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24 Nov2015

Alan Silvestri – Robert Zemeckis, storia di un sodalizio oltre i generi

Scritto da Francesco Carbonaro. Pubblicato in Monografici

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Alan Silvestri – Robert Zemeckis, storia di un sodalizio oltre i generi

Quando due artisti trovano un’assoluta comunione di intenti si crea un’intesa che travalica qualsiasi limite o rigida classificazione che preconcetti di genere possono creare. Il sodalizio tra Robert Zemeckis e Alan Silvestri si è costruito su un processo di continua reinvenzione dei generi e proprio su questo sperimentalismo può forse trovarsi la chiave di volta di un rapporto così lungo e solido.

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08 Ott2015

Giorgio Gaslini: il pensiero libero e senza preconcetti!

Scritto da Marco Testoni. Pubblicato in Monografici

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Giorgio Gaslini: il pensiero libero e senza preconcetti!


La prima edizione del Premio Internazionale Giorgio Gaslini è un’occasione preziosa per riflettere su un aspetto meno noto ai più, ma non meno importante dell’attività musicale di Gaslini: il suo rapporto con il cinema.

“In un non lontanissimo futuro la musica sarà, penso, una sola. Non vi sarà predominio di un tipo o di un altro, ma si opererà una sintesi dei valori autentici di ogni stilema musicale in un “Unum” che corrisponda alla tensione umana verso, nonostante tutto, una unità dell’uomo stesso nelle sue molteplici potenzialità comunicative ...”.  (1966 - Giorgio Gaslini)

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08 Lug2015

James Horner – Jean-Jacques Annaud, storia di un connubio tra immagini e musica

Scritto da Francesco Carbonaro. Pubblicato in Monografici

James Horner – Jean-Jacques Annaud, storia di un connubio tra immagini e musica

In questi giorni il mondo della musica è rimasto orfano di un protagonista che ha saputo creare un nuovo modo di musicare le immagini, di conferire ad esse un’emozionalità nuova. James Horner è stato uno dei compositori più ricercati del mondo hollywoodiano che ha attinto a un vasto repertorio stilistico, dall’Oriente al mondo indiano, dalla classicità all’elettronica. Su un medesimo percorso può calibrarsi la sua collaborazione con il regista francese Jean-Jacques Annaud con il quale ha dato vita a un mondo musicale sconfinato, ricco di sfaccettature, infarcito di elementi musicali e non solo distanti nel tempo e nello spazio.

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04 Giu2015

Note in rosa: la carriera cine-musicale di Rachel Portman

Scritto da Luca Figliuoli. Pubblicato in Monografici

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Note in rosa: la carriera cine-musicale di Rachel Portman

L'universo autorale della musica da film vanta tra le proprie fila numerosi contributi da parte di autrici femminili, spesso meno note ai più.
Nel cinema internazionale contemporaneo spicca, da molti anni a questa parte, la figura di Rachel Portman, compositrice che ha saputo distinguersi in forza di un'agile e gentile dialettica musicale: la sua grammatica compositiva vanta uno stile uniforme e tenue‪, caratterizzato da gesti sinfonici mai fragorosi, ma nitidi e sinuosi.‬

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10 Mar2014

Bernard Herrmann: La discografia completa

Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Monografici

La discografia completa di Bernard Herrmann - INTRODUZIONE

La discografia di Bernard Herrmann è apparentemente sterminata, e sostanzialmente labirintica. Devo a chi la consulta una spiegazione per entrambi questi avverbi.“Apparentemente”. In realtà, soprattutto per quanto attiene alle antologie, essa si concentra in un ristretto gruppo di anni, legato prevalentemente alle registrazioni effettuate dal compositore a Londra per la Decca/London dopo la sua rottura con Hitchcock (leggi monografico) e con Hollywood (seconda metà degli anni Sessanta del secolo scorso), e ad una serie di riesecuzioni e restauri di partiture concentratasi nei primi anni Novanta a cura di etichette come l’americana Silva Screen o l’europea Marco Polo/Naxos. Diverso il caso delle edizioni legate a singoli film, collegate ad un complesso mercato quasi sempre americano di dischi largamente ancora affidati al vinile, spesso ristampati – ma con tirature limitate – in cd, spalmati lungo tutto l’arco di vita e di attività di Herrmann e in qualche caso mirabilmente ed esaurientemente riassunti in iniziative editoriali di ampio respiro, come il cofanetto di 14 cd Varèse di soundtrack originali (precisiamo: registrati originariamente e contemporaneamente al film, non necessariamente utilizzati nel medesimo) messo in circolazione a fine 2011, in occasione del centenario della nascita, e dedicato al lunghissimo periodo-Fox del maestro (1943-1962). Il tutto connesso ancora una volta ad una sistematica politica di recuperi e ripristini di partiture a cura e per conto di direttori d’orchestra come Joel McNeely o William T. Stromberg o Paul Bateman, editi sia da case storiche come la Varèse Sarabande che dalle già citate Silva Screen e Naxos.

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18 Feb2014

H/H: Herrmann & Hitchcock

Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Monografici

foto_hitchcock-herrmann2.jpgH/H: Herrmann & Hitchcock

Nel tentare anche solo empiricamente di tracciare una storia della musica per film, si è propensi ad enfatizzare molto i rapporti “privilegiati” (con ciò intendendosi quelli prolungati nel tempo, forieri di parecchi titoli, oppure anche quantitativamente ridotti ma fortemente carichi di significato e di produzione artistica: faremo solo l’esempio Morricone-Leone) tra un compositore e un regista. La fidelizzazione reciproca tra queste due figure è interpretata – spesso tutt’altro che a torto – come una sorta di raddoppio autoriale, di garanzia, a tutela di una riconoscibilità e uno stile che si motivano vicendevolmente, dando in qualche caso luogo anche ad apparati teorici e metodologie talora appropriate, talaltra fuorvianti. I fiumi d’inchiostro spesi sul sodalizio Prokof’ev- Ėjzenštejn o su quello Rota-Fellini, spesso indicati come epitomi del rapporto ideale compositore-regista, raramente spiegano perché, nel primo caso e al netto degli spericolati parallelismi ėjzenštejniani tra morfologia dell’inquadratura e struttura della battuta musicale, la forbice qualitativa fra esiti musicali ed esiti cinematografici (le partiture per Aleksandr Nevskij, id., 1938, e per i due capitoli Ivan il Terribile/La congiura dei Boiardi, Ivan Grozny 1-ja serija i 2-ja serija, 1944-’46, non vengono certo annoverate tra i vertici della creatività prokof’eviana) non abbia impedito a questi film di configurarsi come veri e proprio “manifesti” sperimentali nell’arte della composizione cinematografica; o, nel secondo, le ragioni profonde per le quali il protominimalismo di Rota, la sua apparente naïveté, il suo conclamato “candore” (dietro i quali si celava una diabolica mente compositiva, associativa e rielaborativa), pur lavorando in direzione stilisticamente opposta all’onirismo strutturato e insieme anarchico, al substrato grottesco e surreale del cinema felliniano, abbiano finito per costituirne parte integrante e indissolubile.

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08 Feb2012

The Music Man: Buon 80° Compleanno, John Williams!

Scritto da Maurizio Caschetto . Pubblicato in Monografici

ColonneSonore.net celebra l'ottantesimo compleanno del grande compositore americano con una panoramica sulla sua lunga ed eclettica carriera cine-musicale.

John Williams

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20 Gen2012

Steven Spielberg & John Williams: 40 anni di un grande sodalizio!

Scritto da Roberto Pugliese . Pubblicato in Monografici

foto_williams_spielberg_anniversario.jpgSteven Spielberg & John Williams: 40 anni di un grande sodalizio

L’8 febbraio prossimo John Towner Williams, newyorkese, compirà 80 anni. Ne ha trascorsi quasi la metà in stretto sodalizio con Steven Allan Spielberg, di Cincinnati, che è più giovane di lui di quasi un quindicennio: insieme hanno lavorato a ventisei lungometraggi, da Sugarland Express (1974) all’imminente Lincoln, in fase di ultimazione e la cui uscita è prevista per la fine del 2012. Un tandem che si è fermato solo in occasione di Il colore viola, nel 1985, la cui impostazione all-black ha suggerito a Spielberg l’utilizzo del grande jazzista afroamericano Quincy Jones.
Quanto dire, insomma, che da quarant’anni splende, nella storia del cinema e della sua musica, la collaborazione più lunga, esclusiva e fruttuosa che si sia mai verificata: collaborazione che lega il compositore americano più emblematico, rappresentativo e poliedrico a cavallo tra due secoli di Hollywood, e il cineasta che più e meglio di ogni altro ha saputo coniugare uno statuto indiscutibilmente autoriale (se pur altalenante negli esiti) con un’imperiosa serie di successi commerciali ed una popolarità sconosciute a qualsiasi suo collega.

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29 Apr2010

Giacinto Scelsi, chi era costui?

Scritto da Barbara Zorzoli. Pubblicato in Monografici

giacinto_scelsi2.jpgGiacinto Scelsi, un compositore, paradossalmente, fuori tempo.

Quando alle elementari mi veniva affidata una ricerca, consultavo quante più fonti mi fosse possibile; per confrontare, arricchire, scoprire, spinta dalla smania di sapere (sino a quando, all’Università, un assistente di Diritto della navigazione mi disse: “Mai fare più del necessario”). Se questa fiamma si è riaccesa devo ringraziare Martin Scorsese, e nello specifico un articolo uscito su La Stampa (17 marzo 2010, pag.35). A questo punto urge dissipare i punti interrogativi ammassati nella mente di chi legge e raccontarvi, nel dettaglio, il frutto della mia ricerca.

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27 Nov2008

Note d'inquietudine: James Newton Howard e i film di M. Night Shyamalan

Scritto da Valentina Alfonsi . Pubblicato in Monografici

intervista_james_newton_howard.jpg"Note d'inquietudine: James Newton Howard e i film di M. Night Shyamalan"
Analisi sul sodalizio tra il regista indiano e il compositore americano

La collaborazione tra M. Night Shyamalan e James Newton Howard nasce nel 1999 con The Sixth Sense (Il sesto senso); il regista americano di origine indiana è al suo primo film importante e “hollywoodiano” (anche se sicuramente non può prevederne il successo), Howard è un compositore affermato che nel corso degli anni ha già sperimentato diversi generi cinematografici (sue le colonne di Il Fuggitivo, Pretty Woman, Waterworld): il loro sodalizio, tuttora in corso, ha dato vita ad una delle unioni cinematografiche-musicali più prolifiche ed interessanti degli ultimi anni.

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Daniela Bocconi

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