti a sottolineare la morte del Dottore. Il brano si collega poi a “Man And Beast”, in cui Rosenthal torna a scrivere musica estremamente selvaggia, con moderate presenze di percussioni, le cui timbriche ricordano in parte quelle usate da Goldsmith nel suo Planet Of The Apes, accompagnate da prorompenti esecuzioni delle trombe che squillano sopra un tappeto d’ostinati d’archi, generando una scena musicale molto coinvolgente, che si raccorda all’incipit incisivo di “The Holocaust”, dove torna il crescendo del tema principale, accompagnato da un largo utilizzo di corni, pianoforti e archi, che supportano l’interpretazione potente ed epica dei corni inglesi, prima di ritirarsi in quello che sembra essere un motivo atto a sottolineare la fine del sogno, o dell’incubo, e degli esperimenti di Moreau.
Contrariamente al finale effettivo della pellicola, il brano “The Real Maria / End Credits” risulta essere, nella sua parte iniziale, tutto fuorché trionfante, a causa del finale autentico, nel quale Maria sarebbe tornata al suo stadio originale, ovvero un puma. Rosenthal compose quindi un commento drammatico e straziante, che nella versione finale del film non venne utilizzato, dato il cambio di registro all'ultimo istante della produzione del film.
L’album offre, oltre alla musica utilizzata nel film (fatta eccezione per “The Real Maria”), due bonus tracks: “Jungle Pursuit” e “To The House Of Pain (Alternate Take). Il primo movimento risulta essere meno graffiante ed incisivo della versione utilizzata, mentre il secondo non differisce molto da quella conosciuta in “To The House Of Pain / Funeral Pyre”.
La colonna sonora composta da Laurence Rosenthal per The Island Of Dr. Moreau non venne mai prodotta ufficialmente per la vendita, se non attraverso una edizione promozionale, promossa dallo stesso compositore, con etichetta Windemere Music Publishers 42347 nel 1997. Il disco, che offre una selezione di 20 brani per un totale di circa 52 minuti di musica, rappresenta egregiamente il lavoro svolto grazie ad una buona qualità audio ed una quantità di materiale più o meno paragonabile all’edizione in questione.
Sfortunatamente la sua reperibilità non ne favorì la diffusione, ma per merito della La-La Land Records una edizione ufficiale e definitiva è finalmente disponibile, anche se in edizione limitata a 1200 copie che, come per Meteor, sono andate esaurite in brevissimo tempo. Il disco ripropone la sequenza cronologica delle musiche così come sono state inserite nella pellicola, con alcuni brani uniti in modo da non spezzare il collegamento tra i vari commenti destinati a scene adiacenti.
L’album, confezionato con estrema cura come è tradizione per la giovane etichetta, contiene un generoso libretto con informazioni riguardo la produzione, il cast (tra cui spicca il nome di John Chambers, creatore delle maschere e make-up per l’intera saga de Il Pianeta Delle Scimmie) e le note esaustive di Randall Larson, editore, autore e critico in numerose riviste e siti specializzati nel settore musica per film.
L’Isola del Dr. Moreau rappresenta forse il culmine della ricerca timbrica e della cura nella scrittura per orchestra di Laurence Rosenthal negli anni ’70, e se si considera lo spessore del lavoro svolto, in cui spiccano tanto le sequenze action più frenetiche quanto le costruzioni melodiche dal carattere romantico e raffinato, è un vero peccato sapere che un numero così limitato di copie sia stato prodotto per un’opera che avrebbe meritato di essere maggiormente diffusa.
