Vittime di guerra – musica applicata e musica assoluta: due modi di intendere un’arte “politica”
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Vittime di guerra – musica applicata e musica assoluta: due modi di intendere un’arte “politica”
Le musiche di Ennio Morricone e Michele Dall’Ongaro (presidente-sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia) all’evento inaugurale della nuova stagione di concerti della Roma Sinfonietta – Università di Roma “Tor Vergata” - 16 ottobre 2019.
Casualties of War: così recita il titolo originale del film di Brian De Palma, da cui è tratto il primo brano del concerto. Tradotto in italiano con Vittime di Guerra, la stupenda ambiguità di quel “casualities” – “vittime” ma anche “incidenti” – è tutta recuperata nel magnifico inno di Ennio Morricone, che riesce perfettamente, nella polifonia quasi palestriniana e nella sua straordinaria, davvero mozartiana capacità riassuntiva, a dare la raffigurazione musicale di un processo irreversibile, innescato e ribadito da veri e propri traumi – “incidenti” armonici causati dalle linee melodiche della compagine di soli archi –, così come nel film con Michael J. Fox ogni immagine di violenza rappresenta un punto da cui è impossibile tornare indietro.











