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09 Set2013

Beyond La dolce vita

Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Reportage

foto_concerto_fellini2.jpg

“Beyond La dolce vita”
Reportage del concerto tenutosi presso il Piccolo Teatro Strehler di Milano l’8 settembre 2013


Una breve premessa è doveroso farla: non riesco ancora a comprendere, dopo dieci anni di attività nel campo giornalistico cine-musicale e aver visto e sentito molteplici concerti di colonne sonore, per quale motivo sussista tutt’oggi, non soltanto nel nostro paese, il bisogno di eseguire concerti di musica per film supportati da immagini che scorrono su di uno schermo alle spalle dell’orchestra o dell’ensemble? A mio modesto avviso, ma anche ascoltando in diverse occasioni le opinioni del pubblico presente ai concerti di musica applicata, la proiezione di immagini durante l’esecuzione di colonne sonore da film più o meno note distrae l’ascoltatore presente in platea e non gli fa godere appieno la quintessenza compositiva dell’opera musicata. Perché, e la finisco qui, la musica per immagini abbisogna dal vivo obbligatoriamente di un visivo alle sue spalle? Forse perché, e qui subentra un’erronea conoscenza dell’Ottava Arte, non può vivere da sola visto che è slegata dalle immagini per cui è nata?

Questa premessa l’ho dovuta illustrare perché la sensazione che ho avuto, assistendo al concerto sinfonico multimediale in omaggio al grande Federico Fellini dell’8 settembre, tenutosi a Milano al Piccolo Teatro Strehler, è stata proprio quella di un qualcosa in più che poteva anche non esserci, non perché ingombrante – anzi una sequela di immagini originali dei film felliniani, disegni, grafiche e filmati d’epoca riportanti interviste a Nino Rota, Nicola Piovani, Tonino Guerra e giustappunto Fellini, ben curate da Stefano Fomasi e Raffaele Cafarelli – bensì distraente dal valore profondo ed emozionale dell’opera rotiana, e non solo, visto che si sono ascoltate anche musiche di Piovani (Ginger e Fred e La voce della luna), per il caro amico regista più volte premio Oscar. Mi sono piaciuti gli intermezzi video tra una suite e l’altra delle colonne sonore felliniane, perché rivedere, e soprattutto risentire alcuni estratti da interviste celebri a Fellini sul suo rapporto con l’immagine filmica, con la musicalità e la poetica del suo sentire cinematografico, nonché i racconti sinceri da parte di Rota e Piovani sul modo di concepire la musica per Fellini all’interno dei suoi film, è sempre emozionante e foriero di ricordi personali legati alla visione delle sue straordinarie pellicole. Però, bastavano questi interventi video, ottimamente collacati a corollario dell’esecuzione pregevole della superba Orchestra Italiana del Cinema, magicamente diretta dal Maestro Daniele Belardinelli. Una compagine orchestrale di ben oltre sessanta elementi che ha saputo dare una performance eccelsa, su arrangiamenti e orchestrazioni originali di Carlo Savina, fidato amico e direttore d’orchestra delle colonne sonore rotiane per Fellini. Trascrizioni di Savina del 1983 dei maggiori capolavori cine-musicali fellininani (I vitelloni, La strada, Le notti di Cabiria, La dolce vita, 8 e ½, I clowns, Roma, Amarcord, Il Casanova e Prova d’orchestra)  quale omaggio all’amico Nino Rota due anni dopo la sua morte. L’Orchestra Italiana del Cinema, nata nel 2009 proprio con l’intento di rappresentare e promuovere la musica per film italica (ma non solo, dato che ha eseguito nel 2012 al Ravello Festival la musica premio Oscar di The Artist di Ludovic Bource in anteprima mondiale) nel nostro paese e nel mondo, sotto la direzione attenta, corporalmente espressiva e coinvolgente del direttore foto_concerto_fellini.jpgBelardinelli che con la sua bacchetta avvolgeva gli orchestrali, guidandoli con enfasi sul pentagramma circense, armonioso, mesto, allegorico, ballabile, spumeggiante, onirico e via aggettivando delle note di Rota e Piovani per il regista riminese.
Immergersi, comodamente seduti nella cornice seriosa del teatro storico milanese, tra le note concepite per quel cinema surreale ma fortemente ancorato alla nostra realtà di Federico Fellini, trasportati dalla carica esecutiva della compagine romana (l’OIC è nata nell’ambito del Forum Music Village, celeberrimo studio di registrazione fondato negli anni sessanta da quattro importanti compositori di musica per film, Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Luis Bacalov e Piero Piccioni – Ndr.), fortemente sostenuta dal suo Presidente Marco Patrignani e dal Presidente della Repubblica, da vari ministeri e fondazioni importanti, tra cui proprio quella dedicata a Fellini, è stata un’esperienza “strepitosa” (e rubo l’aggettivo ad una signora entusiasta all’uscita dal concerto!).
Il rispetto, a dir poco maniacale, e ve lo dice uno che conosce a menadito le musiche rotiane e piovaniane per il Cinema del regista romagnolo, della performance di questa grande orchestra delle suite felliniane è stato ammirevole e commovente, in particolar modo nell’esecuzione, a tratti divina, delle suite o singoli leitmotiv delle partiture per 8 ½, Prova d’orchestra, Amarcord e Ginger e Fred: da standing ovation!
Ed è doveroso citare il bis conclusivo, dal lungo applauso entusiasta di un pubblico attento e coinvolto, di una serata magica come magico sa essere il Cinema quando è davvero Grande e la sua Musica: un bellissimo medley degli score rotiani, comprendente alcuni temi non eseguiti durante il concerto, ossia brani dagli episodi filmici di Fellini per Tre passi nel delirio (Toby Dammit) e Boccaccio ’70 (Le tentazioni del dottor Antonio) e non solo. Un medley in cui tutta la genialità compositiva di Nino Rota viene fuori in ogni suo aspetto, dal più apparentemente semplice al più colto, avanguardistico e popolare nel suo senso più genuino e grandemente tradizionale.
Una nota a sé va all’esecuzione, prima del bis richiesto a gran voce dal pubblico ancora immerso nella poetica cine-musicale felliniana, del pezzo “E’ mònd l’è bell (omaggio sinfonico a Federico Fellini e Tonino Guerra)”, titolo estratto da una poesia del compianto poeta e sceneggiatore romagnolo, amico fidato del regista de La dolce vita, composto dal quarantenne compositore romano Cristiano Serino: una composizione in forma di elegia solenne, dalle reminiscenze raveliane, che l’Orchestra Italiana del Cinema ha eseguito con una – passatemi il termine straniante – tenue forza brutale armonica crescente che mi ha divelto interiormente. Degno finale di un concerto pregevole che rende ancor più importante e speranzoso il percorso autorevole di questa grande Orchestra e del suo simpaticissimo e trascinante direttore, il Maestro Belardinelli.        

foto_concerto_fellini3.jpg

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Daniela Bocconi

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