Beyond La dolce vita

“Beyond La dolce vita”
Reportage del concerto tenutosi presso il Piccolo Teatro Strehler di Milano l’8 settembre 2013
Una breve premessa è doveroso farla: non riesco ancora a comprendere, dopo dieci anni di attività nel campo giornalistico cine-musicale e aver visto e sentito molteplici concerti di colonne sonore, per quale motivo sussista tutt’oggi, non soltanto nel nostro paese, il bisogno di eseguire concerti di musica per film supportati da immagini che scorrono su di uno schermo alle spalle dell’orchestra o dell’ensemble? A mio modesto avviso, ma anche ascoltando in diverse occasioni le opinioni del pubblico presente ai concerti di musica applicata, la proiezione di immagini durante l’esecuzione di colonne sonore da film più o meno note distrae l’ascoltatore presente in platea e non gli fa godere appieno la quintessenza compositiva dell’opera musicata. Perché, e la finisco qui, la musica per immagini abbisogna dal vivo obbligatoriamente di un visivo alle sue spalle? Forse perché, e qui subentra un’erronea conoscenza dell’Ottava Arte, non può vivere da sola visto che è slegata dalle immagini per cui è nata?
Belardinelli che con la sua bacchetta avvolgeva gli orchestrali, guidandoli con enfasi sul pentagramma circense, armonioso, mesto, allegorico, ballabile, spumeggiante, onirico e via aggettivando delle note di Rota e Piovani per il regista riminese.Immergersi, comodamente seduti nella cornice seriosa del teatro storico milanese, tra le note concepite per quel cinema surreale ma fortemente ancorato alla nostra realtà di Federico Fellini, trasportati dalla carica esecutiva della compagine romana (l’OIC è nata nell’ambito del Forum Music Village, celeberrimo studio di registrazione fondato negli anni sessanta da quattro importanti compositori di musica per film, Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Luis Bacalov e Piero Piccioni – Ndr.), fortemente sostenuta dal suo Presidente Marco Patrignani e dal Presidente della Repubblica, da vari ministeri e fondazioni importanti, tra cui proprio quella dedicata a Fellini, è stata un’esperienza “strepitosa” (e rubo l’aggettivo ad una signora entusiasta all’uscita dal concerto!).
Il rispetto, a dir poco maniacale, e ve lo dice uno che conosce a menadito le musiche rotiane e piovaniane per il Cinema del regista romagnolo, della performance di questa grande orchestra delle suite felliniane è stato ammirevole e commovente, in particolar modo nell’esecuzione, a tratti divina, delle suite o singoli leitmotiv delle partiture per 8 ½, Prova d’orchestra, Amarcord e Ginger e Fred: da standing ovation!
Ed è doveroso citare il bis conclusivo, dal lungo applauso entusiasta di un pubblico attento e coinvolto, di una serata magica come magico sa essere il Cinema quando è davvero Grande e la sua Musica: un bellissimo medley degli score rotiani, comprendente alcuni temi non eseguiti durante il concerto, ossia brani dagli episodi filmici di Fellini per Tre passi nel delirio (Toby Dammit) e Boccaccio ’70 (Le tentazioni del dottor Antonio) e non solo. Un medley in cui tutta la genialità compositiva di Nino Rota viene fuori in ogni suo aspetto, dal più apparentemente semplice al più colto, avanguardistico e popolare nel suo senso più genuino e grandemente tradizionale.
Una nota a sé va all’esecuzione, prima del bis richiesto a gran voce dal pubblico ancora immerso nella poetica cine-musicale felliniana, del pezzo “E’ mònd l’è bell (omaggio sinfonico a Federico Fellini e Tonino Guerra)”, titolo estratto da una poesia del compianto poeta e sceneggiatore romagnolo, amico fidato del regista de La dolce vita, composto dal quarantenne compositore romano Cristiano Serino: una composizione in forma di elegia solenne, dalle reminiscenze raveliane, che l’Orchestra Italiana del Cinema ha eseguito con una – passatemi il termine straniante – tenue forza brutale armonica crescente che mi ha divelto interiormente. Degno finale di un concerto pregevole che rende ancor più importante e speranzoso il percorso autorevole di questa grande Orchestra e del suo simpaticissimo e trascinante direttore, il Maestro Belardinelli.
