13 Mag2013
Scritto da Maurizio Caschetto . Pubblicato in Interviste
Intervista esclusiva al compositore italiano vincitore del premio Oscar.
Dario Marianelli è il compositore italiano che oggi probabilmente meglio rappresenta la nostra tradizione cine-musicale sulle scene internazionali e non a caso è stato più volte da molti definito una sorta di “nuovo Morricone”. L'onorabile (e assai ingombrante) titolo è stato appiccicato a tanti autori diverse volte ma, al di là delle etichette che si possono attaccare, il compositore pisano – vincitore del premio Oscar nel 2007 per la colonna sonora di Espiazione (Atonement) – sembra essere oggi l'unico italiano operante nella musica applicata ad aver trovato una vera dimensione internazionale paragonabile a quella appunto di Morricone, ma anche a quella di Nino Rota e Mario Nascimbene. La vera curiosità casomai è che Marianelli, a differenza dei suoi predecessori, ha coltivato il suo talento ed ha mosso i suoi primi passi molto al di fuori dei confini italici (Marianelli vive e lavora a Londra dal 1990).
Il successo e i premi ottenuti a partire dal 2005 (grazie alle partiture per I fratelli Grimm di Terry Gilliam e soprattutto Orgoglio e pregiudizio, che inaugura la sua collaborazione con il regista Joe Wright e per la quale ottiene la sua prima nomination all’Oscar) stimolano ancora di più la brillante vena creativa del compositore, che firma alcune partiture che si distinguono per la singolare funzione drammaturgica (si veda la fenomenale “destrutturazione” beethoveniana de Il solista, sempre di Joe Wright) e per un lirismo assai poco convenzionale (le melodie liquide e “nebbiose” del recente adattamento di Jane Eyre), molto attento a non cadere mai nella facile trappola del sinfonismo più prevedibile e tantomeno in quella dell'imperante minimalismo diatonico di gran voga nelle colonne sonore odierne.
Marianelli si definisce in primo luogo un partner, un collaboratore e soprattutto un alleato dei realizzatori. E' consapevole del ruolo di servizio della composizione cinematografica, ma non per questo rinuncia al suo essere musicista a 360 gradi come dimostra l'eccezionale prova di Anna Karenina, ancora una volta insieme al regista Joe Wright e per la quale ha ottenuto la sua terza nomination all'Oscar. In questa intervista esclusiva per ColonneSonore.net, Dario ci parla del suo lavoro per questo adattamento del grande classico di Tolstoj, del suo rapporto con il regista Joe Wright e del suo modo di intendere il mestiere di compositore di musica per film.
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