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26 Mar2014

Im Kampf Mit Dem Berge

Scritto da Paolo Eustachi. Pubblicato in Cinema

cover_dvd_im_kampf.jpgIm Kampf Mit Dem Berge (Film muto, 1921)
Regia: Arnold Fanck
Musica: Paul Hindemith
Durata: 71 minuti
DVD Transit Classics TF 88843 00849 9



Dopo Die Niebelungen (1924) e Metropolis (1927), capolavori di Fritz Lang musicati da Gottfried Huppetz proposti in magnifiche edizioni DVD, la Transit Film di Monaco presenta Im kampf mit dem Berge (A confronto con la montagna, traduzione ndr) realizzato  da Arnolf Fanck nel 1921 e ora proposto nella nuova  versione restaurata a cura della Murnau Stiftung di Wiesbaden in collaborazione con i canali televisivi Arte e ZDF, l’emittente radiofonica HR e il Filmarchiv Austria.
Arnold Fanck (1889 – 1974), geologo e appassionato esperto alpinista è considerato il pioniere del cinema di montagna. Tramite la coinvolgente rappresentazione di paesaggi imponenti, suggestivi e impervi, testimoni di una natura spettacolare e intatta dal carattere fortemente romantico, il suo lavoro filmico è rivolto ad esaltare anche i valori dell’eroismo, del coraggio e della rettitudine.
La sua carriera è segnata dal rapporto artistico con Leni Riefenstahl (1902 – 2003), regista, attrice e fotografa apprezzata durante il nazismo e divenuta ben presto una vera icona del film di montagna.
La collaborazione fra i due artisti si è concretizzata in diversi apprezzati lavori fra cui La montagna sacra (1926, musiche di Edmund Meisel ) e La tragedia di Piz Palu (1929, musiche di Giuseppe Becce).
Oltre a un suo valore tecnico e intrinseco per la novità delle sue coinvolgenti immagini il film assume rilevanza storica anche in relazione alla colonna sonora realizzata da un musicista della statura di Paul Hindemith. La partitura infatti rappresenta la prima musica scritta per il grande schermo che evidenzia una piena valenza compositiva e che segna l’inizio dell’affrancamento dall’allora diffuso concetto compilativo basato sulla ‘Kinothek’ elaborata nel 1919 congiuntamente dai compositori Giuseppe Becce (1877 – 1973), Hans Erdmann (1882 – 1942) e Ludwig Brav (1896 – 1951). Essendo disponibile integralmente nella sua versione originale la musica ha inoltre svolto un ruolo vitale come funzione di riferimento nel complesso lavoro di restauro della pellicola.
Fortemente singolare il fatto che la prima del film, nel 1921, avvenga senza la sua esecuzione che sembra avrebbe richiesto un lungo lavoro di prove. In realtà le orchestre di cinema (Salonorchester) non erano in generale ancora pronte ad affrontare partiture di complessa portata come quella predisposta da Hindemith.
La casa di produzione Berg-und Sportfilm GmbH di Berlino aveva assegnato al film anche un secondo titolo molto significativo riguardo alla struttura architettonica e musicale suddivisa in sei movimenti: Eine Alpensymphonie in Bildern (Immagini di una sinfonia alpina).
Il documento su cui si basa la ricostruzione del film avvenuta nel 2012 è rappresentato da una nitrocopia in viraggio conservata presso il Filmarchiv Austria. Un’altra versione in forma di documentario è quella conservata presso il Gosfilmfond di Mosca, peraltro lacunosa e limitatamente attendibile.
Il film dal carattere drammatico descrive, attraverso imponenti immagini, una impegnativa e rischiosa escursione alpinistica compiuta da Hannes Schneider insieme alla guida alpina Ilse Rohde alla conquista del Felikjoch (Colle Felik sul Monte Castor a quota 4.068 mt). Entrambi i protagonisti della spedizione sono interpreti del film, il cui suggestivo scenario è costituito dalle più impervie e grandiose montagne alpine del versante svizzero-vallese che include il Matterhorn (Cervino, 4.405 mt), il Breithorn (4.150 mt), il Lyskamm (4.538 mt) e il Monte Rosa (4.635 mt).
La scrittura musicale  di Hindemith ha consentito di stabilire con una certa precisione i punti di sincronismo fra inizio di ciascun  movimento e didascalie mentre i colori offrono un chiaro riferimento dei vari momenti temporali, arancio (luce del giorno), rosa (alba e calare del sole), rosso (tramonto) e verde/azzurro (notte).
Paul Hindemith (1895 – 1963) è stato un musicista di grande versatilità nel senso più ampio del termine nelle differenti esperienze attive che lo hanno visto impegnato come musicologo, compositore, didatta, direttore d’orchestra e solista di viola.
Egli viene considerato il rappresentante del rinnovamento musicale tedesco nel ventesimo secolo e  si pone come precursore del linguaggio della Neue Sachlichkeit (nuova oggettività), movimento artistico sorto a Berlino con il Bauhaus di Gropius subito dopo la fine del primo conflitto mondiale in antitesi all’estetica dell’espressionismo rappresentata dai gruppi del Blauer Reiter (Monaco) e Dresdner Bruecke (Dresda).
In antitesi all’estetica dell’espressionismo della Scuola di Vienna ma anche del languore post-romantico Hindemith si rivolge alla musica d’uso (‘Gebrauchsmusik’, musica dalle linee semplici e avulsa da schemi intellettuali, scritta per motivazioni politico-sociali o per l’utilizzo da parte di musicisti non professionisti) e la inserisce in un linguaggio anti-soggettivo, politonale e moderatamente atonale che si distingue per incisività, pulsione ritmica e forte connotazione contrappuntistica con soluzioni armoniche recuperate dalla  tradizione musicale bachiana e che viene applicato a un vasto repertorio compositivo che include opera, cinema, teatro, musica da camera e sinfonica. Il suo linguaggio diventa subito un importante punto di riferimento per altri compositori suoi contemporanei attivi in campo cinematografico come Edmund Meisel (1894 – 1930) e Hans Eisler (1898 – 1962).
Il DVD della Transit Film è uno straordinario documento che recupera il film di Fanck nel suo affascinante viraggio grazie al difficile lavoro di restauro compiuto dalla Omnimago di Ingelheim e nel suo aspetto musicale con l’importante affresco sonoro di Paul Hindemith che ne accompagna le immagini.
La trama musicale in realtà  può risultare agli inizi sconcertante nella sua indefinizione motivica, narrativa e architettonica che la porta a svolgere un ruolo distaccato, a momenti puramente esornativi. Nello scorrere delle immagini la scrittura  acquisisce un carattere maggiormente espressivo, introspettivo e atmosferico, a tratti moderatamente melodico e segnatamente contrappuntistico nella sua tensione ritmica punteggiata da canoni del neo-barocco per raggiungere un avvincente climax tratteggiato da misurati accenti drammatici nella sequenza della discesa a valle quando i due alpinisti trovano riparo nella notte tempestosa in un’angusta fessura dell’immenso ghiacciaio Zwillingsgletscher.
Dopo la grandiosa esecuzione e registrazione della imponente partitura scritta da Gottfried Huppertz per il film di Fritz Lang Die Niebelungen - assolutamente un’imperdibile ‘Sternstunde’ nell’universo dell’ottava arte - l’Orchestra Sinfonica dell’Hessischer Rundfunk guidata da Frank Strobel si conferma un ensemble prestigioso che affronta la trama musicale del film di Fanck con grande impegno in una prova superlativa in cui evidenzia una straordinaria compattezza, un’avvolgente morbidezza degli archi e un profondo spessore sonoro dei fiati. Con grande chiarezza analitica ed eleganti sfumature di fraseggio il Maestro Strobel, grande interprete della musica del ventesimo secolo, restituisce la singolare scrittura di Hindemith nella sua piena raffinatezza timbrica e armonica e nella sua accattivante severità espressiva.



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Daniela Bocconi

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