03 Mar2014
Sherlock Holmes: A Game Of Shadows
Hans Zimmer
Sherlock Holmes – Gioco di ombre (Sherlock Holmes: A Game Of Shadows, 2011)
Sony Classical 88697978902
18 brani – durata: 57’36’’
Musica classica e musica gitana vengono integrate allo stile musicale di Zimmer per creare non solo delle sonorità nuove, ma anche per vere e proprie esigenze di copione. Così i gruppi gitani Cigánski baróni e Kokavakere Lavutára – Sendreiovci vengono coinvolti da Zimmer durante un viaggio in Slovacchia insieme al regista Guy Ritchie alla scoperta della cultura musicale zigana e vengono lasciati suonare da soli o accompagnati con un’intera orchestra in tutte le scene che vedono come sfondo la cultura gitana (“Romanian Wind” e “Romanian Holidays” ne sono due splendidi esempi, dove il gioco tra violini e strumenti elettronici si combina in pieno stile zimmeriano). Anche la musica classica viene posta al centro della storia in ben due momenti: il primo, incalzante, brano “To the Opera” è un insieme ben equilibrato di diversi passaggi del Don Giovanni di Mozart ("Ultima Prova", "Ah, Signor Per Carità" e "Don Giovanni a Cenar Teco") che Zimmer unisce costruendo un emozionante crescendo di tensione ed emozioni nella scena ambientata a teatro. A chi può storcere il naso pensando ad una profanazione di un’opera indubbiamente assoluta, si può far presente come è da sempre pratica corrente nei film accorciare o adattare musiche famose per farle corrispondere perfettamente al ritmo delle scene e al montaggio; è inoltre anche interessante notare come molti ascoltatori si siano avvicinati all’opera mozartiana proprio incuriositi dalla scena del film dove il commendatore, ritornato dall’oltretomba, contribuisce ad incupire la scena e ad aggiungere pathos. La seconda composizione classica protagonista di una scena, al punto da caratterizzare la follia del villain di turno è il lied “Die Forelle” (Schubert, 1817) in una splendida interpretazione di Julius Drake e Ian Bostridge, la cui sonorità viene sapientemente sporcata, come riprodotta da un vecchio gramofono lontano. È presente anche un valzer con elementi di due diverse composizioni di Johann Strauss II, “Accellerationen” e “Wiener Blut”, anche queste sapientemente amalgamate per trasportare lo spettatore nel mondo aristocratico e dorato della mitteleuropa di fine ottocento.
Un'ultima divertente citazione per tutti gli appassionati di colonne sonore accompagna una scena già di per sè carica dell’ironia che ha visto la fortuna di questi due film: nella scena dove il protagonista, a causa della sua paura per i cavalli, sceglie di usare come mezzo di locomozione un tozzo e lento pony, la colonna sonora è quella del tema principale di Ennio Morricone del film Gli avvoltoi hanno fame (1970) il cui titolo originale è, ironicamente, Two Mules for Sister Sara.
In generale una colonna sonora che unisce i tipici topoi dei film blockbuster con delle trovate particolari e interessanti, delle citazioni sapientemente rielaborate e delle scelte artistiche e culturali nuove che riflettono il solito interesse di ricerca di Hans Zimmer per le sonorità e i timbri capaci di caratterizzare immediatamente una scena ed i suoi personaggi.
