La storiografia musicale e la musica per film
La storiografia musicale e la musica per film
Reportage del convegno internazionale sulla musica per immagini tenutosi a Venzia il 27 e 28 Maggio 2011
Si può ipotizzare, e cominciare a tracciare, una storiografia musicale all’interno della musica per film?
L’esigenza, ad ottant’anni dalla nascita dell’Ottava Arte, è ormai avvertita chiaramente così come sono avvertite le lacune (di metodo, di approccio, di approfondimento) che da un lato la filmologia e dall’altro la musicologia ufficiali denunciano nei confronti dell’argomento. Per due giorni alla Fondazione Ugo e Olga Levi di Venezia, istituzione in prima linea nelle problematiche della storiografia musicale, se ne è appassionatamente discusso in un convegno internazionale intitolato appunto “La storiografia musicale e la musica per film”, coordinato da Roberto Calabretto, docente della materia all’Università di Udine e autore di numerose pubblicazioni sull’argomento, ultima delle quali “Lo schermo sonoro” (Marsilio).
Intervista a Pasquale Catalano
Quando la musica è fatta di anima e cuore, allora sì, è facile sognare.
Aria di crisi? Parrebbe proprio di sì. D’altronde era quasi inevitabile che accadesse. Poche star, poco glamour, poche feste… ma Venezia ha risolto l’empasse con intelligenza, proponendo una selezione di film ricca e interessante. L'apertura della sezione principale è stata affidata a Black Swan (Cigno nero) diretto da Darren Aronofsky. La storia è quella di una ballerina classica chiamata a interpretare il ruolo della regina nel Lago dei cigni di Pëtr Il'ič Čajkovskij (1840 - 1893), che cade nel baratro dell’ossessione della perfezione. Un supercast su cui spicca Natalie Portman (che danza davvero). Un tessuto visivo-sonoro disturbante. Una tensione costante. La rilettura del Lago dei Cigni in chiave psyco-horror (e soft porn) da parte di Aronofsky è a dir poco torbida. Dopo The Wrestler (Leone d’Oro a Venezia 2008) Darren Aronofsky continua il suo lavoro sul corpo e sul corpo degli attori impegnati in ruoli che vanno ben oltre la recitazione. "Alcune persone considerano il wrestling come la più bassa delle forme d'arte, mentre altri ritengono che il balletto sia la più alta, ma in realtà hanno qualcosa di molto simile. Mickey Rourke come wrestler viveva delle esperienze assolutamente paragonabili a quelle di Natalie Portman come ballerina", spiega Aronofsky. "Entrambi sono degli artisti che utilizzano i loro corpi per esprimersi, ma sono minacciati dai malanni fisici, perché i loro corpi sono gli unici strumenti che hanno per comunicare. La cosa interessante per me era trovare due storie collegate in quelli che potrebbero sembrare dei mondi distanti".
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